Immobili e invivibili. Bocciate le città italiane

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Carmela Panetta

DOSSIER. Traffico, smog, siccità. Ma anche costruzioni prive di standard antisismici, produzione e smaltimento dei rifiuti. La fotografia dell’ecosistema urbano fatta da Legambiente.

E' la sicurezza di cui non si parla: smog, traffico, rifiuti, sprechi d’acqua, industrie e abitazioni a rischio. Ma è quella più importante. Le città italiane non solo fanno registrare uno stallo per la qualità ambientale, ma si dimostrano anche poco sicure.

La monnezza di Caivano in viaggio per l’Europa

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Andrea Palladino

INCHIESTA. Nel sito di trattamento in provincia di Napoli, trentamila tonnellate di rifiuti attendono da anni lo smaltimento. La Spagna li ha respinti: «Quelle analisi non ci convincono».

Il nome della Germania come possibile meta dei resti della lavorazione dei rifiuti stipati da anni nello Stir in provincia di Napoli è stato annunciato nei giorni scorsi e confermato ieri dalla società incaricata dell’operazione dalla A2A. Ma se è chiaro il paese che dovrebbe accogliere le scorie di Caivano, un silenzio assoluto copre il nome dell’azienda tedesca che si occuperà- nella città di Brema - dello smaltimento.

«Ecco come sotteravamo i rifiuti»

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Fabio Abati (Terra Milano)

ECOMAFIA. Parlano gli autotrasportatori che hanno visto il sistema di smaltimento in mano alla ‘ndrangheta nelle aree dell’Expo.

ll presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sull’illegalità nel ciclo dei rifiuti, Gaetano Pecorella, lo ha ribadito in questi giorni: l’80 per cento delle aziende di movimento terra della Lombardia sono in mano alla ‘ndrangheta. Queste gestiscono l’affare delle aree da bonificare, numerosissime attorno a Milano, risultato di passate attività industriali ma che oggi si vorrebbe riconsegnare a nuove iniziative di speculazione immobiliare.

Melfi tra i veleni Fiat e l’impianto francese

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Pietro Dommarco

INQUINAMENTO. Nella valle dell’Ofanto sorge una delle più grandi strutture per lo smaltimento
di rifiuti industriali automobilistici. I tumori aumentano ma i Comuni e la Regione temporeggiano.

ll mio ultimo viaggio nella “rifiuti connection” lucana, dalle industrie chimiche abbandonate della malata Valle del Basento ai fosfogessi interrati di Tito scalo, si è fermato alle porte del Vulture. È qui che sorge - nella piana industriale di San Nicola di Melfi - l’inceneritore Fenice spa (con sede legale in Cascine Vica Rivoli, in provincia di Torino), controllato dall’Electricité de France (EDF). Un impianto che da oltre due anni continua ad inquinare la falda acquifera del fiume Ofanto e l’area occupata.

I veleni dell’acqua

Alessandro De Pascale

BASILICATA. Dopo anni di voci sullo smaltimento illecito di rifiuti in Lucania, le analisi di sorgenti e dighe che riforniscono gli acquedotti confermano la presenza di boro, bario, berillio e nitrati. Ma la Regione tace.

L'ultima indiscrezione sui possibili traffici di rifiuti pericolosi, porta ai Laghi di Monticchio. Si tratta delle bocche crateriche di un antico vulcano sul monte Vulture, in provincia di Potenza. Due laghi parte di una riserva naturale regionale. C’è chi giura di aver visto camion scaricare fusti. Una prima parziale conferma arriva dalle analisi delle locali sorgenti, condotte a Berlino dal Servizio geologico tedesco, per conto del Dipartimento di scienze della terra dell’università Federico II° di Napoli, diretto dal professore Benedetto De Vivo.

L’ombra dei Servizi

Vincenzo Mulè

INTERVISTA. Il presidente della Commissione parlamentare Gaetano Pecorella lancia l’allarme: «Il problema dello smaltimento dei rifiuti tossici è enorme e qualcuno deve aver provveduto. Sostituendosi allo Stato».

«Tra poco non sapremo più dove metterli». Parla dei cumuli di rifiuti, sommersi o sepolti, il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella, intervenendo alla presentazione del rapporto Ecomafie.

L’ombra dei Servizi

Vincenzo Mulè

INTERVISTA. Il presidente della Commissione parlamentare Gaetano Pecorella lancia l’allarme: «Il problema dello smaltimento dei rifiuti tossici è enorme e qualcuno deve aver provveduto. Sostituendosi allo Stato».

«Tra poco non sapremo più dove metterli». Parla dei cumuli di rifiuti, sommersi o sepolti, il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella, intervenendo alla presentazione del rapporto Ecomafie.

«Nucleare, più tumori e leucemie nei bambini»

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Valerio Ceva Grimaldi

L'INTERVISTA. Parla Giuseppe Miserotti, presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza e membro dell’Isde: «Le centrali producono trizio, iodio 131 e plutonio. Che, se inalato in una sola frazione di milligrammo, è letale per una persona».

Giuseppe Miserotti è il presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza e il referente dell’Isde, l’associazione dei medici per l’ambiente affiliata alla International society of doctors for the environment. Lo incontriamo a Napoli, a margine del convegno “Salute, ambiente e prevenzione primaria”. E il suo è, allo stesso tempo, un monito per la categoria e per la società.

Oltre 130 i siti industriali dove è in corso la bonifica antiasbesto

Simonetta Lombardo

INQUINAMENTO Una parte dello smaltimento finisce nel circuito illegale, soprattutto dal settore abitativo.

Centotrentadue i principali siti industriali italiani censiti per amianto: 25 officine ferroviarie, 19 cantieri navali, i servizi portuali di 14 scali, 15 impianti siderurgici, 12 di costruzioni meccaniche, una decina di fabbriche varie, da quelle di laminatura a quelle che producono olio di semi. E poi 37 centrali termoelettriche. Dove ci sono produzioni che richiedono alte temperature oppure fabbricazione di oggetti coibentati dalle variazioni termiche, come i vagoni ferroviari.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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