Lo scandalo di Teheran lambisce Ahmadinejad

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Enrico Campofreda

REPUBBLICA ISLAMICA. Il Parlamento iraniano vuol saperne di più sulla truffa del secolo: documenti falsi per prestiti sino a 2,6 miliardi di dollari grazie all’abilità di un faccendiere locale.

Il presidente Mahmoud Ahmadinejad finisce in un intreccio bancario considerato la più grande frode della Repubblica islamica. Il suo ministro delle finanze Shamseddin Hosseini, il deputato Asqar Abolhassani e il manager Hamid Pourmohammadi sono accusati di aver agevolato un affarista locale, Amir Mahafarid Khosravi, in una losca operazione. Usando documenti falsi aveva ottenuto da due banche iraniane fino a 2,6 miliardi di dollari per acquistare alcune compagnie statali.

Rifiuti, lo scandalo di Ponticelli

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Giuseppe Parente (Terra Napoli)

DENUNCIA. L’Ue avvia la messa in mora dell’Italia. E intanto l’area del costruendo Ospedale del mare è invasa dagli scarichi illegali.

Una volta terminati gli appelli, le sollecitazioni, i continui incoraggiamenti, il commissario all’Ambiente europeo Janez Potocnik ha deciso di passare ai fatti, inviando una lettera di messa in mora all’Italia per la vergognosa situazione della mancata raccolta dei rifiuti solidi urbani a Napoli. Sulla lettera che, di fatto, rappresenta l’avvio di una nuova procedura di infrazione al Trattato Ue si pronuncerà nei prossimi giorni il collegio dei commissari europei.

Cameron va all’attacco. Murdoch testa la difesa

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Pierpaolo De Lauro

GRAN BRETAGNA. Il premier alla Camera dei Comuni ammette gli errori e annuncia una commissione d’inchiesta sullo scandalo. Per il magnate aumentano le ombre sulle attività di News Corporation.

«Ho sbagliato ad assumere Coulson». David Cameron non usa giri di parole nel suo discorso al Parlamento. La collaborazione dell’ex direttore di News of the world come portavoce è stata un passo falso che poteva costare caro, e il premier prova a chiudere la vicenda definendola «un errore». Quella di ieri è stata l’ennesima giornata di fuoco per lo scandalo intercettazioni.

Wendy e James salvano il vecchio Rupert

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Emanuele Giordana

L'AUDIZIONE. Il "vecchio nonno" depista ma si fa trovare impreparato alle domande più scomode.

Ad essere maliziosi verrebbe da pensare che dietro l’audizione della famiglia Murdoch, ieri a Londra davanti alla Camera dei Comuni, non ci sia stato soltanto un manipolo di arguti e brillanti avvocati ma anche un autorevole e preparato spin doctor. Magari formatosi a News of the World.

Il giorno dell’umiliazione finisce a torte in faccia

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Pierpaolo De Lauro

INGHILTERRA. Rupert Murdoch e figlio davanti ai parlamentari inglesi chiedono scusa al mondo. Il magnate, titubante, dichiara di essere stato «ingannato e umiliato». Pronto a risolvere la situazione.

Preso a torte in faccia nel «giorno più umiliante» della sua vita. Quello che doveva essere il momento della verità per Rupert Murdoch e il figlio James è stato interrotto da un giovane aggressore armato di panna, deciso a colpire il magnate australiano durante la deposizione alla commissione Media e cultura della Camera dei Comuni. Solo pochi minuti prima di scagliarsi contro il magnate Jonnie Marbles, questo il nome dell’”aggressore”, aveva scritto su Twitter: “La cosa che sto per fare è la migliore della mia vita”.

Le scuse non bastano a placare lo scandalo

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Pierpaolo De Lauro

INGHILTERRA. L’inchiesta sulle intercettazioni si allarga, nei guai anche il capo di Scotland Yard. Intanto Murdoch compra intere pagine sulla stampa britannica ed esprime tutto il suo dispiacere.

«We are sorry». Rupert Murdoch si cosparge il capo di cenere e, dopo aver incontrato i parenti di una delle vittime delle intercettazioni illegali, dalle pagine dei tabloid inglesi chiede scusa a tutta la nazione per lo scandalo che ha coinvolto News of the world e che rischia di creare serie conseguenze a tutto il suo impero mediatico. «Siamo spiacenti per tutti gli errori commessi - ha scritto Murdoch nella sua lettera -, per le sofferenze inflitte alle persone e ci scusiamo per non aver agito celermente per far emergere i fatti».
 

Trenta partite nel mirino

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Alessio Nannini (Inserto domenicale)

CALCIO. Molto fumo e finora poco arrosto nell’inchiesta sul calcio truccato, almeno per quanto riguarda i grandi nomi che avrebbero avuto un ruolo nella vicenda. Restano riferimenti ancora vaghi alla criminalità organizzata, forse la mafia ma senz’altro la camorra. Di certo sono coinvolti un odontoiatra, un tabaccaio e qualche scommettitore seriale neanche tanto in gamba. Ma l’inchiesta potrebbe estendersi in Germania, Spagna e Sudamerica. Lì avrebbero montato fior di affari i camorristi di Castellammare di Stabia “aggiustando” alcuni match

Ci scuserà il lettore curioso di conoscere risvolti e scenari della losca faccenda che dai primi di giugno occupa le colonne dei quotidiani ma, a distanza di circa dieci giorni dall’inizio dello stesso, il suo prevedibile disorientamento è il nostro. E ciò ci pone in lieve imbarazzo, considerando la passione nel seguire il calcio e le sue vicende che, in Italia, sono spesso coincise con la storia dei nostri costumi.

La spallata mancata pensando al Rubygate

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Rodolfo Ruocco (Inserto domenicale)

LIBRI. Pubblichiamo una anticipazione dell’ebook “Rubysconi, i giorni che sconvolsero l’Italia”. Cronaca minuto per minuto dell’incredibile partita giocata a Montecitorio prima e dopo lo scorso 14 dicembre, quando i finiani e l’opposizione cercarono di buttare giù Berlusconi dalla torre di Palazzo Chigi.

Mercoledì 9 febbraio, ore 9. Si annuncia un Consiglio dei ministri ad alta tensione. I pm di Milano oggi potrebbero chiedere il rito immediato contro Berlusconi sul caso Ruby. Le imputazioni sono quelle note: prostituzione minorile e concussione. Il Fatto titola in prima pagina: “Per lui giudizio immediato. Già a partire da aprile Berlusconi potrebbe essere processato per concussione e prostituzione minorile”. Il quotidiano aggiunge: “Ma Ghedini prepara la guerriglia: è incostituzionale”.
 

«Non cadrà ma è finito, rappresenta il vecchio»

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Giuliano Rosciarelli

L'INTERVISTA. Luigi Crespi, che a lungo ha collaborato con Berlusconi: «Il Paese è diviso. Berlusconi non ha cambiato l’Italia dal punto di vista delle riforme, ma ci è riuscito culturalmente».

Luigi Crespi è analista e ricercatore, profondo conoscitore del Paese e di Berlusconi, con il quale ha collaborato a lungo, fino ad inventare il contratto con gli italiani e la campagna “Meno tasse per tutti” . Nel 2008 ha fondato la società Crespi Ricerche. Terra ha parlato con lui dei nuovi scandali che coinvolgono il premier.
 

Napolitano turbato. «Ora serve chiarezza»

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Aldo Garzia

POLITICA. Lo scandalo del Rubygate arriva al Quirinale. Una nota del Colle: «Gravi ipotesi di reato». L’opposizione chiede compatta le dimissioni. Ma Berlusconi resiste. Fino a quando?

Quanto potrà resistere Silvio Berlusconi rinchiuso nei suoi bunker di Palazzo Grazioli e di Arcore? Ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sollecitato il premier affinché faccia chiarezza davanti ai giudici. Oggi la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera metterà all’ordine del giorno il “Rubygate”.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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