La battaglia più dura di Telejato

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Vincenzo Mulè

LA STORIA. E’ una piccola realtà editoriale siciliana. Ma è anche la voce più potente contro la mafia di Partinico. Ora rischia di chiudere.

L'ultima minaccia è del 3 settembre scorso, quando sui muri di diverse strade di Partinico sono comparse le scitte “W la mafia, Pino Telejato sei lo schifo della terra”. Le minacce sono state accompagnate dall’immagine di una bara.
Il giorno prima il direttore dell’emittente aveva cancellato un’altra scritta contro di lui: “Hai rovinato un paese”.

Ponte sullo Stretto, avanti con gli espropri

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Alessia Candito

SICILIA. Nonostante la crisi e il declassamento del progetto a livello europeo la società di Pietro Ciucci procede come se nulla fosse. Parte anche la formazione del personale. A spese della Regione.

Non esiste ancora un progetto esecutivo, non si sa se, come e da chi verrà finanziato, visto che l’Europa ha bollato l’opera come “non prioritaria”, ma il Ponte sullo stretto di Messina si farà. E presto. Ne è più che convinta la Stretto di Messina spa, che nel giro di un paio di giorni non solo ha pubblicato il progetto degli espropri dei terreni e dei fabbricati ritenuti d’intralcio o di interesse per la realizzazione dell’opera, ma ha anche iniziato a cercare personale.

Il governo taglia gli Enti. La Sicilia li moltiplica

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Giorgio Mottola

IL CASO. Nonostante la mannaia della maggioranza, nell’isola a breve potrebbe essere istituito un nuovo comune e una nuova provincia a Gela, con il sostegno bipartisan di Pdl, Fli e Pd.

Tremonti abolisce province e comuni? Nessun problema, non è mica una tragedia. Se il governo sopprime gli enti locali, basta crearne di nuovi. In Sicilia è così che ci si sta regolando rispetto al decreto lacrime e sangue dell’esecutivo. Mentre nel resto dello Stivale dovrebbero scomparire 29 province e 1500 municipi, sull’isola potrebbero a breve essere istituiti una nuova provincia, a Gela, e un nuovo Comune, a Piano Tavola. Poco importa se in Sicilia Enna e Caltanissetta smetteranno di essere enti provinciali.

Migranti, ancora sbarchi nell’isola di Lampedusa

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Rossella Anitori

DIRITTI. Nuovi arrivi in Sicilia e in Puglia. Nel weekend di ferragosto sono oltre 2mila i profughi approdati sulle coste italiane. Maroni: «Soluzione rapida delle operazioni militari in Libia».

Continuano senza sosta gli sbarchi sull’isola di Lampedusa. L’ultimo barcone è arrivato ieri, a bordo c’erano oltre 280 migranti partiti due giorni fa dalla Libia. Tra i viaggiatori venti donne e un bambino. Saranno trasferiti nel Centro di prima accoglienza di Contrada Imbriacola e nell’ex base Loran, dove si trovano ancora oltre mille persone dopo il trasferimento via mare di 456 migranti in altre regioni italiane. Nel weekend di Ferragosto ad approdare sull’isola sono stati oltre 2mila profughi.

Coste italiane senza pace. Il bilancio di Goletta Verde

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Assunta Gammardella

ECOSISTEMA MARINO. Presentati i dati del veliero di Legambiente. Tra le regioni più inquinate Calabria, Campania e Sicilia. Promosse Sardegna, Puglia e Toscana. L’assenza o il malfunzionamento dei depuratori nel mirino degli ecologisti.

Cemento, rifiuti, depuratori inadeguati e trivellazioni dei fondali marini sono i fattori che contribuiscono a rendere i nostri mari sempre più inquinati. Quest’anno in vetta alla classifica delle bandiere nere c’è la Calabria, seguita dalla Campania e dalla Sicilia. A testimoniarlo i risultati raccolti da Goletta Verde, storica campagna estiva di Legambiente che, navigando due mesi in quaranta zone costiere, ha monitorato la contaminazione microbiologica e le libertà che minacciano la bellezza e la salute dell’ecosistema marino.

Il ministro Romano ora imputato per mafia

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Alessandro De Pascale

GIUSTIZIA. La procura di Palermo ha depositato ieri il rinvio a giudizio per il titolare del dicastero dell’Agricoltura. Avrebbe favorito la candidatura di uomini vicini ai boss.

Il ministro delle Politiche agricole, Francesco Saverio Romano, avrebbe «messo a disposizione di Cosa nostra il proprio ruolo». Lo scrivono il pubblico ministero della procura di Palermo Nino Di Matteo e l’aggiunto Ignazio De Francisci, nella loro richiesta di rinvio a giudizio depositata ieri mattina. Il deputato siciliano dei Responsabili e attuale ministro dell’Agricoltura è così formalmente imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. «Una mossa obbligata», commentano dagli uffici giudiziari.

Rifugiato in terra ostile. L’Onu: «Non respingete»

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Dina Galano

GIORNATA MONDIALE. Oggi la Convenzione di Ginevra compie 60 anni. Il capo dell’Unhcr, Guterres, visita Tunisia, Lampedusa e Roma. Mentre in Sicilia sbarcano in 235, partiti dalla Libia.

A 60 anni dalla firma della Convenzione di Ginevra, il 20 giugno 1951, nel mondo si contano oltre 15 milioni di rifugiati, di cui l’80 per cento vive in Paesi in via di sviluppo. Ciononostante, in occasione dell’anniversario che ha visto riconoscere i diritti delle persone in fuga da guerre e conflitti, la strada per il rispetto delle garanzie fondamentali è tortuosa anche nei Paesi industrializzati, meno interessati al fenomeno e tuttavia maggiormente restii ad aprire le frontiere.

Per amore del pane. L’uomo che salva i semi

Maurizio Torretti

IL PERSONAGGIO. Giuseppe Li Rosi è un siciliano che ha scommesso sul recupero e la semina delle antiche “accessioni” di germoplasma di grano duro dell’isola. Sfidando le multinazionali.

«Questo pane è il mio, è il mio pane chè l’ho fatto fare nel mio panificio. E so che cosa c’è in questo pane, conosco il seme del grano che ho seminato io, il lievito naturale che ho utilizzato io. E so che cosa c’è in questo pane, perché lo debbo dare anche ai miei bambini….».
 

Prova a darsi fuoco. E' dramma a Manduria

Susan Dabbous

IMMIGRAZIONE Arrivano i migranti e la popolazione è in rivolta. Nonostante la militarizzazione dell'area, sassaiole e un drammatico tentativo di protesta. Poi fuga di massa dalla tendopoli

 

L’attesa diventa incubo. Solo 500 via dall’isola

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Susan Dabbous da Lampedusa

LAMPEDUSA Dopo tre giorni di promesse, disinformazione ed estenuante attesa, la nave San Marco avvia il trasferimento di un primo, irrisorio, numero di migranti. E il clima in Sicilia è rovente

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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