La comunità siriana lancia un appello all'Italia: "Aiutateci a cacciare Assad"

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Susan Dabbous

PROTESTA. Al sit in davanti all'ambasciata di Damasco a Roma, l'Unione dei coordinamenti in Italia per il sostegno della rivoluzione siriana esorta il nostro Paese a fare maggiori pressioni contro il "Killer dei bambini". Dall'inizio delle manifestazioni per la democrazia nel Paese arabo secondo l'Onu sono 4.000 le vittime civili, di cui 300 minori.

«Noi sotto la pioggia loro sotto le pallottole». È iniziato sotto un intenso acquazzone autunnale il sit in davanti all’ambasciata siriana a Roma, organizzato dall'Unione dei coordinamenti in Italia per il sostegno della rivoluzione siriana, lo scorso 3 dicembre. «Trecento bambini uccisi non per casualità ma raggiunti da pallottole: non lo diciamo noi ma le Nazioni Unite a Ginevra», grida Abdel Sattar medico originario di Raqqa nel Nord della siria.

Lavoro nero e caporalato. I lati oscuri del made in Italy

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Rossella Anitori

MANIFESTAZIONE. A un anno da Rosarno, domani si terrà davanti al ministero delle Politiche Agricole un sit-in per denunciare un sistema di sfruttamento che miete ancora troppe vittime.

Rosarno è solo la punta dell’icerberg. La filiera agricola italiana continua a produrre lavoro nero e caporalato. Basti pensare che più della metà dei braccianti africani che lavoravano nella Piana di Gioia Tauro pur essendo in possesso di un regolare permesso di soggiorno, era stata ingaggiata in maniera illegale.

Sakineh, oggi la protesta a Roma

Susan Dabbous

IRAN. Oggi pomeriggio dalle ore 16:30 in poi i Verdi hanno organizzato una manifestazione «senza bandiere di partito» presso l’Ambasciata iraniana a Roma (Via Nomentana, 363).

Continua la mobilitazione a favore della donna iraniana che rischia la lapidazione per adulterio in Iran. Oggi pomeriggio dalle ore 16,30 in poi i Verdi hanno organizzato una manifestazione «senza bandiere di partito» presso l’Ambasciata iraniana a Roma (Via Nomentana, 363).
 

La protesta alla Regione

Rossella Anitori (Terra Lazio)

MANIFESTAZIONE. Vita di donna lancia un sit-in per garantire i diritti riconosciuti dalla legge 194.

Dopo il primo caso di somministrazione, nel Lazio la RU486 rischia di tornare nel cassetto. Il governatore della Regione Renata Polverini, infatti, vuole mettere le briglie alla pillola antiabortiva. Dopo il ricovero ospedaliero obbligatorio di tre giorni per chi ne faccia richiesta, la neopresidente vincola ulteriormente l’assunzione del farmaco, che dovrà compiersi solo ed esclusivamente negli ospedali autorizzati e con posti letto dedicati
 

In piazza, a voce alta

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Dina Galano

INTERCETTAZIONI. Dal sit in fuori Montecitorio, una lunga maratona contro le norme “bavaglio”. Lunedì la parola passa ai direttori dei giornali. Mentre dagli Usa giunge l’appello: «Fate lavorare i magistrati italiani».

Laddove si riconosca la dimensione globale raggiunta dalle organizzazioni mafiose, ben si comprende perché il dibattito tutto italiano sulle intercettazioni sia arrivato a preoccupare Oltreoceano. Il sottosegretario al Dipartimento di giustizia Usa con delega al contrasto alla criminalità organizzata, Lanny A. Brauer, ha usato parole non comuni: «Non vorremmo mai che succedesse qualcosa - ha affermato - che impedisse ai magistrati italiani di fare l’ottimo lavoro svolto finora: le intercettazioni sono uno strumento essenziale per le indagini».

Il coro anti-Gelmini

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Diego Carmignani

UNIVERSITA'. Ieri il sit-in davanti Palazzo Madama contro il ddl sull’istruzione in discussione al Senato. In piazza studenti, ricercatori, lavoratori e docenti di tutta Italia. Si alza la protesta nel resto del Paese.

«Non sono previsti tagli. Gli studenti sono con me. Una minoranza tiene in ostaggio gli atenei. Bisogna avere il coraggio di cambiare», gli slogan lanciati ieri dal ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini intenderebbero gettare acqua sul fuoco del disegno di legge in questi giorni al vaglio del Senato.
 

La protesta dei pompieri

SIT IN. Sit in di un centinaio di Vigili del fuoco, ieri mattina, davanti alla Prefettura di Reggio Calabria.

Sit in di un centinaio di Vigili del fuoco, ieri mattina, davanti alla Prefettura di Reggio Calabria. Una delegazione di lavoratori, accompagnata dai segretari provinciali del sindacato, da Funzione pubblica di Cgil, Cisl, Uil, è stata ricevuta dal prefetto Luigi Varratta, al quale è stata esposta la problematica alla base della protesta.
 

Dalla Sardegna al Veneto, la protesta Alcoa sbarca a Roma

Diego Carmignani

LAVORO. Corteo e sit in davanti Palazzo Chigi. Gli operai nella Capitale in occasione dell’incontro tra il governo e il presidente della multinazionale dell’alluminio. Obiettivo: scongiurare la chiusura degli impianti, prevista il 6 febbraio.

L'arrivo nel “continente” degli operai sardi coincide con quello dei loro colleghi dal Veneto. Il vessillo dei Quattro mori a sbandierare insieme al Leone di San Marco. Una bella e rara pagina di Italia unita sì, ma nella disperazione. Con loro, ieri a Roma, è sbarcato infatti un disagio nazionale che nel weekend ha fatto notizia, prima con l’acuirsi della tensione nel Sulcis, poi con l’appello del Papa pro Alcoa e Termini Imerese e infine col gesto disperato del licenziato bergamasco che si è dato fuoco.
 

Il governo propone lo «stato di emergenza» nelle carceri italiane

Alessandro De Pascale

DIRITTI. Per il secondo giorno consecutivo Montecitorio affronta il problema dei nostri istituti di pena. In aula cinque mozioni e il rapporto delle associazioni, fuori il sit-in. Il governo rassicura le parti proponendo sempre la stessa ricetta

Il problema carceri arriva in Parlamento, per il secondo giorno consecutivo. Al voto ben cinque mozioni diverse. La più ampia e condivisa è stata quella dei Radicali, firmata da Rita Bernardini assieme ad altri 93 deputati. Sempre a Montecitorio le associazioni Antigone, Caritas e Nessuno tocchi Caino) hanno presentato il rapporto sul sovraffollamento dei penitenziari italiani. Fuori dal Parlamento il sit-in di protesta, al grido «lo Stato si rieduchi», a cui hanno partecipato anche i sindacati di polizia.

Dopo la repressione Teheran porta in piazza la rivolta creativa

Annalena Di Giovanni da Beirut

IRAN
— Proibiti i sit in, la gente si inventa nuove forme di proteste. Ecco allora la marcia in cerchio intorno a una piazza oppure l’accensione contemporanea da parte degli automobilisti dei fari delle autovetture a orari prestabiliti. —

Sciopero generale ieri in Iran, ormai giunto al dodicesimo giorno di rivolta. Ignota l’entità delle adesioni; dall’espulsione della maggior parte dei corrispondenti stranieri presenti nel Paese, quanto accade in Iran è oscurato da un black out mediatico che costringe la stampa internazionale ad affidarsi a telefonate, testimonianze online, blogger e twitter. Imbavagliata anche la stampa locale.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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