BUONA POLITICA. Dell’“Ex Canapificio” facevano parte i sei extracomunitari uccisi in un blitz della camorra il 18 settembre 2008. Tutela dei diritti sindacali, pratiche per l’ottenimento del diritto d’asilo, assistenza legale: alcune delle attività offerte ai migranti. Ma è solo una parte delle iniziative di un collettivo a cui aderiscono studenti, lavoratori, pensionati e immigrati.
La sera del 18 settembre dello scorso anno un commando di camorristi, guidato da Giuseppe Setola, ammazza in un agguato sei cittadini extracomunitari a Castelvolturno, nel casertano. L’azione stragista sarà ricordata come “la strage di San Gennaro”, mentre l’Italia intera e gli organi d’informazione, per molto tempo, sosterranno la tesi con cui si vorrebbe archiviare il tutto come un normale regolamento di conti: «Gli africani erano degli spacciatori e non avevano rispettato le regole».