Ostruzionismo sulla Ru486

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Marco Incagnola (L'inkontro.info)

IL CASO. Resi noti i dati sulla diffusione del farmaco nel nostro Paese. Numeri bassi per colpa dei protocolli delle Regioni.

In alcuni regioni italiane, in particolare nel centro sud, la diffusione della pillola abortiva Ru486 stenta a decollare. Colpa anche dei diversi protocolli di impiego, stabiliti dalle Regioni, che di fatto non consentono a tutti gli ospedali di poter offrire questo servizio.  Ad occupare gli ultimi posti della classifica delle Regioni che fanno uso del farmaco ci sono il Lazio, l’Umbria, la Calabria, l’Abruzzo e, fanalino di coda, le Marche. Il Piemonte (1203 confezioni) e la Toscana (563) sono, invece, le più attive per numero di ordini effettuati.

Se la politica è contro le donne

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Giulio Finotti (Terra Lazio)

SANITA'. La ginecologa Mirella Parachini denuncia l’ostruzionismo della Regione sulla RU486: «Hanno trovato il modo per bloccarci».

Aborto chirurgico. Sembra questa l’unica strada obbligata per le donne che nel Lazio intendono ricorrere all’aborto. Sembra di fatto bloccata la possibilità della somministrazione della pillola RU486, secondo alcune associazioni femministe, e diversi medici degli ospedali romani.

La protesta alla Regione

Rossella Anitori (Terra Lazio)

MANIFESTAZIONE. Vita di donna lancia un sit-in per garantire i diritti riconosciuti dalla legge 194.

Dopo il primo caso di somministrazione, nel Lazio la RU486 rischia di tornare nel cassetto. Il governatore della Regione Renata Polverini, infatti, vuole mettere le briglie alla pillola antiabortiva. Dopo il ricovero ospedaliero obbligatorio di tre giorni per chi ne faccia richiesta, la neopresidente vincola ulteriormente l’assunzione del farmaco, che dovrà compiersi solo ed esclusivamente negli ospedali autorizzati e con posti letto dedicati
 

Nel Lazio c’è il caso RU486

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Marco Incagnola (L'inkontro.info)

SANITA'. Un viaggio per toccare con mano i problemi che affliggono uno dei sistemi sanitari più discussi in Italia.

E' cominciato dall’Ospedale Grassi di Ostia il ‘viaggio nella sanità del Lazio’ intrapreso da Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, consiglieri del Gruppo regionale di Sinistra Ecologia Libertà con Vendola  nel Consiglio regionale del Lazio. Un viaggio per toccare con mano i problemi che affliggono uno dei sistemi sanitari più discussi in Italia, che presto sarà colpito dalla scure del piano Polverini che prevede un taglio di 2500 posti letto.
 

Ru486, la pillola che c’è ma non si vede

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Federico Tulli

SALUTE. Solo 1.400 confezioni vendute in due mesi. L’uso del farmaco abortivo, pur rispettando la legge 194, risente ancora delle ingiustificate resistenze “politiche”. L’analisi di Mirella Parachini, presidente Fiapac.

Solo 1.400 pillole in due mesi e il drastico calo del suo utilizzo tra aprile e maggio dimostrano come tutti i metodi messi in campo dalle istituzioni e dalla politica per ostacolare la commercializzazione della pillola abortiva Ru486 stiano funzionando a pieno regime». La presidente della Fiapac (Federazione internazionale degli operatori di aborto e contraccezione), Mirella Parachini, commenta così, senza giri di parole, il grido d’allarme lanciato da marco Durini, direttore medico dell’azienda di distribuzione Nordic Pharma.

«In Italia è ricominciata la caccia alle streghe»

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Federico Tulli

SAGGISTICA. Due importanti novità editoriali pubblicate da L’Asino d’oro e firmate da Carlo Flamigni e Corrado Melega. Per fare chiarezza sull’importanza del farmaco abortivo e sulla sua differenza con la pillola del giorno dopo.

Paese dei paradossi l’Italia. Mentre negli Stati Uniti viene approvata una riforma che non è esagerato definire storica e che contiene delle venature mutualistiche chiaramente ispirate al nostro sistema sanitario, le istituzioni nostrane sono impegnate in una frenetica attività di scardinamento di alcuni dei capisaldi che hanno portato la Sanità italiana all’avanguardia nel mondo.

Ru486, la notizia che striscia

Federico Tulli

BIOETICA E SANITA'. Nell’Italietta di oggi asservita al Vaticano e alle sue ferree regole socio-economiche, Nicola Blasi non è un medico come tutti gli altri.

Nell’Italietta di oggi asservita al Vaticano e alle sue ferree regole socio-economiche, Nicola Blasi non è un medico come tutti gli altri. Infischiandosene del fatto che per fare carriera nella sua professione bisogna fondamentalmente dichiararsi obiettori di coscienza, come previsto dalla legge 194 sull’aborto, il dottor Blasi è l’unico medico strutturato non obiettore del Policlinico di Bari.
 

«La battaglia è vinta»

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Susan Dabbous

L'INTERVISTA. A colloquio con Mirella Parachini, ginecologa e presidente della Federazione internazionale degli operatori di aborto e contraccezione. «Contro chi ostacola la Ru486 si può aprire la via legale».

Dottoressa Parachini, le Regioni hanno il potere di decidere in autonomia se introdurre o meno il farmaco?

Quella pillola di troppo

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Diego Carmignani

DIRITTI. La crociata leghista contro la Ru486 viene contrastata anche dagli esponenti della maggioranza. Il ministro Fazio: «C’è una norma, se la leggano». E Cota fa dietrofront: «Non andrò mai contro la legge»

La scorpacciata elettorale rischia di trasformarsi in un’indigestione per il Carroccio. Tutta colpa di quella pillola di troppo mandata giù a fine pasto, come accade al panzone che esplode nel finale de Il senso della vita dei Monty Python. Il giorno dopo la santa alleanza Lega-Chiesa sullo stop alla Ru486 è infatti una pioggia di moniti. E i più vistosi sono quelli sparati dal fuoco amico, fino a prova contraria.

Gli amici di Emma

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. A ricordare a tutti chi ha fatto la differenza, soprattutto nel Lazio, ci stanno pensando i neogovernatori leghisti con le loro campagne antiabortiste fresche di giornata.

Non doveva servire. Non era necessario. Ma a ricordare a tutti chi ha fatto la differenza, soprattutto nel Lazio, ci stanno pensando i neogovernatori leghisti con le loro campagne antiabortiste fresche di giornata. All’inizio della campagna elettorale la Bonino aveva minimizzato il rischio del “voto cattolico”. Rispondeva seccata, o evitava di rispondere alle domande dei giornalisti che glielo ricordavano.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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