L’insicurezza tra i banchi. Dal governo solo tagli

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Dina Galano

SCUOLA. Legambiente denuncia l’abbandono delle strutture e l’arretratezza dei servizi scolastici. Il 36% degli edifici necessita di manutenzione urgente. Mancano certificati antisismici e di agibilità.

Dalla scuola di San Giuliano a quelle de L’Aquila, le tragedie non hanno finora determinato un significativo cambio di rotta. Gli edifici scolastici italiani sono in abbandono e, se non fosse per i monitoraggi curati da associazioni indipendenti, non conosceremmo la condizione attuale in cui versano le aule, le palestre, le scale dove i ragazzi italiani trascorrono la maggior parte della giornata. Dal crollo dell’istituto di Rivoli, quando il governo si impegnò a un’accelerazione, si continua a chiedere che l’anagrafe scolastica sia resa pubblica.

A scuola senza banchi

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Stefania Lopedote (Terra Lazio)

ISTRUZIONE. Un istituto del IV Municipio di Roma ha iniziato l’anno scolastico nel modo peggiore.

Ricordate, da bambini, il gioco delle sedie? Quando finiva la musica tutti dovevano sedersi: chi rimaneva in piedi pagava pegno. Nella scuola media statale Ettore Majorana di Roma a pagare pegno saranno in molti. Dall’istituto del IV Municipio giungono notizie allarmanti: la maggior parte delle aule sono prive degli arredi minimi e appena suona la campanella i bambini scattano alla ricerca delle sedie dei compagni assenti.

«Meno di un istituto su due ha il certificato di agibilità»

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Rossella Anitori

SCUOLA. Presentato ieri a Roma l’ultimo Rapporto di Cittadinanzattiva sulla qualità e il comfort degli edifici scolastici in Italia. Il 28 per cento delle strutture non è a norma.

Soffitti cadenti, cavi volanti e finestre rotte: oltre 8 milioni di studenti fanno lezione ogni giorno in aule fatiscenti. Nel nostro Paese il 28 per cento degli istituti scolastici è fuorilegge. Le barriere architettoniche rendono la vita difficile ai disabili. I bagni sono sporchi e le palestre malmesse. Gli alunni stipati nelle aule come sardine. È quanto emerge dal IX Rapporto “Sicurezza, qualità e comfort nelle scuole” presentato ieri da Cittadinanzattiva.

Sulle classi-pollaio Mariastella fa la gnorri

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Eloisa Covelli

SCUOLA. I dati Ocse danno un quadro sconfortante dell’istruzione italiana: pochi laureati e diplomati, docenti malpagati e giovani sottovalutati. Che avrà da esultare il ministro Gelmini?.

Mariastella Gelmini esulta leggendo i dati Ocse sulla scuola italiana. Ad una lettura superficiale i numeri darebbero ragione al ministro su almeno un punto: le classi-pollaio non esistono. I bambini italiani, dice l’Ocse, vivono in classi relativamente poco numerose, con un insegnante ogni 10,7 alunni nella scuola primaria e uno ogni 11 alunni nelle secondarie. Peccato che i numeri si riferiscono al 2009, primo anno di tagli della responsabile del dicastero dell’Istruzione.

Scuola, al via l’autunno caldo. Ieri un assaggio di protesta

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Eloisa Covelli

ISTRUZIONE. Gli studenti imbufaliti con il ministro Gelmini hanno organizzato per il primo giorno di rientro una serie di manifestazioni. In attesa della grande mobilitazione del 7 ottobre.

Suona la campanella e tutti i bambini iniziano a correre per accaparrarsi il banco buono. Una scena solita, ma stavolta la gara non è per avere l’ultima fila. All’istituto comprensivo Alberto Manzi di Roma, bimbi di elementari e medie hanno fatto a gara ieri mattina per avere una sedia e un banco decente. I tagli del ministro Gelmini, hanno portato in questa scuola ad avere cinquanta sedie in meno, sostituiti dalle poltroncine rubate dalla stanza dei prof.

Gli universitari scrivono a Napolitano

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Dina Galano

SCUOLA. La lettera dei giovani palermitani al Presidente della Repubblica: «Siamo a un punto di non ritorno. La risposta del ministero dell'Istruzione è fatta di tagli alle borse di studio, tasse e meno servizi».

Per la visita del presidente della Repubblica Napolitano, gli universitari di Palermo hanno impugnato la penna per denunciare i continui attentati al diritto allo studio. La manovra economica si abbatte anche sul sistema dell’istruzione e gli studenti sono sfiduciati e arrabbiati.
 

Studenti e insegnanti in corteo contro i tagli

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Dina Galano

SCIOPERO GENERALE. «Siamo i più colpiti dalla manovra», accusano i docenti italiani. Accanto a loro gli universitari: «Ci riprenderemo ciò che questo governo vuole rubarci: diritti, futuro e dignità».

Pur se l’anno accademico non ha ancora avuto inizio, allo sciopero generale indetto dalla Cgil hanno aderito anche gli studenti. Nelle cento piazze rosse hanno sfilato accanto ai lavoratori, ai docenti precari, al personale tecnico-amministrativo, alle educatrici degli asili nido a rischio chiusura.

Al via l’anno scolastico. La Gelmini dà i numeri

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Dina Galano

ISTRUZIONE. Il ministro descrive un sistema virtuoso e rassicura: «Nessun effetto diretto dalla manovra». «Venga a vedere il Paese reale» accusa Giambrone, Idv. Puglisi, Pd: «La solita fiction».

Quasi otto milioni di studenti sono pronti a sedersi ai banchi. Nemmeno un augurio, però, è stato loro rivolto durante la consueta inaugurazione dell’anno a Palazzo Chigi. Ieri, il ministro Mariastella Gelmini è stata impegnata nel rassicurare un avvio senza intoppi. Le cifre del ministero disegnano una macchina di successo: «Abbiamo proceduto a 65mila nuove assunzioni, risparmiato 300 milioni di euro dagli appalti di pulizia. Altre risorse sono stati risparmiate grazie alla digitalizzazione».
 

Meno assunzioni al Sud. E i precari digiunano

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Dina Galano

SCUOLA L’immissione in ruolo di 65mila tra docenti e personale tecnico-amministrativo sta penalizzando il Meridione. Pantaleo, Flc-Cgil: «Quelle assunzioni rischiano di rimanere sulla carta».

Pietro Aprile, Vincenzo Figura, Giuseppe Agosta sono in sciopero della fame da ieri. La loro campanella è suonata prima del tempo, nel bel mezzo delle vacanze estive. Lavoravano in diversi istituti della provincia di Ragusa come collaboratori scolastici e ora sono stati “tagliati”.
 

Caro libri, è caccia al mercatino dell’usato

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Dina Galano

ISTRUZIONE. Secondo Federconsumatori, il costo dei manuali è aumentato del 3% rispetto al 2010. Superati i mille euro per gli iscritti al liceo. E Gelmini minaccia «chi non rispetta i tetti di spesa».

Litterae non dant panem, recita il broccardo medioevale. Così, per le famiglie che all’inizio dell’anno scolastico sono costrette a fare i conti con il portafoglio, si ripropone la ciclica sorpresa: i prezzi dei libri scolastici sono aumentati. Secondo le statistiche di Federconsumatori, l’asticella si è alzata in media del 3 per cento.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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