A Vado, tra carbone e polemiche

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Edgar Meyer (Terra Liguria)

IL CASO. Cittadini mobilitati nel savonese contro la richiesta di raddoppio della centrale. La Giunta regionale ha votato sì compatta.

E' polemica dura nel savonese. La centrale a carbone di Vado Ligure ha chiesto di raddoppiare la sua potenza. La popolazione, però, è da tempo schierata contro il carbone. L’ultima riunione nel prestigioso teatro Gabriello Chiabrera era affollatissima. Ben 16 consigli comunali hanno deliberato contro il raddoppio e l’uso del carbone. L’associazione dei medici di famiglia ha da tempo dato l’allarme sull’aumento delle patologie e sui rischi per la salute. Il tribunale di Savona ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo.

Verdi ed ecologisti a confronto

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Francesco Servino (Terra Napoli)

INIZIATIVE. Oggi l’appuntamento, promosso dal Sole che ride, che vede la partecipazione di tantissime realtà attive sul territorio.

Costruire una rete per affrontare nuove sfide, intraprendere assieme il percorso per la svolta, unire le più vaste rappresentanze ecologiste della Campania per contribuire al rilancio di una regione martoriata dall’inquinamento ambientale, politico e sociale del territorio.

Il Tar boccia Alemanno: «In giunta poche donne»

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Dina Galano

ROMA. Accolti i ricorsi del Sole che ride, Pd e Sel per ripristinare la «presenza equilibrata tra sessi» prevista dallo Statuto comunale. E il sindaco offre a Rosella Sensi la delega per le Olimpiadi 2020.

Siamo alla terza giunta Alemanno. Il Tar del Lazio ha annullato l’organo capitolino per mancato rispetto delle “quote rosa” e il Campidoglio si ritrova in impasse, dopo il rimpasto delle nomine a marzo scorso. Con la pronuncia di ieri la seconda sezione del tribunale amministrativo ha accolto i ricorsi, presentati dai Verdi prima e dal Partito democratico e Sel a seguire, che chiedevano la verifica del requisito della “pari opportunità” nella composizione del governo comunale, stabilito dallo stesso Statuto capitolino.

Il Tar boccia Alemanno: «In giunta poche donne»

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Dina Galano

ROMA. Accolti i ricorsi del Sole che ride, Pd e Sel per ripristinare la «presenza equilibrata tra sessi» prevista dallo Statuto comunale. E il sindaco offre a Rosella Sensi la delega per le Olimpiadi 2020.

Siamo alla terza giunta Alemanno. Il Tar del Lazio ha annullato l’organo capitolino per mancato rispetto delle “quote rosa” e il Campidoglio si ritrova in impasse, dopo il rimpasto delle nomine a marzo scorso. Con la pronuncia di ieri la seconda sezione del tribunale amministrativo ha accolto i ricorsi, presentati dai Verdi prima e dal Partito democratico e Sel a seguire, che chiedevano la verifica del requisito della “pari opportunità” nella composizione del governo comunale, stabilito dallo stesso Statuto capitolino.

Blitz dei Verdi a Palazzo reale

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Francesco Servino (Terra Napoli)

NUCLEARE. Cinque attivisti del Sole che ride hanno esposto ieri uno striscione dal monumento che affaccia su piazza Plebiscito.

Un gruppo di cinque giovani attivisti dei Verdi, capitanato dal Commissario Regionale della Federazione campana, Francesco Emilio Borrelli, alle 10 di ieri mattina ha esposto dal balcone del Palazzo Reale, a Napoli, uno striscione con lo slogan “Nucleare? No, Grazie” e le bandiere con il Sole rosso che ride, simbolo della battaglia contro l’energia atomica. Un blitz che ha sorpreso tutti, simile a quello compiuto il 9 Maggio a Roma da Greenpeace.

Smog killer, per i Verdi 100mila morti l’anno

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Simonetta Lombardo

INQUINAMENTO. Un dossier del Sole che ride calcola una perdita economica di 20 milioni di euro ogni dodici mesi per le giornate di lavoro perse.

Autonomia, trasversalità e priorità ecologica

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Marco Boato

OPINIONI\2. L’ex parlamentare del Sole che ride: «Appare francamente singolare che chi ha guidato i Verdi per un anno ne dichiari il sostanziale fallimento politico».

Il recente Congresso di Fiuggi si sono contrapposte due posizioni assolutamente esplicite.

Sinistra e libertà, cresce la tensione Si sceglie tra assemblea o congresso

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Luca Bonaccorsi

POLITICA Oggi a Roma si riunisce il coordinamento nazionale dell’alleanza. Dovrà decidere sulla proposta di alcuni dirigenti di fare un evento fondativo entro l’anno. Precipitano le impazienze, aumentano malumori e rischi di rottura.

Va in onda oggi la nuova puntata del dramma di Sinistra e libertà, recentemente aperto dal ribaltone del congresso verde. Peggio dell’esito congressuale è stata la decisione del nuovo esecutivo del partito ambientalista, che ha intimato ai propri dirigenti di uscire dal coordinamento di Sel, e ai propri amministratori locali di ricostituire, ove fossero state sciolte per confluire in gruppi unitari come nel Lazio, le rappresentanze del Sole che ride. Un sinistro-destro a Sel che non poteva non scatenare il caos.

I Verdi e Sinistra e libertà

DIBATTITO - VERDI. Non si placano le polemiche dopo il Congresso. Il nuovo presidente Bonelli ha invitato gli esponenti del partito a uscire dai coordinamenti nazionali e locali di Sel e agli eletti di ricostituire i gruppi originari del Sole che ride.

«Su Sinistra ecologia e libertà noi andiamo avanti. Basta anatemi»
di Loredana De Petris, Michele Ragosta, Massimo Fundarò

Sinistra libertà ecologia. Inizia un nuovo percorso

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Fabio Roggiolani

VERSO IL CONGRESSO La mozione “Il nostro futuro”* non è la fine dei Verdi ma un nuovo inizio. Oggi le sedi sono vuote ma possiamo far fruttare l’immenso capitale di idee del Sole che ride che è stato più forte dei limiti e ha cambiato in meglio l’Italia.

Entrai nei Verdi nel 1989, ferveva il dibattito se ci dovessero stare i verdi verdi o anche gli ex comunisti libertari come me, Edo Ronchi o i radicali come Franco Corleone, Adelaide Aglietta e, ahimé, Francesco Rutelli. Ci costrinsero a fare i Verdi Arcobaleno e in quelle elezioni europee le due liste ottennero complessivamente il 6% dei voti. Poi ci riunimmo sotto la Federazione dei Verdi e il simbolo del Sole che ride e dimezzammo subito i voti per poi ondeggiare tra l’1,7% e il 2,3% nei quindici anni successivi.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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