Vado sempre al massimo Faccio una vita da jjang

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Bruno Picozzi e Valerio Puggioni

SOCIETA'. È un atteggiamento, un modo di essere, una chiave di lettura della Corea del Sud.
Nelle scuole di Seul è la linea che separa i “tosti” dagli “sfigati” di una cultura con regole proprie.

Si dice jjang per dire il migliore, quello “fico”, quello che batte tutti. Così almeno secondo il “dizionario urbano”, sito internet nordamericano che va a caccia di termini da strada. Si può incontrare questa parola girando tra le comunità asiatiche delle metropoli Usa ma la sua origine è in Corea del Sud, dove già negli anni Novanta i giornali cominciarono a farla emergere dal gergo giovanile per indicare qualcuno o qualcosa di eccellente.

Pyongyang accusa Seul: «Così si arriverà alla guerra»

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Bruno Picozzi da Seul

COREE. Il Sud ha promesso di rispondere a tono in caso di «nuove provocazioni», annunciando per domenica prossima esercitazioni navali congiunte con gli Stati Uniti. Il Nord ha reagito rispedendo le accuse al mittente.

Non sono state solo militari le vittime del bombardamento nordcoreano su Yeonpyeong. Nella piccola isola controllata da Seul le autorità hanno ritrovato ieri i corpi senza vita di due civili, raggiunti dalle deflagrazioni dei cinquanta colpi di artiglieria che hanno devastato il villaggio e la base militare presenti sull’atollo. Nelle scorse ore i circa 1.600 residenti di Yeonpyeong hanno in gran parte abbandonato i 19 bunker sotterranei per essere trasferiti nella città di Incheon, non lontano dall’aeroporto internazionale che serve la capitale sudcoreana.

Valute, stop alla guerra

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Bruno Picozzi da Seul

COREA DEL SUD. Il vertice si conclude solo con un generico impegno alla liberalizzazione del commercio. Soddisfatti i Venti Grandi. Ma i Paesi poveri denunciano: non stati rimossi gli ostacoli per accedere ai mercati.

La montagna del G20 partorì il topolino. Riuniti a Seul tra «grandi aspettative e aspre dispute», come scrive il Dong-a Daily, i grandi del pianeta avrebbero dovuto affinare e materializzare la nuvolaglia di buoni propositi espressi a fine ottobre dai ministri delle Finanze convenuti a Gyeongju. La sfida della diplomazia è stata persa, facendo fallire persino le trattative per un accordo bilaterale con gli Usa. «Condividere la crescita oltre la crisi» era il grido di battaglia di questo vertice.

Il G20, e quella mano di Smith

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. Non è mai stato così chiaro (e ieri a Seul lo era, eccome) che quella mano “invisibile” è assai svelta nel proteggere il portafogli del singolo Adamo, ma molto meno solerte quando si tratta degli interessi generali, ove per generali si intenda “sistemici”.

Non è mai stato così chiaro (e ieri a Seul lo era, eccome) che quella mano “invisibile” è assai svelta nel proteggere il portafogli del singolo Adamo, ma molto meno solerte quando si tratta degli interessi generali, ove per generali si intenda “sistemici”. Non è questione di buoni e cattivi, piuttosto di un sistema che ha sempre faticato ad autoriformarsi. Non sono infatti propriamente “cattivi” gli americani che stanno inondando il pianeta di dollari.
 

La Corea gonfia il petto. «Siamo un grande Paese»

Bruno Picozzi da Seul

G20. Per le strade della capitale tutti parlano del meeting dei Grandi. Cartelloni pubblicitari, schermi giganti sui grattacieli, a migliaia in giro per la città. E non è difficile “beffare” le rigide misure di sicurezza.

Orgoglio e privilegio. A Seul va in scena l’amor di patria! La prima volta del massimo vertice internazionale oltre le frontiere dell’ormai antiquato G8 è per i sudcoreani la prova provata che essi hanno raggiunto traguardi inimmaginabili solo vent’anni fa. «Sono fiera che qui si tenga il primo G20 in Asia - dice Leyla, studentessa in relazioni internazionali appena tornata da un anno sabbatico speso tra Europa e Stati Uniti -. E spero veramente che con questo la Corea possa migliorare la propria immagine all’estero».

Le cicale e le formiche all’appuntamento del G20

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Bruno Picozzi da Seul

SUMMIT. Da domani a Seul i capi di Stato e di governo delle nazioni che, da sole, rappresentano l’85 per cento del Pil globale. Intorno al tavolo, squali della giungla neoliberista pronti a difendere le proprie posizioni.

Si apre domani mattina il G20 di Seul, il primo grande vertice internazionale in un Paese che non appartiene al ristretto club degli otto potentissimi del pianeta. Dopo le Olimpiadi a Pechino e i mondiali di calcio in Sudafrica, anche questo è un segno dei tempi che cambiano. Nella capitale sudcoreana giungeranno uno dopo l’altro i capi di Stato e di governo delle 20 nazioni che da sole rappresentano l’85 per cento del Prodotto interno lordo globale. Cosa veramente significhi questo numero, Dio solo lo sa.

Seul, scatta la tolleranza zero contro chi protesta

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Bruno Picozzi da Seul

G20. Dopodomani inizia il vertice dei Venti Grandi. In strada 50mila poliziotti: a ogni minima violazione scatteranno le manette. Ma i contestatori saranno decine di migliaia. Nelle ultime ore scontri e arresti.

Primi scontri e primi arresti a Seul in vista del G20, il vertice tra i capi di Stato e di governo delle 20 economie più importanti del pianeta che si apre dopodomani. Domenica scorsa circa 20mila persone si sono radunate nei pressi del municipio cittadino per protestare pacificamente contro il neoliberismo dilagante e contro la mancanza di attenzione nei confronti della gente comune. Piccoli gruppi di manifestanti hanno cercato di marciare verso le strade del centro cittadino e sono stati bloccati dai reparti di polizia schierati in tenuta antisommossa.

Si avvicina il G20 di Seul. I grandi della Terra in crisi

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Bruno Picozzi

FOCUS. In programma il prossimo 11 novembre nella capitale della Corea del Sud, il summit dei Paesi più industrializzati rischia di trasformarsi in una triste passarella di attori impotenti di fronte alle difficoltà globali.

Si avvicina l’incontro dei capi di Stato del G20 a Seul, in Corea del Sud, in programma il prossimo 11 novembre. I grandi del pianeta passeranno due giorni a stabilire gerarchie e alleanze diplomatiche mentre dalla Francia al Giappone, dagli Stati Uniti all’Italia, i popoli della Terra sono in fibrillazione a causa della crisi globale che ha sconvolto il mondo della finanza, distruggendo a migliaia aziendine familiari, fabbriche e imprese multimilionarie e succhiando milioni di posti di lavoro.

Seul è pronta per i Grandi della Terra

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Bruno Picozzi da Seul

SUMMIT. Nella capitale sudcoreana cresce l’attesa per il G20 dell’11 e 12 novembre. Al forum economico e politico saranno presenti 33 tra i leader più importanti del pianeta e i massimi cervelli della finanza mondiale.

Pronti per il G20, è questa la parola d’ordine che passa quotidianamente sui giornali sudcoreani. Pronti per il forum economico e politico più importante del mondo, il più importante della storia secondo Jeong Hae-yoon, editorialista del mensile Korea IT Times. Due le ragioni del giudizio.

A Seul vigilia di Vertice

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Bruno Picozzi da Seul

MONDO. È l’aspetto moderno ed efficiente della capitale sudcoreana che ne fa il luogo sempre più apprezzato da milioni di turisti che la visitano ogni anno. In queste settimane è in fermento per ospitare il prossimo G20, l’organismo internazionale che discute (e spesso decide) le politiche economiche e sociali dell’intero pianeta. Ci saranno contestazioni come a Genova nel 2001 e a Toronto sei mesi fa? La politica dei cosiddetti “grandi” continua intanto a ignorare le domande assennate di coloro che, pacificamente, chiedono ascolto per proporre politiche alternative. A iniziare da quelle sull’ambiente.

Con oltre 10 milioni di persone, cifra da raddoppiare se si includono i sobborghi e la periferia, Seul è la città più grande della Corea del Sud, indiscusso centro economico, politico e culturale del Paese».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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