Monti incassa la fiducia «Via con la fase due»

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Vincenzo Mulè

POLITICA. Sì del Senato alla manovra con 257 voti a favore e 41 voti contrari. I risultati segnano un calo rispetto ai 281 sì e 25 no che a novembre hanno consentito la nascita del nuovo esecutivo.

«La fase due è già cominciata». Lo ha detto il presidente del Consiglio Monti lasciando il Senato dopo avere ricevuto il via libera dall’aula di Palazzo Madama alla fiducia posta dal governo sul decreto legge sulla manovra economica. I sì sono stati 257, 41 i no. Il decreto «salva-Italia» passerà ora alla firma del capo dello Stato per poi diventare legge con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Una manovra complessiva di 34,9 miliardi nel 2014, di cui 21,4 di correzione dei conti.

Chiudere gli Opg. Un passo in avanti

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Eloisa Covelli

DIRITTI. Approvato in Senato un ordine del giorno sugli Ospedali psichiatrici giudiziari. Presto l’incontro tra Nitto Palma e Ferruccio Fazio.

Sono 1.500 i detenuti-pazienti italiani che vivono in un cono d’ombra chiamato Opg. L’acronimo sta per Ospedale psichiatrico giudiziario e già il nome la dice lunga su queste strutture a metà tra il carcere e l’ospedale. La Commissione d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale, presieduta da Ignazio Marino (Pd) da anni sta portando avanti una battaglia per il loro superamento.

«L’unica soluzione possibile è l’amnistia»

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Rossella Anitori

CARCERI. Gli istituti penitenziari del Paese sono al collasso. Ieri al Senato una seduta straordinaria dedicata al problema. Fuori il sit-in di protesta dei Radicali. Emma Bonino: «Ripristinare la legalità».

«Urgente, improcrastinabile». Per i Radicali «l’unica soluzione possibile». L’amnistia è una «scelta impopolare» dice Emma Bonino, «ma è la precondizione necessaria per le riforme, per trovare pene alternative al carcere». Gli istituti penitenziari del Paese sono al collasso e i reclusi vengono stipati nelle celle come sardine. A fronte di una capienza regolamentare di 45.681 detenuti le patrie galere ospitano oltre 67mila persone.

Pensioni, Iva e tasse. Il governo cambia idea

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Palazzo Chigi chiederà la fiducia al Senato su un nuovo maxiemendamento contro il parere di Napolitano e Schifani. E rispunta il contributo di solidarietà sopra i 500mila euro.

La situazione è tesissima tra Quirinale e Palazzo Chigi. Le Borse sono tornate in rosso. Commissione europea e Bce chiedono di conoscere i dettagli finali di una manovra che cambia ogni settimana. Angela Merkel ha espresso l’opinione che l’Italia potrebbe fallire come la Grecia. Napolitano lo ha detto a chiare lettere con un ennesimo comunicato: «Si è ancora in tempo per introdurre in Senato misure capaci di rafforzarne l’efficacia e la credibilità.

Il Senato salva il Sistri. Esulta l’opposizione

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Alessandro De Pascale

RIFIUTI. La commissione Ambiente approva all’unanimità l’emendamento della minoranza che evita la cancellazione del Sistema di tracciabilità dei rifiuti che Tremonti voleva eliminare.

La commissione Ambiente del Senato ha salvato il Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi, voluto dal ministro Prestigiacomo. A pochi giorni dall’entrata in vigore era stato cancellato dalla prima Manovra targata Tremonti. Ma è stato ripristinato grazie a un emendamento dell’opposizione votato anche dalla maggioranza.

Sì bipartisan del Senato all’Agenzia indipendente

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Dina Galano

DIRITTI UMANI. Palazzo Madama approva il ddl che introduce l’apposita Commissione richiesta dall’Onu sin dal 1993. Ora tocca alla Camera. Mauro Palma: «Garantire autorevolezza e operatività».

Con il voto quasi unanime del Senato, il disegno di legge che introduce la Commissione nazionale indipendente per la promozione e la protezione dei diritti umani ha mosso ieri un primo e decisivo passo verso l’approvazione. Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna - solo per citarne alcuni - hanno da tempo provveduto ad adempiere a uno degli obblighi internazionali più significativi in materia di diritti fondamentali.

Manovra, il sì del Senato. Oggi tocca alla Camera

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Palazzo Madama ha votato ieri la fiducia richiesta dal governo sul maxiemendamento che comporta sacrifici immediati per gli italiani. Ora va a Montecitorio.

Con 161 sì e 135 no, il Senato ha votato la fiducia sul maxiemendamento che riscrive la manovra economica dopo l’accordo con l’opposizione sui tempi rapidissimi della sua approvazione. Oggi, entro le 19, è previsto il voto di fiducia della Camera. Il maxiemendamento, che chiede più sacrifici immediati, contiene le modifiche apportate alla manovra economica dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato.

Berlusconi tira dritto. Ma alla Camera va sotto

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Giorgio Frasca Polara

POLITICA. Mentre al Senato il Premier illustra le magnifiche sorti e progressive del governo, i deputati affossano la mozione per il trasferimento dei ministeri al Nord cara a Umberto Bossi.

Proprio mentre al Senato – in sede di comunicazioni imposte dal Quirinale dopo il mutamento di maggioranza ed esecutivo con l’ingresso dei “responsabili” – il Cavaliere vantava “compattezza e unità” dell’alleanza tra Pdl-Lega, alla Camera governo e cosiddetta maggioranza letteralmente si spappolavano sul delicatissimo problema politico del trasferimento al Nord di ministeri o anche di semplici loro dépendances.

Tra fiducia e verifica Berlusconi nella morsa

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Giorgio Frasca Polara

DAL TRANSATLANTICO. Oggi l’ennesimo voto salva-maggioranza, mentre il premier in Senato dovrà rispondere agli ultimatum di Bossi. Si moltiplicano le forze politiche contrarie ai ministeri al Nord.

Coincidenza caina o sberleffo intenzionale? In queste ore Silvio Berlusconi è stretto, solo per sua irresponsabilità, tra l’ennesima fiducia salva-maggioranza e la “verifica” dello stato del centrodestra. Dunque, ricapitoliamo. Il capo dello Stato ha invitato il Cavaliere a render conto in Parlamento dei mutamenti nello schieramento che lo sostiene e nel suo stesso governo in seguito all’assunzione di un pugno di Responsabili.

L’Authority: «Dalla Pa uso improprio degli appalti»

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Alessandro De Pascale

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Presentata ieri al Senato la relazione 2010 sui contratti pubblici: «Affidamento diretto nel 30% casi, quasi il 70% delle aziende statali disattendono le norme».

Contratti pubblici cresciuti nel 2010 del 9,6 per cento, rispetto all’anno precedente. Anche se aumentano solo nel settore dei servizi, perché calano nei lavori veri e propri. Sono i numeri della Relazione 2010 dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, presentata ieri al Senato. Un’indagine su un mercato che vale oltre 100 miliardi di euro (l’8 per cento del Pil), dando lavoro a quasi 1,5 milioni di persone.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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