Scioperano gli statali. In piazza anche a Natale

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Dina Galano

MANOVRA. Davanti Montecitorio la protesta del pubblico impiego. I sindacati schierati in difesa dell’articolo 18. Camusso al governo: «Scendete dalle cattedre e venite nel Paese reale».

Medici, infermieri, insegnanti, impiegati pubblici. Dopo una settimana di mobilitazioni, ieri è stato il pubblico impiego a incrociare le braccia. I sindacati confederali lo avevano preannunciato, gli scioperi sarebbero stati a catena. Da una piazza Montecitorio gremita per il presidio degli statali, il segretario della Cgil Susanna Camusso ha avvertito: «Il 24 saremo in piazza non per rovinare il Natale a qualcuno ma perché sappiamo che per i lavoratori colpiti dalla manovra non sarà un Natale sereno».

Torna l’unità sindacale. Il Paese chiede equità

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Dina Galano

SCIOPERO. Al via la settimana di mobilitazione con larga adesione dei lavoratori in molte città. Cgil, Cisl e Uil ancora più determinati contro il Salva-Italia minacciano: «Non daremo tregua».

Uniti, i sindacati, fanno pur sempre il loro effetto. Migliaia di lavoratori hanno aderito ieri allo sciopero generale di tre ore indetto da tutte le sigle confederate contro la manovra da oltre 30 miliardi del governo Monti, inaugurando così una settimana di mobilitazione in ogni settore. D’altronde, dal presidio di piazza Montecitorio, il segretario Cgil Susanna Camusso sullo sciopero è stato chiaro: «Non è detto che sia l’unico. Sarà difficile e complicata, ma si apre una nuova stagione».
 

Coroglio e centro, ancora rifiuti

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Giuseppe Parente (Terra Napoli)

CRISI. I Verdi: «Discariche a cielo aperto nella zona di Bagnoli». E, causa sciopero del personale Lavajet, tornano i cumuli nella city.

Terminata la calda estate napoletana, caratterizzata da temperature superiori alla media, e nonostante la buona volontà del sindaco de Magistris e della sua giunta comunale, continua la vergogna della mancata raccolta dei rifiuti solidi urbani in alcune zone della città. Già nel corso dell’estate erano nate alcune discariche a cielo aperto che “democraticamente” avevano invaso il territorio cittadino, facendo la loro apparizione sia nei quartieri periferici come Ponticelli, sia nella zona più centrale di Coroglio.

Indonesia, braccia incrociate nelle miniere di Papua

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Andrea Pira

FREEPORT MCMORAN. Un mese di sciopero per chiedere aumenti salariali in uno dei più grandi giacimenti di rame e oro del mondo. Sotto accusa lo strapotere della società americana.

Essere tra i maggiori contribuenti per l’erario dell’Indonesia non è servito al colosso minerario statunitense Freeport McMoran a conquistare il cuore della gente. Tanto più quello degli operai nel giacimento di Gransberg, che hanno proclamato un mese di sciopero. Colpo basso che arriva da questa regione nella provincia orientale di Papua, che è la terza a mondo per l’estrazione di rame e tra le più grandi per l’oro. Alla protesta per chiedere un aumento del salario ha aderito il 95% dei 12mila dipendenti.

Scioperano gli enti locali

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Eloisa Covelli

RIFORME. Passa in Consiglio dei ministri la soppressione delle Province e l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione dal 2014. Sindaci e amministratori di nuovo in piazza giovedì.

Comuni, Province e Regioni tornano in piazza giovedì prossimo e scrivono al governo per chiedere un riequilibrio dei tagli. Non cascano nell’escamotage di Palazzo Chigi che ha provato a sparigliare il fronte degli enti locali, approvando in Consiglio dei ministri una riforma costituzionale per la cancellazione delle Province, a favore dei cosiddetti “super-Comuni” o “province regionali”. Il provvedimento, targato Lega, non ha trovato d’accordo alcuni ministri del Pdl, tra cui Giancarlo Galan, titolare dei Beni culturali.

Lavoratori e studenti in piazza. Arresti e scontri a Santiago

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Marco De Vidi

PROTESTE. Quarantotto ore di sciopero indette dai sindacati per chiedere una grande riforma del sistema Paese. Nella capitale del Cile barricate lungo le strade e ancora incidenti.

Anche i lavoratori scendono in piazza con gli studenti. I principali sindacati del Cile hanno indetto uno sciopero di 48 ore per mercoledì e giovedì per dimostrare solidarietà alla Confech (Confederazione degli studenti cileni) e per chiedere cambiamenti del sistema delle pensioni, della sanità e nel settore fiscale. Gli studenti scendono in piazza da mesi per ottenere maggiori finanziamenti alla scuola pubblica e una radicale riforma dell’istruzione, ma nelle ultime settimane le proteste si sono inasprite.

Stagionali in lotta contro burocrazia e caporali

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Dina Galano

MIGRANTI. I lavoratori del Salento, ancora in sciopero, cercano un accordo con Prefettura e Regione Puglia. Chiedono rapidità perché «continuano i ricatti e noi siamo sfruttati come prima».

Prima l’incontro in Prefettura, poi all’assessorato Agricoltura della Regione Puglia. La lotta dei braccianti di Nardò è giunta al decimo giorno di scioperi, proteste e tavoli con le istituzioni. Rischia di scontrarsi con la burocrazia italiana ma, se avrà buon fine, anche di costituire un esperimento pilota per i diritti degli stagionali impiegati nelle campagne non solo leccesi.

Comuni in sciopero a fianco degli indignados

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Paolo Tosatti

ISRAELE. I dipendenti pubblici si uniscono alla “Protesta delle tende” e in 150mila incrociano le braccia. Netanyahu tenta di correre ai ripari, ma le sue proposte non convincono i manifestanti.

Un giorno di sciopero in segno di solidarietà con i giovani accampati nelle strade di Tel Aviv. La “Protesta delle tende” in Israele continua a guadagnare forza, alimentata dal malcontento e dalla frustrazione di un ceto medio che sembra aver preso definitivamente consapevolezza dell’insostenibilità del modello di spesa portato avanti dal governo di Benjamin Netanyahu a discapito delle esigenze e dei bisogni dei suoi cittadini.

Precari alla riscossa: «Bloccheremo il Paese»

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Rossella Anitori

MOBILITAZIONE. A Roma davanti a Montecitorio studenti e lavoratori prendono la parola: «Daremo vita a una nuova forma di sciopero. Se ci fermiamo noi, tutta l’Italia ci seguirà».

La rivoluzione a cui vogliono dare vita, dicono, partirà dal basso. Prenderà forma a partire dalle piazze gremite di studenti e lavoratori precari. Metterà insieme le idee di una collettività abusata, terrà conto dei bisogni e delle esigenze del Paese reale. A parlare è un’Italia indignata: precari della scuola, cassaintegrati, operatori sociali, ricercatori senza stipendio e giovani promesse senza futuro. Ieri a Roma davanti a Montecitorio la galassia precaria ha fatto la sua dichiarazione di guerra.

Lo sciopero dei direttori

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Gianluca Testa* (Comunicare il sociale)

CARCERE. Nella sola Toscana, otto istituti di pena sono senza guida. Scoperti altri uffici dell’amministrazione. Una situazione che ha portato i responsabili delle strutture a incrociare le braccia per tutto il mese di maggio.

E' scattato lo sciopero nelle carceri della Toscana. Stavolta non si tratta solo di un problema legato al sovraffollamento o alla carenza di personale di polizia penitenziaria. No, a far sentire la loro voce non sono né i detenuti né i lavoratori appartenenti al corpo. A scioperare da tre giorni (e così sarà per tutto il mese di maggio) sono invece i loro direttori. Infatti mancano i dirigenti. E soprattutto manca un contratto collettivo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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