Immobili e invivibili. Bocciate le città italiane

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Carmela Panetta

DOSSIER. Traffico, smog, siccità. Ma anche costruzioni prive di standard antisismici, produzione e smaltimento dei rifiuti. La fotografia dell’ecosistema urbano fatta da Legambiente.

E' la sicurezza di cui non si parla: smog, traffico, rifiuti, sprechi d’acqua, industrie e abitazioni a rischio. Ma è quella più importante. Le città italiane non solo fanno registrare uno stallo per la qualità ambientale, ma si dimostrano anche poco sicure.

Oro bianco. Il pianeta resta a secco

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Bruno Picozzi da Oporto

BENI COMUNI. Con le attuali curve di crescita demografica entro il 2025 quasi tre miliardi di persone avranno bisogno d’acqua. Nel 2025 saranno quattro: il 40% della popolazione mondiale.

Severe condizioni climatiche… La peggiore siccità che si ricordi negli ultimi 25 anni». Queste le parole con cui l’eurodeputata portoghese Maria Neves ha portato nell’aula di Bruxelles la «disperata» richiesta di aiuto da parte della Federazione agricola delle Azzorre. L’arcipelago dei sogni, piccolo pezzo di Portogallo nel bel mezzo dell’Atlantico, ha vissuto un’estate da incubo grazie a mix disastroso fatto di temperature al di sopra della media, precipitazioni scarse e difficoltà di approvvigionamento idrico.

Caldo torrido e incendi dolosi. Ora il rischio è il “meteo killer”

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Franco Ortolani*

AMBIENTE Il combinato di siccità e fiamme provoca enormi danni all’equilibrio idrogeologico del territorio. Ancora più in pericolo a causa di fenomeni piovosi molto violenti e imprevedibili.

La stagione estiva che sta volgendo al termine si è caratterizzata per una scarsa piovosità in gran parte dell’Italia Centro meridionale e per una notevole estensione dei versanti boscati devastati dal fuoco appiccato, approfittando dei giorni ventosi, da vari tipi di delinquenti. Anche vaste parti di versanti potenzialmente interessati da fenomeni franosi rapidi e lenti incombenti su infrastrutture e aree abitate sono stati percorsi dai fuochi innescati da delinquenti professionisti e improvvisati, per motivi molto diversi.

Siccità mondiale e guerre civili. Il ruolo del global warming

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Alessio Nannini

CLIMA. Uno studio della Columbia University ha evidenziato una stretta correlazione fra il ciclo di El Nino e la nascita di conflitti bellici. Una rapporto che però non comprende i paesi più ricchi.

I cambiamenti climatici tendono a minacciare la pace e la sicurezza mondiale. Lo afferma una recente ricerca della Columbia University, in un certo senso anticipata nei contenuti dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite giusto un mese fa. Allora il segretario Ban Ki-moon aveva definito il global warming una «miscela diabolica» perché capace di aggravare situazioni già ai limiti della sopravvivenza e di crearne altrettante altrove.

La solidarietà ammalata di “Donor Fatigue”

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Emanuele Giordana

CORNO D'AFRICA. L’Onu ha bisogno di 2,5 miliardi di dollari per la siccità africana che colpisce 13 milioni di individui. Ma governi e cittadini non hanno fretta di metter mano al portafoglio.

Quasi ogni giorno un’agenzia dell’Onu o un’organizzazione umanitaria si fanno portavoce di una delle maggiori crisi che il Corno d’Africa sta attraversando. Non solo in Somalia, dove l’Unicef ha appena denunciato un’aumento dei decessi per diarree croniche che uccidono quasi otto bambini su dieci sotto i cinque anni. Le Nazioni unite hanno lanciato tre appelli “consolidati interagenziali”, come si dice in gergo, per Kenya, Gibuti e Somalia e la situazione è critica anche in Etiopia.

Acqua, per dissetare il Pianeta nel 2050 ne servirà il doppio

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Rossella Anitori

AMBIENTE. Presentato ieri a Stoccolma il nuovo Rapporto dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep): «Contro la fame e siccità è necessario salvaguardare degli ecosistemi».

Tra meno di quarant’anni sul pianeta ci saranno 9 miliardi di individui e per dissetare l’intera popolazione mondiale servirà il doppio dell’acqua utilizzata attualmente. È quanto emerge dal nuovo rapporto del Programma delle Nazioni unite per l’ambiente (Unep) redatto in collaborazione con l’Istituto internazionale di gestione dell’acqua (Iwmi) e altre 19 organizzazioni, presentato ieri a Stoccolma in occasione dell’apertura della Settimana mondiale dell’acqua.

«Nei mercati si trova solo riso, ma i prezzi sono alle stelle»

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Susan Dabbous

INTERVISTA. A margine del meeting Fao incontriamo il ministro dell’Agricoltura somalo Mohamed Nuur. «Nei villaggi più colpiti dalla carestia a spostarsi sono intere popolazioni».

Una nuova conferenza per non spegnere i riflettori sulla più grave siccità nel Corno d’Africa degli ultimi 60 anni. La Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura, ha convocato ieri tutti i suoi delegati per fare il punto della situazione sugli aiuti nell’area. Tra gli interventi più significativi quello del ministro dell’Agricoltura somalo Abdullahi Agi Hassam Mohamed Nuur che abbiamo incontrato a margine del meeting.
 

Prezzi alimentari e crisi somala. L’allarme della Banca mondiale

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Camilla Minarelli

EMERGENZE. Secondo il report “Food price Watch” della World Bank la catastrofe umanitaria nel Corno d’Africa è stata innescata da una forte siccità, ma il costo del cibo ha un ruolo fondamentale.

Prezzi alimentari mondiali sempre più elevati, combinati ad una continua volatilità, stanno aggravando la catastrofe umanitaria nel Corno d’Africa. è quanto afferma il report “Food Price Watch”, rilasciato lunedì dalla Banca mondiale. Anche se l’emergenza è stata innescata da una siccità prolungata, specialmente nelle aree con conflitti e migrazioni interne come la Somalia, i prezzi alimentari vicini ai livelli record del 2008 hanno contribuito alla situazione, dice il rapporto.

Msf: «Servono cibi proteici, non farine»

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Susan Dabbous

SOMALIA. La siccità spinge oltre duemila profughi al giorno verso Kenya ed Etiopia. Medici senza frontiere chiede aiuti più mirati.

Tecnicamente viene definita come «una prolungata mancanza d’acqua per insufficienti precipitazioni atmosferiche», includendo anche «l’aridità del terreno che ne consegue». Umanamente invece la siccità significa perdita di migliaia di vite a causa della malnutrizione. In questi giorni stiamo assistendo agli effetti della più grave crisi idrica degli ultimi 60 anni in Corno d’Africa.

Somalia, 29mila bimbi morti per la siccità

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Susan Dabbous

CARESTIA. Assaltati i convogli di aiuti alimentari del Pam a Mogadiscio. Potrebbero essere dieci i morti. Vichi De Marchi, portavoce dell’organizzazione: «La distribuzione di cibo andrà avanti».

Ventinovemila. Tanti sono i bambini morti in Somalia negli ultimi tre mesi a causa della siccità e della conseguente carestia. Un numero impressionante se si pensa che neanche la guerra è arrivata a decimare con tanta velocità migliaia di vite. Il dato arriva dall’Usaid, l’Agenzia americana per la cooperazione, che ha analizzato la situazione in due regioni nel Sud del Paese dove le Nazioni unite hanno formalmente decretato lo stato di carestia il mese scorso.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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