«Ho peccato», la presunta confessione di Sakineh

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Annalena Di Giovanni

IRAN. La tv trasmette un video con la donna condannata a morte per adulterio. Parlano anche i due reporter tedeschi arrestati a ottobre e detenuti per spionaggio a Teheran: «Abbiamo commesso illeciti».

«Non li conosco e non devono aiutarmi». Sono queste le ultime parole, diffuse ieri dalla televisione iraniana, di Sakineh Mohammadi Ashtiani, madre 43enne di due figli che a Tabriz, nell’Azerbaijan iraniano, è stata accusata di aver ucciso il marito e avere poi intrattenuto due relazioni sessuali con altrettanti uomini.

L’ira di Teheran contro l’Ue: Sakineh è in perfetta salute

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Annalena Di Giovanni

IREAN. Le autorità iraniane garantiscono che la donna è illesa nel carcere di Tabriz. E accusano l’Occidente di aver inventato la notizia dell’immediata impiccagione per alimentare l’odio contro la Repubblica islamica.

Sarebbe stato frutto di una «campagna mediatica occidentale ostile alla Repubblica Islamica» l’allarme sull’imminente impiccagione di Sakineh Ashtiani, la donna «è in perfetta salute» nel carcere di Tabriz. Lo ha dichiarato ieri il sostituto procuratore per l’Azerbaijan (di cui Tabriz è capoluogo) Malek Ajdar Sharifi, specificando che la giustizia farà il suo corso. «Un passo nella buona direzione», ha commentato del presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek.

«Sakineh giustiziata oggi». Si cercano riscontri in Iran

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Annalena Di Giovanni

DIRITTI. Il Comitato contro le esecuzioni lancia l’allarme: le autorità di Teheran hanno autorizzato la condanna a morte che sarà eseguita nella prigione di Tabriz. Ancora in carcere suo figlio Sajad

E' morta anche l’ultima speranza per Sakineh Ashtiani, la vedova di Tabriz accusata nel 2006 di aver partecipato all’omicidio del marito e di aver intrattenuto due relazioni extra-matrimoniali imputabili con la pena morte per lapidazione.

Impiccagione per Sakineh

Enrico Campofreda

IL CASO. Confermata la pena capitale per la donna accusata di essere la mandante dell’omicidio del marito. Ma il governo iraniano precisa che il processo non s’è ancora concluso. E il figlio lancia un appello all’Italia.

Dai sassi alla corda. Le modalità dell’esecuzione cambiano ma per Sakineh Mohamad-Ashtiani, l’iraniana accusata d’aver ucciso il marito e per questo destinata alla pena capitale, la condanna sembrerebbe venir mantenuta. La notizia è ripresa da molte agenzie che si ricollegano a quanto scrive il quotidiano Teheran Times, seppure il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha affermato che il processo non si è ancora concluso.

Iran, lapidazione di Sakineh «sospesa e sotto revisione»

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Susan Dabbous

DIRITTI. Il ministero degli Esteri di Teheran annuncia: «Il verdetto sulle vicende extraconiugali è stato fermato». Lo stop è arrivato dopo il voto di una risoluzione di condanna da parte del Parlamento europeo.

Sakineh non verrà lapidata. La sentenza che la condannava all’atroce morte è stata sospesa. Ad annunciarlo è stato ieri il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast, in un’intervista alla locale Press tv. «Il verdetto riguardante la vicenda del tradimento extraconiugale - ha dichiarato il funzionario - è stato bloccato. Il suo caso verrà sottoposto a revisione».

Una vita da difendere

Dina Galano

DIRITTI. Sulla vicenda di Sakineh, la donna iraniana che rischia la lapidazione, aumenta la pressione europea. Il presidente Napolitano: «La condanna dell’Italia è netta». Ma l’Iran ribadisce: «Non è un caso politico».

La fine del Ramadan rischia di coincidere con l’esecuzione della condanna alla lapidazione per Sakineh Ashtiani, la donna di 43 anni finita nel mirino della tribunale iraniano con le accuse di adulterio e complicità nell’omicidio del marito. Al tramonto di venerdì 10 settembre, infatti, il suo caso potrebbe trovare il tragico epilogo, scongiurato all’unanimità dalla comunità internazionale.
 

I Verdi per Sakineh

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Susan Dabbous

MOBILITAZIONE. Fitta e trasversale la presenza di politici alla manifestazione di ieri davanti all’ambasciata iraniana a Roma. Contestata la Santanché venuta a difendere la donna condannata a morte per adulterio.

"Salviamo Sakineh, fermiamo le pietre”. Lo slogan  della manifestazione organizzata dai Verdi ieri davanti all’ambasciata iraniana a Roma, è un messaggio che inneggia alla vita e contro la pena di morte. Sakineh Mohammed Ashtiani è la donna iraniana di 43 anni, madre di due figli,  che rischia nella Repubblica islamica l’esecuzione per lapidazione (dopo aver ricevuto come punizione pubblica, e in presenza di uno dei suoi figli, a titolo di esempio, 99 colpi di frusta).

Sakineh, oggi la protesta a Roma

Susan Dabbous

IRAN. Oggi pomeriggio dalle ore 16:30 in poi i Verdi hanno organizzato una manifestazione «senza bandiere di partito» presso l’Ambasciata iraniana a Roma (Via Nomentana, 363).

Continua la mobilitazione a favore della donna iraniana che rischia la lapidazione per adulterio in Iran. Oggi pomeriggio dalle ore 16,30 in poi i Verdi hanno organizzato una manifestazione «senza bandiere di partito» presso l’Ambasciata iraniana a Roma (Via Nomentana, 363).
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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