«Stop al circo con gli animali»

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Giuseppe Parente (Terra Napoli)

DENUNCIA. L’imprenditore manufatturiero Vincenzo Bonino presenta la nuova collezione. E lancia una petizione contro lo sfruttamento.

Vincenzo Bonino, giovane imprenditore partenopeo di 33 anni, figli di famosi artigiani, da alcuni anni ha preso in mano le redini dell’azienda di famiglia la Bonino, che dal 1946 realizza artigianalmente prodotti destinati ad arricchire lo stile elegante e raffinato, grazie anche alla competenza e alla professionalità del maestro Gaetano Bonino, custode delle più antiche tradizioni della manifattura del vero made in Italy, al quale pongo alcune domande sulla nuova collezione autunno inverno, e sulle iniziative di carattere sociale che la sua azienda vuole portare avanti,

Nel giorno dei santi. La festa dei vegani

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Samantha Catini

ANNIVERSARI. La prima società venne fondata a Londra nel 1944. Nel mondo sono 4 milioni e lottano contro lo sfruttamento degli animali.

In Italia sono circa 400mila. Sono i vegani e seguono una dieta e uno stile di vita che esclude l’uso di prodotti di origine animale come cibo e per qualsiasi altro scopo. Oggi si festeggia in tutto il mondo la giornata vegana. Cade il primo novembre, infatti, l’anniversario della fondazione a Londra della prima associazione, ‘The Vegan Society’, nata nel 1944 per iniziativa di Donald Watson. Inizialmente gli iscritti all’associazione furono 25, ma oggi, stando alle stime, il veganismo ha fatto almeno 4 milioni di proseliti nel mondo.

Stagionali in lotta contro burocrazia e caporali

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Dina Galano

MIGRANTI. I lavoratori del Salento, ancora in sciopero, cercano un accordo con Prefettura e Regione Puglia. Chiedono rapidità perché «continuano i ricatti e noi siamo sfruttati come prima».

Prima l’incontro in Prefettura, poi all’assessorato Agricoltura della Regione Puglia. La lotta dei braccianti di Nardò è giunta al decimo giorno di scioperi, proteste e tavoli con le istituzioni. Rischia di scontrarsi con la burocrazia italiana ma, se avrà buon fine, anche di costituire un esperimento pilota per i diritti degli stagionali impiegati nelle campagne non solo leccesi.

Call center, fuga in Albania

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Marco Piccinelli (Terra Lazio)

LAVORO. La francese Teleperformance sposta i servizi a Tirana. Dove paga i lavoratori solo 3,5 euro l’ora.

Prima erano stati regolarizzati quindi, evitato il macigno del precariato giovanile e non, si sono creati una famiglia e adesso rischiano di essere mandati via se non accettano la paga di 3,5 euro l’ora. Non è uno scherzo o un semplice errore di battitura, c’è proprio scritto 3,5 euro l’ora. Questo sarebbe lo stipendio dei 1.500 operatori di call center dell’azienda francese Teleperformance che possiede tre sedi in Italia.

Lavoro nero e caporalato. I lati oscuri del made in Italy

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Rossella Anitori

MANIFESTAZIONE. A un anno da Rosarno, domani si terrà davanti al ministero delle Politiche Agricole un sit-in per denunciare un sistema di sfruttamento che miete ancora troppe vittime.

Rosarno è solo la punta dell’icerberg. La filiera agricola italiana continua a produrre lavoro nero e caporalato. Basti pensare che più della metà dei braccianti africani che lavoravano nella Piana di Gioia Tauro pur essendo in possesso di un regolare permesso di soggiorno, era stata ingaggiata in maniera illegale.

Rallenta la marcia del deserto sulla Cina

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Bruno Picozzi

TERRITORIO. Sfruttamento eccessivo dei terreni, urbanizzazione selvaggia e cambiamenti climatici ogni anno inghiottono migliaia di chilometri quadrati e ormai insidiano Pechino.

In Cina la chiamano poeticamente “dragone giallo”. È la sabbia proveniente dai deserti del Nord che, spinta dai forti venti, ogni primavera arriva fin sulle case del centro di Pechino. Nel marzo scorso le immagini di piazza Tienanmen completamente avvolta di una cappa giallo ocra hanno scioccato il mondo e con le dune ormai a soli 150 chilometri dalla capitale non c’è da stare allegri. Eppure, secondo i dati di un rapporto diffuso dal governo, nel 2010 la Cina ha ceduto al deserto solo 1700 chilometri quadrati di territorio.

Rischio Rosarno in Basilicata

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Rossella Anitori

IMMIGRAZIONE. Il Comune di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, chiude il centro di accoglienza e mette alla porta 1.400 lavoratori africani. Che si rifugiano in campagna e tornano in balia dei caporali.

Sono tornati a vivere nei casolari abbandonati, in aperta campagna. Senza acqua potabile né elettricità. Hanno trovato rifugio in luridi tuguri. Dove l’assistenza sanitaria e la consulenza legale non arrivano, e i caporali dettano legge. Di ospitare i migranti africani che lavorano nella raccolta dei pomodori, quest’anno, l’amministrazione di Palazzo San Gervasio (a guida Pdl – Udc), in provincia di Potenza, non ne ha voluto sapere.
 

L’Aniene rischia di scomparire

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Antonio Barone (Terra Lazio)

LA DENUNCIA. Tra le cause vi sono i prelievi delle acque e delle sorgenti e lo sfruttamento incontrollato per agricoltura e turismo.

Il fiume Aniene, uno dei principali affluenti del Tevere, è da sempre una importante risorsa idrica per gli abitanti di Roma e del Lazio, ma oggi gode di pessima salute. I segnali che fanno prevedere addirittura la scomparsa del fiume sono il depauperamento della portata (dimezzata rispetto ai minimi registrati negli ultimi decenni) e l’inquinamento delle acque.
 

Il vero bestiario d’Italia

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Diego Carmignani

CRIMINALITA'. Secondo il Rapporto zoomafia 2010 della Lav, il giro d’affari legato allo sfruttamento di animali è di tre miliardi di euro. Un terzo viene dal “ramo” ippico: scarso il contrasto delle forze dell’ordine.

In vista dell’estate, fanno capolino come ogni anno il dramma e il tam tam mediatico sull’abbandono degli animali. Pratica nota e da combattere con tutti i mezzi, ma che non deve far abbassare la guardia sui tanti abusi subiti dagli animali ogni giorno di ogni stagione, a causa del grave fenomeno della zoocriminalità, tradotta in combattimenti tra cani, corse clandestine, cupola del bestiame, contrabbando internazionale, bracconaggio, traffico di fauna selvatica, malandrinaggio di mare.

L’esercito degli invisibili

Manuela Caserta (Terra Lazio)

LATINA. Migliaia di immigrati sfruttati nelle coltivazioni dell’agro pontino hanno manifestato per i propri diritti.

La pianura di Latina come la piana di Rosarno. Indiani e immigrati irregolari riciclati nella raccolta delle coltivazioni agricole dell’agro pontino, pesantemente sfruttati e sottopagati come gli africani che raccoglievano le arance nella piana di Gioia Tauro in Calabria.
 
Mentre infuriavano le polemiche sullo schiavismo dei rosarnesi il fenomeno continuava a dilagare sommessamente nell’agro pontino. 
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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