L’arrembaggio dei corsari che imbarazza Verdi e Linke

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Enrico Campofreda

ANALISI. Identikit del movimento dei “pirati” - la Piratenpartei - che alle amministrative di Berlino ha sottratto consensi agli ecologisti e alla sinistra. Ma che ha intercettato preferenze anche a destra.

La vela del logo, più vichinga che nibelunga, era dispiegata da cinque anni. Nelle elezioni del 2009 conseguendo un 2% nazionale la Piratenpartei ricevette anche la visita di cortesia della cancelliera Merkel. Alle elezioni locali di domenica scorsa a Berlino, ha attraccato sulle rive della Sprea con un fragoroso 8,9% definito dai media un arrembaggio. Ma il movimento, sicuramente di rottura, non mostra velleità di saccheggio piuttosto si autodifende.

L'ecologismo e gli ideali della Rivoluzione francese

Paolo Galletti

 IL DIBATTITO

 

Scoprirsi patrioti (almeno un po’)

bonaccorsi.
Luca Bonaccorsi

Alla fine, davanti al Nabucco di Verdi, la campagna di Napolitano per le celebrazioni dell'unità d'Italia ha assunto un senso anche per chi su Patria e Nazione ha sempre avuto tanti dubbi

Alla fine devono averlo capito proprio tutti, anche quelli duri di comprendonio (come il sottoscritto), il motivo per cui Napolitano insisteva tanto sulle celebrazioni dell’Unità d’Italia. Il perchè di tanto rimarcare i temi della patria, della nazione, dell’unità di un “popolo”. Io ci sono arrivato per ultimo e mi sono chiesto perchè. Per chi è cresciuto in una famiglia “di sinistra”, questa storia della “patria” non ha mai significato granchè.

Evviva il “compagno” Profumo

ECOPULCI. Della serie: i nemici dei miei nemici sono miei amici.

Della serie: i nemici dei miei nemici sono miei amici. Così dopo aver arruolato Fini tra i “compagni” ora tocca al povero ex-amministratore di Unicredit trovarsi circondato dall’affetto degli amici di sinistra in questa sua precoce vecchiaia dorata (e senz’altro operosa). Poco importa che si tratti del banchiere che ha accumulato profitti riempiendo i bilanci delle aziende e degli enti locali italiani di derivati negli anni prima dello “sboom”. Poco importa che per fare la mega banca si sia messo in pancia istituti grandi e piccoli di ogni tipo.

La legge della discordia

Augusto Romano

CENTROSINISTRA. La riforma elettorale continua ad essere al centro del confronto. L’ex premier Massimo D’Alema sceglie il modello tedesco. Ma il presidente del Pd non ci sta: «Nessun ritorno al passato».

Riforma elettorale alla tedesca e poi al voto. è la ricetta di Massimo D’Alema  per superare il berlusconismo. E anche per tirare una botta a Veltroni nel  dibattito interno. Una proposta che divide il Pd e spacca l’opposizione, d’accordo solo sulla necessità di abrogare l’attuale sistema, il ‘porcellum’.
 

Sinistra tutta da rifare. Cosa abbiamo sbagliato?

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Aldo Garzia

LIBRI. Il socialista di lungo corso Valdo Spini, oggi consigliere comunale a Firenze, ricostruisce in “Vent’anni dopo la Bolognina” le sconfitte e le parziali vittorie dell’Ulivo insieme a ciò che non ha funzionato nel costruire un nuovo soggetto politico della sinistra italiana, dai Ds fino all’attuale Pd. E propone una nuova costituente di quest’ultimo partito capace di guardare fuori di sé e di ricomporre, intorno a nuove idee e nuovi moduli organizzativi, ciò che è stato colpevolmente diviso.

Il penultimo Congresso dei Ds (2005), quando gli indizi per lo scioglimento di quel partito per dar vita al Pd erano pochi, propose un appello per scrivere la dizione “Partito del socialismo europeo” nel simbolo diessino. Il Congresso lo approvò. Per il socialista Valdo Spini, tra i cofondatori dei Ds con la sua Federazione laburista, era il naturale approdo per il nuovo partito sorto dalle ceneri di Pci e Pds.

Il sogno e il bisogno di sinistra

Luigi de Magistris (parlamentare europeo Italia dei Valori)

IDEE. Mettere da parte le alchimie partitiche e i calcoli fra segreterie, che si attivano col solo fine di trovare l’accordo e un leader a tutti i costi, incapaci perciò di andare oltre l’emergenza elettorale perché frutto dei giochi consumati nelle segrete stanze del potere.

Mettere da parte le alchimie partitiche e i calcoli fra segreterie, che si attivano col solo fine di trovare l’accordo e un leader a tutti i costi, incapaci perciò di andare oltre l’emergenza elettorale perché frutto dei giochi consumati nelle segrete stanze del potere.

Come risalire la china? Una prima ricognizione della discussione nella sinistra e nel centrosinistra

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Aldo Garzia

POLITICA. Il risultato delle elezioni regionali brucia. Il Pd si dibatte nell’ennesima crisi mentre Prodi propone di dare tutto il potere ai segretari regionali e Bersani cerca di non perdere la bussola. Da Mussi e Vendola un appello a ricominciare daccapo, azzerando le divisioni. L’incognita dei Verdi e dei Radicali. E intanto Berlusconi potrebbe mettere tutti con le spalle al muro sulle riforme costituzionali. Fini farà il gesto clamoroso di rompere il Pdl?

Chissà che non abbia ragione proprio Fabio Mussi, che in una lettera aperta al Pd – pubblicata domenica scorsa su l’Unità – ha chiesto ai suoi ex compagni, abbandonati al loro destino mentre stavano per dare vita alla fusione Ds-Margherita, di azzerare quanto è stato fatto negli ultimi anni e di ricominciare daccapo tutti insieme a trovare idee e strade nuove per ricostruire la sinistra e il centrosinistra.

Sovranità, populismo e maoismo digitale

Alessio Postiglione

COMMENTI. La sovranità popolare viene invocata continuamente sia dalla destra autocratica berlusconiana che dalla sinistra movimentista, in chiave antipartitica. A destra, la sovranità serve a legittimare l’imperio del leader, “unto del Signore”, unico interprete del popolo in virtù di una vittoria elettorale di carattere plebiscitario.

La sovranità popolare viene invocata continuamente sia dalla destra autocratica berlusconiana che dalla sinistra movimentista, in chiave antipartitica. A destra, la sovranità serve a legittimare l’imperio del leader, “unto del Signore”, unico interprete del popolo in virtù di una vittoria elettorale di carattere plebiscitario.

Prove tecniche d’Unione

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Aldo Garzia

POLITICA. Oggi pomeriggio scende in piazza l’opposizione. I segretari dei partiti, eccetto l’Udc di Casini e i Radicali, e tanti artisti sul palco di Roma. Manifestazioni anche a Milano e Venezia Mestre. Per costruire il dopo Berlusconi.

La sinistra, per una volta finalmente unita, torna in piazza. A rompere l’embargo che durava da troppo tempo è stato Pierluigi Bersani, il segretario del Pd che sta riposizionando il suo partito: «Siamo un’opposizione pacata ma non un’opposizione in pantofole. Non possiamo esserlo, soprattutto nel momento in cui il governo indossa gli anfibi e scende in piazza con attacchi violenti contro le istituzioni».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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