Con 50mila euro si parte per uccidere i pirati

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Alessandro De Pascale

INCHIESTA. Un faccendiere russo sostiene di organizzare viaggi per chi vuole sparare ai bucanieri somali: «Volo privato da Mosca per 10 persone. Userete armi automatiche».

Destinazione, Oceano Indiano. Obiettivo della missione, andare a sparare ai pirati somali. Costo, 50mila euro a persona, posti limitati. «Si parte da Mosca, con un jet privato», spiega subito l’uomo, che chiameremo Gavril. Anche perché non dice mai il suo vero nome, meno che mai il cognome. Con lui parliamo al telefono, un numero di cellulare russo che ci ha fornito una fonte militare. È un faccendiere che sostiene di essere un ex membro delle forze speciali russe. È lui che assicura di organizzare questi viaggi molto particolari.

Così l’Occidente arma Yemen e Siria

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Dina Galano

RAPPORTO. Munizioni, fucili ed equipaggiamenti venduti da Russia, Usa e Europa ai regimi arabi e mediorientali. La denuncia di Amnesty.

Piazza Tahrir, Egitto, 25 gennaio 2011. Bahrain, 14 febbraio 2011. Tripoli, Libia, 17 febbraio 2011. Eppoi Yemen e Siria, dove la primavera araba non può vantare nemmeno una precisa data d’inizio. La rivolta delle popolazioni arabe e mediorientali e la repressione violenta che ne è seguita sono state poste al centro di un’indagine che Amnesty international ha condotto sul commercio di armi verso questi cinque Stati campione.

Le manovre di Eni bloccano il gas dalla Russia

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Pietro Dommarco

ENERGIA. Dopo solo un mese dall’accordo di Sotchi, la multinazionale italiana resiste alla cessione a Geostock delle concessioni in Basilicata.

Nuovo stop italiano per South Stream, il colossale gasdotto che dovrebbe collegare la Russia con l’Europa, attraverso il nostro Paese. Un progetto da oltre 20 miliardi di euro e 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno, da mettere in funzione nel 2015. Dopo le proteste dei cittadini di Sulmona ora tocca alla Basilicata, ma questa volta non per mano dei cittadini. Perché potrebbe essere proprio l’Eni a far “saltare” gli accordi.

Benvenuti a Krasnodar. Purché di pelle bianca

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Bruno Picozzi e Irene Colantoni

RUSSIA. Tutto sembra andar bene in questo centro di 800mila abitanti: servizi, giardini, fiori lungo le strade. Ma chi è immigrato di città ne vede un’altra. Coi colori della xenofobia.

Strade ampie, architettura sovietica, spazi pubblici ben tenuti pieni di fiori e di luci, 800mila abitanti o poco più. «Bambini e anziani sono integrati nel cuore della vita pubblica», raccontava tempo fa un meravigliato tabloid neozelandese. Persone di ogni età giocano insieme nelle strade e nelle piazze «durante il giorno così come di notte e contribuiscono a creare una sensazione di sicurezza». Sensazione che, è bene dirlo, dipende largamente dal colore della pelle.

Nemmeno Mosca è fuori dalla bufera

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Sonia Grieco

CRISI. Non sono le battaglie politiche a far paura agli investitori ma una debolezza strutturale. E qualche timore inizia a emergere.

Poco importa agli investitori dei giochi politici che si consumano a Mosca, o della piega autoritaria che sta prendendo la democrazia russa. Ma la repentina cacciata del ministro delle Finanze, Alexei Kudrin, considerato il garante della stabilità economica del Paese, ha suscitato forti timori. Non c’è stato impatto sui rating creditizi russi, fa sapere Standard&Poor’s, ma l’uscita di scena del falco del rigore ha acceso i riflettori sulla fragilità dell’economia russa, sinora esclusa dal novero di quelle a rischio fallimento.

Putin inaugura Nord Stream, il gasdotto della discordia

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Marco De Vidi

RUSSIA. Al via la pipeline che attraversa il Mar Baltico, evitando il passaggio per l’Ucraina. Kiev contesta gli alti prezzi imposti da Mosca, minacciando il ricorso alla Corte internazionale.

Ieri è ufficialmente entrato in funzione il gasdotto Nord Stream, che collega la Russia all’Europa occidentale in modo diretto. Il condotto permetterà il passaggio del gas russo senza bisogno di attraversare Ucraina, Bielorussia e Polonia, Paesi fino ad oggi fondamentali per il transito dell’energia. È stato il premier russo Putin a dare il via al pompaggio del gas nel condotto. La cerimonia si è svolta nella città di Vyborg, vicino a San Pietroburgo, punto di partenza della linea che giunge fino alla città tedesca di Greifswald.

Dalla Russia al Salento La discussa via del gas

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Diego Carmignani

ENERGIA. Avviata la Valutazione di impatto ambientale per il Trans Adriatic Pipeline. Ma l’attracco in Italia, sulla costa di San Foca, andrebbe a interessare falesie, siti archeologici e suolo.

Dal mar Caspio fino all’Italia: questo il tragitto del gasdotto trans-adriatico (Trans adriatic pipeline, Tap), che ha come azionisti la svizzera Egl, la norvegese Statoil e la tedesca E.on Ruhrgas.
Nelle zone italiane interessate, negli scorsi mesi sono stati in molti ad esprimere dubbi sull’operazione, che trasporterà gas naturale dalla regione del Caspio attraverso Grecia, Albania e Mar Adriatico fino all’Italia meridionale e all’Europa occidentale.

New Start, un nuovo inizio per il disarmo nucleare

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Paolo Tosatti

ARMAMENTI. La Russia ratifica l’accordo con gli Usa per la riduzione degli ordigni atomici. Una svolta storica dopo anni di contrasti. Ma la strada per lo smantellamento, avvertono gli esperti, resta in salita.

Dopo lunga attesa finalmente il “nuovo inizio” è arrivato. Il Consiglio della federazione, la camera alta del parlamento russo, ha approvato il New Start, il trattato sul disarmo nucleare che impegna Stati Uniti e Russia a una riduzione dei loro arsenali atomici, predisponendo al tempo stesso un regime ispettivo incrociato sulle testate strategiche schierate.

Riduzione degli armamenti. Ora tocca alla Russia

Paolo Tosatti

NUCLEARE Il presidente della Duma ha lasciato intendere che l’approvazione potrebbe arrivare già in giornata. Poi, però, toccherà alla Camera alta, che non si pronuncerà prima del nuovo anno

Russia-India, intesa su armamenti e nucleare

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Paolo Tosatti

DIPLOMAZIA. Il presidente russo Medvedev e il premier indiano Manmohan Singh firmano accordi per la costruzione di due nuovi reattori e lo sviluppo congiunto di caccia di ultima generazione.

Sono state le armi e l’energia le grandi protagoniste del primo giorno di colloqui tra il premier indiano Manmohan Singh e il presidente russo Dmitrij Medvedev, giunto ieri a Nuova Delhi per una visita di due giorni che ha lo scopo dichiarato di stringere i legami economici e strategici esistenti tra le due potenze.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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