Van, emergenze e polemiche. La lunga notte dell’Anatolia

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Tiziana Guerrisi

TURCHIA. Sotto accusa il governo per la lentezza nel prestare soccorso alle persone colpite dal sisma di domenica. Mentre si continua a scavare la lotta si fa dura anche contro il freddo.

E' emergenza tende e freddo nella provincia turca di Van, sconvolta dal sisma di domenica scorsa. Intanto, mentre i soccorritori hanno tirato fuori dalle macerie altre tre persone miracolosamente indenni, compreso un ragazzo di 19 anni, il numero delle vittime è salito a quota 523 e l’Onu ha annunciato l’invio di migliaia di tende.

Usa: in Pakistan i talebani minacciano gli aiuti stranieri

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Paolo Tosatti

DISASTRI. Un funzionario dell’amministrazione statunitense lancia l’allarme: «Il gruppo Tehrik-e-Taliban prepara un attacco contro il personale dei soccorsi». Nel Sud Islamabad evacua altre 500mila persone.

Funzionari e lavoratori di organizzazioni straniere e internazionali impegnati in Pakistan nelle operazioni di soccorso alla popolazione colpita dalle inondazioni sono nel mirino di gruppi militanti armati.

La devastazione e la paura per le strade di Concepcion

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Andrea Fagioli da Concepcion

CILE. A una settimana dal sisma le zone del sud colpite dal terremoto sono ancora in ginocchio. L’unica risposta che finora è arrivata dalle autorità è stato l’uso della forza per fermare i saccheggi. I soccorsi sono poco coordinati e mal gestiti.

Oltre 7.000 militari armati di tutto punto e nessuno con la pala. A una settimana dal sisma le zone del sud del Cile colpite dal terremoto sono in ginocchio ma l’unica risposta che finora è arrivata dalle autorità è stato l’uso della forza per fermare i saccheggi.

Haiti, monta la protesta

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Susan Dabbous

TERREMOTO. A tre giorni dal sisma che ha colpito l'isola giungono gli aiuti. Ma milioni di persone restano ancora senza cibo, acqua e coperte. Sale la rabbia tra gli haitiani che ieri hanno attaccato un convoglio della Repubblica dominicana.

Si muovono per le strade senza meta. È una marcia disperata e priva di senso quella che compiono gli oltre 300mila sfollati di Haiti. A tre giorni dal devastante terremoto che ha ingoiato la capitale Port-au-Prince, è ancora incerto il numero dei morti, che secondo i calcoli della Croce rossa internazionale dovrebbe aggirarsi intorno ai 50mila. Ieri sono arrivati i primi aiuti internazionali, scortati ovviamente dai militari per evitare gli assalti. Le scene di caos comunque non sono mancate.

Bastavano poche azioni e mirati interventi per evitare la tragedia

Elena Di Dio

LE REAZIONI Mentre proseguono i soccorsi iniziano le prime polemiche sulla fragilità del territorio ferito. A settembre due nubifragi misero già in ginocchio interi paesi. Ma si pensa solo alle grandi opere che non servono.

Anche il dirigente generale della Protezione civile siciliana, Salvatore Cocina, è sui luoghi del disastro. E se anche oggi è il giorno dei soccorsi, le prime polemiche sul dissesto idrogeologico del territorio messinese cominciano a emergere. Le parole più dure sono dell’eurodeputata dell’Idv, Sonia Alfano: «Quella di Messina è una strage annunciata che ha dei responsabili che devono essere individuati e puniti in modo esemplare.

Gli intrecci economici nascosti dietro le polemiche sui soccorsi

Vincenzo Mulè

RETROSCENA Anche ieri la Guardia di finanza ha prestato aiuto a un gommone con oltre 50 migranti al largo dell'isola di Lampedusa. A bordo trovati giubbotti di salvataggio della Marina militare di La Valletta, che intanto flirta con Tripoli.

Con il passare del tempo appare evidente come le polemiche sui salvataggi nel Mediterraneo tutto abbiano a cuore fuorché gli interessi e il destino delle persone coinvolte. Sulla pelle dei migranti si sta giocando una delicata partita geopolitica che ha come interesse principale il controllo delle acque territoriali.
 

L’attesa operosa dell'Abruzzo

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Pietro Orsatti e Angelo Venti da L’Aquila

TERREMOTO
Un viaggio tra gli sfollati, tra le difficoltà con la Protezione civile e i piccoli favoritismi della politica. Sullo sfondo, esigenze di socialità e giornali stampati in loco.

Dopo Onna, lungo la valle, piccoli e grandi campi di sfollati sono quello che resta di un territorio ricco di borghi, castelli, tradizioni. Non cancellati, forse, se non in parte, ma congelati. Congelati dalla terra che trema, congelati dalla tragedia, congelati anche dalla macchina militarizzata degli aiuti della protezione civile. Non sono solo case transennate, ferite. Sono esseri umani, storie.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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