Caccia alle balene, contro il Giappone c’è Godzilla

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Bruno Picozzi

NUOVA ZELANDA. Ricomincia la stagione della mattanza nell’Antartico, gli animalisti della Sea Shepherd pattugliano le acque per bloccare le baleniere nipponiche intercettate da un nuovo battello.

Pastori contro predatori, nelle acque dell’Antartico è ricominciata la guerra. Da un lato Steve Irwin e Bob Barker, le imbarcazioni in dotazione agli animalisti di Sea Shepherd, i “pastori del mare”. Al loro fianco un elicottero e il trimarano supertecnologico da 4 milioni di dollari Godzilla, che nel 1998 fu primatista del mondo di circumnavigazione del pianeta a biodiesel.

Da Tokyo arriva la condanna all’attivista di Sea Shepherd

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Paolo Tosatti

AMBIENTE. Due anni di galera con la sospensione condizionale. Questa la sentenza del tribunale che ha processato ieri Peter Bethune, giudicato colpevole di «sabotaggio» per un assalto a una baleniera.

Due anni di prigione che non sconterà per via della sospensione condizionale. Sarebbe potuta andare peggio a  Peter Bethune, l’attivista del gruppo ambientalista Sea Shepherd che è stato condannato ieri dal tribunale distrettuale di Tokyo per “l’assalto” condotto alla baleniera Shonan Maru 2 lo scorso febbraio. 

Leader della Sea Shepherd agli arresti. Mossa mediatica di Tokyo

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Diego Carmignani

CACCIA. Come promesso dal Giappone, Pete Bethune, comandante degli attivisti che si battono per fermare le stragi di cetacei da parte delle navi baleniere, è stato condotto prigioniero sulla terra ferma. L’accusa è di “imbarco illegale”.

Gli eco-pirati della Sea Shepherd sono da 30 anni l’incubo delle baleniere giapponesi. Battendo bandiera Jolly Roger, compiono atti di sabotaggio al confine della legalità pur di bloccare le mattanze di cetacei e, nella loro ottica, la parola “impresa” significa garantire che il sangue non venga versato, ma anche ottenere cicatrici di guerra, sanzioni e visibilità mediatica.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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