Nuove scosse, pericolo crolli

Rossella Anitori

ABRUZZO. Tra le province dell’Aquila e di Rieti ieri si sono registrati due nuovi terremoti. Per Enzo Boschi, presidente dell’Ingv, non è il caso di «sottovalutare» l’evento. «Bisogna monitorare lo stato degli edifici».

In un Paese come il nostro, dove le case sono fatte di cartapesta, il pericolo di crolli in caso di terremoto è sempre in agguato. Anche quando si tratta di piccole scosse, come quelle che si sono registrate ieri tra le province dell’Aquila e di Rieti. 
 

Cile, le ferite di Santiago

Andrea Fagioli da Santiago

TERREMOTO. Ha sopportato una scossa che avrebbe raso al suolo molte città del cosiddetto primo mondo. Diversi i quartieri ancora al buio, migliaia le case inagibili, ingenti i danni alle strutture. La capitale cerca stoicamente di tornare alla normalità.

Santiago è il centro del mondo in questi giorni. Non si trova una camera d’albergo libera, sono arrivate troupe televisive da ogni parte del mondo, la vita della capitale cilena e i discorsi dei suoi cittadini ruotano intorno alla tragedia che sta vivendo il Paese. Eppure la città in sé non lascia pensare che qui sia passato un sisma di tale violenza. Ha sopportato un terremoto che avrebbe raso al suolo molti centri urbani del cosiddetto primo mondo.

Scosse, proclami e polemiche a l’Aquila prove generali di G8

Vincenzo Mulè

ABRUZZO
— A quattro giorni dal summit, la terra continua a tremare. Ieri un nuovo episodio sismico di magnitudo 4.1 della scala Richter ha avuto il suo epicentro a un solo chilometro da Coppito, dove gli otto Grandi terranno il vertice. —

Maltempo, disagi, ma anche proclami e polemiche. E scosse, in continuazione. Tanto per non perdere l’abitudine. Se una regia occulta avesse voluto disegnare un giornata che rappresentasse il sunto della vita in Abruzzo dopo il terremoto, ieri non avrebbe potuto fare di meglio. In mattinata, a Roma, inaugurando il “L’Aquila day”, Berlusconi è stato protagonista di una marcia indietro e di una accelerazione che il tempo forse giudicherà inopportuna e, nella migliore delle ipotesi, avventata.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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