Social forum, anche i russi portano il loro contributo

Annalena Di Giovanni

FOCUS. Il rappresentante dei movimenti sociali dell’ex Urss Alexander Buzgalin parla dell’attività del network Alternativy, creato venti anni fa dall’opposizione per lottare in favore della democrazia e dei diritti umani.

E' entrata nel vivo, ieri, la kermesse di seminari (circa 100 al giorno) nel social forum europeo di Istanbul che andrà avanti fino al 4 luglio. I due temi dominanti sono stati l’ecologia e le strategie di resistenza ai controeffetti della crisi finanziaria. Tanti, naturalmente, i greci, ma è stato vocale anche il contributo di una cospicua presenza dall’Europa Orientale.

Nel Social forum della crisi tanto spazio all’ambiente

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Annalena Di Giovanni

TURCHIA. Durante la tre giorni si discute di sovranità alimentare, cambiamenti climatici, “debito verde”. Ma soprattutto di acqua: privatizzazione delle risorse urbane, ottimizzazione dell’uso e idroegemonia.

Il sole va e viene fra piogge torrenziali e temperature da sciogliersi, mentre all’interno del campus universitario una ragazza bielorussa chiede quasi a gesti a un volontario come mai i programmi delle conferenze siano soltanto in turco. Benvenuti a Istanbul 2010, sesto caotico appuntamento del Movimento dei Movimenti, apertosi ieri fra il Parco di Maçka e l’Università Tecnica di Istanbul.

Nel Social forum della crisi tanto spazio all’ambiente

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Annalena Di Giovanni

TURCHIA. Durante la tre giorni si discute di sovranità alimentare, cambiamenti climatici, “debito verde”. Ma soprattutto di acqua: privatizzazione delle risorse urbane, ottimizzazione dell’uso e idroegemonia.

Il sole va e viene fra piogge torrenziali e temperature da sciogliersi, mentre all’interno del campus universitario una ragazza bielorussa chiede quasi a gesti a un volontario come mai i programmi delle conferenze siano soltanto in turco. Benvenuti a Istanbul 2010, sesto caotico appuntamento del Movimento dei Movimenti, apertosi ieri fra il Parco di Maçka e l’Università Tecnica di Istanbul.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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