Isole Andamane, storia di una tribù da safari

AP050104021519.jpg
Maurizio Torretti

ABORIGENI. Un piccolo popolo di 365 individui, i Jarawa, rischia di scomparire, «spremuti come limoni» dall’aggressiva industria del turismo. La mobilitazione di Survival International e Search.

Tra le tribù aborigene che le Isole Andamane ospitano da tempo immemorabile, ce n’é una che conduce uno stile di vita nomade e ormai pacifico. Si tratta di un piccolo popolo composto da soli 365 individui appartenente al gruppo dei “negrito”, pigmei asiatici, che fino al 1998 ha vissuto in totale isolamento in un’area che costituisce anche il tratto di foresta pluviale più importante sopravvissuto su queste isole disseminate nel Golfo del Bengala.

Addio al fisico Nicola Cabibbo, che meritava il premio Nobel

10.jpg
Alessio Nannini

FISICA. È scomparso lunedì sera lo scienziato pioniere degli studi sui quark. Nel 2008 l’Accademia di Stoccolma gli negò il prestigioso riconoscimento, che andò ai colleghi giapponesi Kobayashi e Maskawa. A9veva 75 anni.

Ora che Nicola Cabibbo non c’è più, la scelta degli accademici di Stoccolma di non assegnare anche a lui il premio Nobel per la Fisica assume i contorni di una ferita insanabile.

Fu un maestro di stile famoso in tutto il mondo

Alessio Nannini

PERSONAGGIO. Un suo articolo pubblicato nel 1963 fu una pietra miliare per gli studi sulla fisica delle particelle elementari. Secondo una ricerca fatta da quattro studiosi americani, è stato il ricercatore più citato di sempre.

Nicola Cabibbo è stato fra i più grandi fisici del Novecento e il suo nome è ricorso più volte non solo come probabile successore di Carlo Rubbia, ultimo premio Nobel della fisica italiana. La sua fama è dovuta alle tantissime citazioni che riprendono i suoi studi, a partire dal famoso articolo pubblicato da Physical Review nel 1963 e pietra miliare per le ricerche a seguire.

Il candore di Bruno S.

09.jpg
Diego Carmignani

OVERLOOKHOTEL. Scompare l’artista di strada berlinese portato sul set da Werner Herzog in "Stroszek" e "Kaspar Hauser". Incarnava il contrasto tra cultura e natura della nostra barbara società.

La breve storia enciclopedica della cultura pop è zeppa di episodi minori, ma capaci di lasciare un segno profondo nell’immaginario collettivo. Ian Curtis, compianto leader della band inglese Joy Division, si impicca nel 1980, a ventiquattro anni. Prima dell’estremo gesto, si sofferma su due recenti pietre miliari: ascolta, cioè, l’album The idiot di Iggy Pop e si guarda un film, La ballata di Stroszek di Werner Herzog. Dopodiché usa la rastrelliera della sua cucina come forca.
 

Il saluto di Raimondo

vianello.jpg
Pierpaolo De Lauro

ANTENNE. Si è spento uno dei volti della tv. Una vita sullo schermo prima con Tognazzi, poi con la moglie Sandra Mondaini. Da sempre l’esempio di una comicità mai volgare.

Un gentiluomo, pacato nei modi e nelle battute. Uno humour alto borghese, mai volgare, potremmo dire all’inglese. Con Raimondo Vianello si perde un altro tassello della televisione italiana. Dopo la guerra si ritrovò in un campo di prigionia per aver appoggiato la Repubblica di Salò, e lì conobbe Walter Chiari, Luciano Salce e tanti altri. La sua carriera inizia quasi per caso, in una rivista firmata da Garinei e Giovannini. Aveva 28 anni e una scommessa lo portò su quel palco.
 

L’avventura letteraria di un geniale grafomane

Bolano.jpg
Simona Maggiorelli

IL CASO. Dopo la prematura scomparsa dello scrittore cileno Roberto Bolano, i suoi archivi hanno rivelato migliaia di pagine inedite. Da cui Adelphi ha tratto una appassionante raccolta di saggi e di pagine autobiografiche

Si sono spesso scomodati nomi di autori già “classici” come Borges, e narratori di tendenza, scuri e seducenti come Villa Matas o Gutierréz per raccontare la prosa visionaria, senza margini quanto onnivora di generi letterari di Roberto Bolaño (Santiago del Cile, 1953 - Barcellona, 2003). Anche se il paragone, per quanto lusinghiero per lo scrittore cileno che ha attraversato come una meteora l’orizzonte del secondo Novecento lasciando una scia di migliaia di pagine, riesce a chiarire solo in parte la sua figura di outsider.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31