I mille fallimenti della lotta contro la desertificazione

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Bruno Picozzi

FOCUS. È dal 1993 che si cerca un rimedio. L’ex Celeste impero ci ha provato con piante geneticamente modificate e una Grande muraglia fatta di vegetazione per arginare i terreni sabbiosi.

«Le problematiche riguardanti il suolo hanno ricevuto e ancora ricevono, erroneamente, scarsa attenzione». Lo affermava nel 2003 il professor Holtz dell’Università di Bonn, un’autorità nel campo delle relazioni tra povertà e ambiente. La desertificazione dovrebbe essere vista come la rottura di quel fragile equilibrio che permette lo sviluppo della vita in condizioni estreme, con l’innesco di un processo di autodistruzione dei processi fisici, chimici e biologici ad essa connessi.

Il deserto avanza anche in Cina. Così rischia di sparire Minqin

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Bruno Picozzi

EMERGENZE. La sabbia sta inghiottendo un intero distretto di 300mila abitanti a Nord ovest del gigante asiatico: 53mila ettari di bosco piantati negli ultimi decenni sono andati perduti.

Minqin è un distretto isolato nella provincia di Gansu, Nord-ovest della Cina, quasi a contatto con la Mongolia interna. A guardarli con l’occhio indiscreto di Google Earth, la città e i suoi dintorni appaiono grigi di sabbia e di povertà, stretti come in una morsa letale tra le distese desertiche di Tengger e Badain Jaran. Owen Lattimore, studioso statunitense che percorse su e giù la Mongolia nella prima metà del secolo scorso, descrisse questa come una regione di ricorrenti carestie e di morte.

Il grande affare della sabbia. Un Eldorado nero nella tundra

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Alessio Nannini

CANADA. Nello stato di Alberta, a seicento chilometri a nord di Calgary, sorge il più grande impianto per estrarre greggio dal terreno. Un business senza scrupoli voluto da governo e multinazionali.

Ci sono due modi per ottenere petrolio dalla terra. Il primo, universalmente noto, è quello di pomparlo verso la superficie attraverso pozzi e piattaforme marine; il secondo, pressoché sconosciuto agli estranei del settore, consiste nello scavare nella sabbia con grandi ruspe, quasi come si faceva da bambini sulla battigia: andando sempre più giù, si finiva prima o poi per trovare l’acqua.

Le importanti dune di Putu

Paolo Hutter

IL COMMENTO. Un grande progetto australiano per l’estrazione della sabbia ferrosa minaccia le colline cilene tra le foci del rio Maule e del rio Mataquito. Ma è stato grazie a queste barriere che la zona è rimasta al riparo dal maremoto sulla costa.

Passato il primo giorno di ansia per la sorte degli amici di Santiago e Valparaiso, la trepidazione e la nostalgia si sono agganciate fermamente a Putù, un paesino tra le dune pochi chilometri a nord della ora tristemente famosa Constitucion. Il sisma è arrivato mentre stavo collaborando a distanza alla preparazione di un documentario e di una campagna a difesa delle dune dal progetto australiano di estrazione della sabbia ferrosa.

La lottizzazione dei tedeschi assedia il Po

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Massimo Becchi

IL CASO L’assenza di controlli da parte delle forze dell’ordine genera anarchia. Negli anni scorsi i prelievi illegali di sabbia hanno fatto abbassare i fondali anche di otto metri. Ora sono i pescatori stranieri, attratti dal pesce siluro, la minaccia.

Un Po di sorprese è quello che ogni anno ritrovo con Operazione Po, l’iniziativa che mi “costringe” per due settimane sulle sponde del più grande fiume d’Italia. Fra una tappa e l’altra c’è tempo di fermarsi a parlare con i rivieraschi, gente abituata a vivere sul fiume, con le sue attività o per diletto, ma comunque i suoi veri frequentatori.

Cemento disarmato. La carica dell’ecomafia

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Simonetta Lombardo

INFRASTRUTTURE Dopo il sequestro dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, un dossier di Legambiente disegna il ritratto dell'Italia che si sbriciola per eccesso di sabbia.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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