Giappone, la stanza segreta di un milione di giovani

Bruno Picozzi

MONDO. Folle di ragazzi giapponesi, definiti hikikomori, si isolano progressivamente dalla società fino a rinchiudersi volontariamente nelle proprie camere e nel silenzio di internet. è un modo per protestare contro una società altamente competitiva e gerarchica. In Italia il fenomeno è sporadico, tanto da non meritare studi approfonditi, ma sarebbe meglio prendere qualche contromisura sociale e culturale per evitare un pericoloso corto circuito tra generazioni.

Adolescenti dalla spiccata intelligenza, creativi ma introversi, che si rinchiudono in se stessi per rabbia o per incapacità di affrontare il mondo. Soli fino alla disperazione. Gli hikikomori giapponesi potrebbero essere raccontati già solo così, senza bisogno di altre parole.

Siamo tutti Adamizad

main.pl_.jpg
Jalé Tasir Nafas

LA LETTERA. Non dimenticatevi delle donne e degli uomini nelle strade, che gridano: “My name is Iran, your name is Iran”. Non dimenticatevi di coloro che stanno aspettando di morire nelle carceri. La nostra terra bellissima vi chiama ogni giorno che vedete un colore verde. La nostra rivoluzione vi chiama per dirvi di una rivolta storica. Urlate piano, piano con noi il verde dell’Iran

Mancano pochi secondi, forse un battito d’occhi alla caduta del grande dittatore, che ha raffreddato la terra da oltre trent’anni. Dicono che sta finendo il mondo. Stiamo esaurendo le risorse, i poli oramai aspettano la fine delle loro riserve di ghiaccio. è il momento per fare un viaggio in Iran e capire cosa vuol dire grande freddo.

Il realismo visionario di Hopper

Hopper.jpg
Simona Maggiorelli

CREATIVITA’. La vita notturna, i grandi spazi, la solitudine, la poetica del pittore di Nyack raccontata da Carter Foster in una grande antologica e in un volume edito da Skira.

Forse fu a partire dalla scuola di New York che il rapporto fra arte americana e europea cominciò a invertire la rotta, diventando finalmente biunivoco.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31