Cav e dimissioni, è giallo. Maggioranza sul filo

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Monica Cataldo

POLITICA. Dal sito del Foglio Giuliano Ferrara ha preannunciato il passo indietro del presidente del Consiglio. Poi la smentita dello stesso Berlusconi. E ora c’è attesa per il voto sul rendiconto in Aula.

«Voglio vedere in faccia i traditori. Porrò la fiducia sulla lettera all’Ue». Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, smentisce così le dichiarazioni di chi, da ieri mattina, dà per certe le sue dimissioni. Una lenta agonia quella del governo Berlusconi quater che, a detta dello stesso ministro Roberto Maroni «non ha più la maggioranza». Continua, infatti, la fuga dal Pdl con la fedelissima Gabriella Carlucci approdata da ieri nell’Udc di Pierferdinando Casini.

Si moltiplicano le idee. Alfano cerca la quadra

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Eloisa Covelli

MANOVRA. Il segretario del Pdl incontra oggi “frondisti” e “scajoliani” per tentare una sintesi. Silvio Berlusconi vede Umberto Bossi lunedì. L’Udc apre, ma a patto che la Lega venga isolata.

Se da un lato si disgregano, dall’altro si aggregano. Il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, uno dei “ribelli”, incontra prima a cena e poi a pranzo il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Alcuni di loro non gradiscono l’iniziativa («Non so a che ora si incontreranno», dice Stracquadanio a Terra, «si tratta di un incontro privato»). Dall’altra parte i malpancisti cercano un fronte comune con l’ex ministro Claudio Scajola (e i suoi), che vuole tornare a galla dopo lo scandalo della casa con vista sul Colosseo.

Si cambia la Costituzione per combattere la crisi

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Giorgio Mottola

ECONOMIA. Per ora niente politiche economiche di emergenza. Secondo Berlusconi basta riformare la Carta: «Liberalizzazioni e pareggio di bilancio per legge». Ecco le misure del governo.

Si era parlato di tagli epocali e minacciato prelievi fiscali da lacrime e sangue . Ma, secondo Berlusconi, la situazione è sotto controllo. «Riusciremo ad anticipare il pareggio di bilancio al 2013», ha garantito il premier. Il vertice di ieri tra governo e parti sociali ha partorito solo una «ristrutturazione», come l’ha definita Tremonti, della manovra finanziaria. Il dettaglio dei provvedimenti è rimandato al consiglio dei ministri straordinario del 18 agosto.

Panico sui mercati. Si vende tutto, ovunque

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Luca Bonaccorsi

FINANZA. Non convince Berlusconi, nè Trichet, nè Obama. L’incertezza vince e il “liquidation selling” si estende dalle banche alle aziende industriali. In attesa della prossima recessione.

Ma chi l’ha detto che i mercati non scelgono i governi? Perché stavolta i mercati hanno scelto, eccome. Era stato troppo facile ieri prevedere che il discorso di Berlusconi avrebbe avuto ricadute disastrose. Dire alla comunità mondiale degli investitori “non avete capito” è uno degli errori più marchiani, grossolani, che si potevano fare. Tanto si gonfiò, il rospo, che scoppiò. E i mercati ieri hanno risposto: «Sei tu che non hai capito bene».

Berlusconi: «E' tutto ok». E l’Italia trema davvero

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Giorgio Frasca Polara

PALAZZO. A mercati chiusi il premier ripete la solita lista autoconsolatoria di successi e promesse per il futuro: investimenti, concertazione e opere pubbliche. Opposizioni incredule. Bonelli (Verdi): «L’unica cosa che può fare per il Paese ormai è dimettersi».

Crisi paurosa? Esigenza di una svolta? Macché: in mezz’ora di “informativa urgente”, Berlusconi ha spiegato che il governo è solido, che “vitali” sono i fondamentali dell’economia, che il sistema bancario ha “saputo reggere alla speculazione”. Tranquilli: “C’è un eccesso di allarmismo, e non bisogna inseguirlo”, “i mercati non tengono nel giusto conto i nostri punti di forza”.

Ei Fu. Siccome Immobile

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Luca Bonaccorsi

Nessuna novità nel discorso del Premier alla camera. La solita stanca lista di presunti successi e di mirabolanti promesse per il futuro.

Il modo migliore per spaventare i mercati è dirgli che stanno “sbagliando” nella valutazione dei rischi. Ma è troppo arrogante questo anziano Premier per resistere alla tentazione di dare la sua ennesima, inutile, lezione: l’Italia va bene, stiamo meglio degli altri, il debito è cresciuto di meno, il deficit è più basso, gli italiani risparmiano di più e hanno meno debiti.

Piano carceri senza soldi

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Vincenzo Mulè

GIUSTIZIA. La Corte dei Conti boccia la politica del governo Berlusconi sull’edilizia penitenziaria: finanziamenti inadeguati per far fronte alla drammatica emergenza data dal sovraffollamento.

E' anche economica la crisi che vive il sistema penitenziario italiano. Analizzando le spese previste per l’edilizia penitenziaria, la Corte dei Conti ha sottolineato per l’anno 2010 l’acutizzarsi di una «situazione debitoria» da parte delle direzioni degli istituti penitenziari. L’analisi parte dai programmi di investimento del 2001 per arrivare al 2009, ossia alla verifica dell’attuazione degli stessi.

Nitto Palma dopo Alfano. E Bossi evita il premier

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. L’ex sottosegretario agli Interni è il nuovo ministro della Giustizia. Anna Maria Bernini alle Politiche comunitarie. Via al rimpasto, ma salta il chiarimento con la Lega.

Francesco Nitto Palma è il nuovo ministro della Giustizia e Anna Maria Bernini è la nuova titolare del dicastero delle politiche comunitarie. Silvio Berlusconi è salito sul Colle del Quirinale alle 17 e ha incassato il sì del Capo dello Stato sui due nuovi ministri. Che la giornata buona per il completamento della squadra di governo fosse ieri, nonostante i funerali del caporalmaggiore Davide Tombini ucciso in Afghanistan fissati nel pomeriggio, si è capito in mattinata.

E' iniziato il dopo Silvio. Brutta aria nel Palazzo

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Augusto Romano

SCENARI. Dopo il voto su Papa a Montecitorio si è certi che il governo non arriverà a fine legislatura. Si discute se si andrà al voto o ad un nuovo esecutivo. Voci su una nuova guerra di dossier.

Il governo provvisorio di Napolitano – così ormai lo chiamano a Montecitorio – non può durare fino alla fine della legislatura. Il ruolo di “supplenza” svolto negli ultimi mesi dal presidente della Repubblica ha consentito l’approvazione della manovra finanziaria e la partecipazione italiana alle missioni in Libia. Scansato per un pelo, almeno per ora, il rischio di un attacco speculativo e con Berlusconi tornato a farsi vivo dopo la sentenza Cir e una manovra su cui non voleva mettere la faccia, si riaprono i giochi.

Missioni, ennesimo scontro tra Pdl e Lega

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Aldo Garzia

PALAZZO. Ancora tensioni nella maggioranza. Il Carroccio chiede un chiarimento sui nostri contingenti all’estero e potrebbe votare contro il rifinanziamento. Oggi il Consiglio dei ministri.

Alla Camera ieri c’è stata una paradossale coda del voto che mercoledì si è espresso a favore dell’arresto di Amedeo Papa, deputato del Pdl, accusato di concussione e corruzione dell’ambito dell’inchiesta P4. In Aula alcuni esponenti del Pdl (compreso il capogruppo Fabrizio Cicchitto), cercano di invalidare quel pronunciamento. Dice ad esempio Amedeo Laboccetta: «Fini ieri ha commesso un grave errore, ha permesso si svolgesse una votazione palese anziché segreta».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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