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«Nucleare, più tumori e leucemie nei bambini»

Valerio Ceva Grimaldi
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L'INTERVISTA. Parla Giuseppe Miserotti, presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza e membro dell’Isde: «Le centrali producono trizio, iodio 131 e plutonio. Che, se inalato in una sola frazione di milligrammo, è letale per una persona».

Giuseppe Miserotti è il presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza e il referente dell’Isde, l’associazione dei medici per l’ambiente affiliata alla International society of doctors for the environment. Lo incontriamo a Napoli, a margine del convegno “Salute, ambiente e prevenzione primaria”. E il suo è, allo stesso tempo, un monito per la categoria e per la società.

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Atomo: un’impresa senza futuro

Erasmo Venosi
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NUCLEARE. Il nucleare è un settore ad alto investimento e bassa resa. Risparmio, efficienza energetica, ricerca sono la scelta vincente.

 

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Scorie nucleari e armi chimiche russe sui fondali del Mar Baltico

Paolo Tosatti
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AMBIENTE. Nella prima metà degli anni Novanta Mosca ha riversato nelle acque scorie provenienti da una sua base navale militare in Lettonia. A denunciarlo un canale pubblico della televisione svedese. Ora Stoccolma vuole chiarezza.

Minaccia atomica sui fondali del Mar Baltico. Sotto la superficie delle scure acque nordiche si celerebbe una discarica per rifiuti nucleari e scarti di armi chimiche, riversati in mare dalla Russia nella prima metà degli anni Novanta. A dare la notizia il canale pubblico Svt della televisione svedese, che con una sua inchiesta ha accusato Mosca di aver rovesciato in mare barili di scorie provenienti da una sua base navale militare di Karosta, in Lettonia.

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In Veneto scoppia la prima bomba è il nucleare l’incognita elettorale

Diego Carmignani
ENERGIA. La pista delle nuove centrali atomiche indica il Nord, nel territorio del Polesine. Decisivi gli orientamenti politici degli amministratori locali e l’appuntamento delle regionali. A pagare i cittadini e il Sud, maggior indiziato per le scorie.

Una scelta a livello nazionale che pagheremo tutti con i nostri soldi (20 miliardi di euro), ma che ad alcuni cittadini costerà più caro, in termini di sicurezza e salute.

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Cunsky o no, il traffico di rifiuti è l’eredità del vecchio nucleare

Erasmo Venosi
ECOMAFIE. Sono 25, secondo i Lloyds di Londra, le navi affondate nelle acque del Mediterraneo, 40 secondo le Procure. Dal passato giungono conferme di come il problema delle scorie sia la questione ancora irrisolta del ritorno all’atomo.
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Normandia-Siberia solo andata. Ecco dove finiscono le scorie

Simonetta Lombardo
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FRANCIA. Un documentario scioccante denuncia il traffico di rifiuti radioattivi che dal sito di Le Hague arriva in Russia. Un viaggio di 8mila chilometri tra nave e treno. I responsabili dell’agenzia energetica Edf inscenano una debole difesa.

Ottomila chilometri di viaggio, poi un sito di stoccaggio all’aria aperta, in Siberia. È la fine che fa almeno il 13 per cento delle scorie radioattive francesi: ogni anno 108 milioni di tonnellate di uranio impoverito vanno a ingrossare l’enorme parco nucleare segreto del complesso atomico di Tomsk-7, una città di 30 mila abitanti nel grande nulla russo in cui è proibito l’accesso a stranieri e a giornalisti.

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Navi dei veleni e scorie. Tutti i rischi dell’atomo

Massimo Serafini
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L’ANALISI Dietro il ritrovamento del mercantile a Cetraro, la questione irrisolta dei rifiuti radioattivi. Proprio ora che Berlusconi ha decretato il ritorno al nucleare.

Com’è possibile che la fede nuclearista del governo Berlusconi, in particolare quella del suo ministro dell’Industria Scajola, non sia stata scalfita dalla vicenda delle navi cariche di veleni e scorie radioattive, affondate dalla malavita nei mari calabresi? Nessuno pretende, ministro, né tanto meno ce l’aspettiamo dall’inesistente ministro dell’Ambiente, un ripensamento della decisione presa di riportare il Paese nell’incubo nucleare ma almeno una presa di posizione chiara sì.

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Sardegna, isola bella da morire

Adele Parrillo
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URANIO IMPOVERITO – IL VELENO INVISIBILE Un mare mozzafiato, scogliere fantastiche e molti reperti archeologici. In mezzo un deposito di scorie nucleari che miete vittime innocenti. Criminale il progetto del presidente del Consiglio, complice il governatore Cappellacci, di costruire proprio lì altre centrali.

Famosa per le bellezze delle scogliere, per le torri aragonesi, per il formaggio caprino e il corbezzolo, pochi sanno che Sarrabus, sudest della Sardegna, è anche uno dei più famosi depositi di scorie nucleari d’Italia. Statisticamente, da anni, in quest’ampia zona - che comprende Teulada, la Maddalena (sede di basi militari) e, in modo particolare, Quirra - si registrano morti dovute a rari linfomi.

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L’ecomafia indica Nord

Antonio Pergolizzi
RIFIUTI Conclusa in Trentino l'operazione "Ecoterra". Il Corpo forestale ha sgominato un traffico di scorie tossiche d'acciaieria. Ennesimo scempio ambientale nel Settentrione.

 

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Bertolaso ha la Rete giusta per trasportare l’atomo in tutta Italia

Manuele Bonaccorsi
ENERGIA — La manovra estiva del governo aggiunge ai compiti della Protezione civile «la gestione di interventi sulla trasmissione e distribuzione dell’energia». Terna progetta lavori per 3,4 miliardi. Per preparare campo a scorie e carbone. —

Un Commissario delegato per la rete elettrica. Che sarà fornito di pieni poteri e potrà agire «in deroga alle competenze delle altre amministrazioni ». Per spendere senza «freni autorizzativi » i 3,4 miliardi di euro di investimenti progettati fino al 2013 da Terna Spa, il gestore della rete elettrica, per il 29,9 per cento proprietà dello Stato tramite la Cassa depositi e prestiti. E aprire al restyling pesante della rete elettrica necessario per introdurre il nucleare.

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