Gaza, armi sperimentali che causano mutazioni del Dna

Monica Maralis

MEDIO ORIENTE. La denuncia arriva dal New weapons research group. I tessuti provenienti dalle vittime dei bombardamenti israeliani presentano tracce di sostanze in grado di provocare alterazioni genetiche.

Armi non convenzionali dagli effetti letali, in grado di provocare mutazioni genetiche negli individui. Il sospetto che siano state usate dall’esercito israeliano a Gaza, durante le ultime operazioni militari, si fa sempre più concreto. Mercurio, arsenico, cadmio, rame e altri metalli tossici sono stati ritrovati infatti nei tessuti dei feriti: combinazioni devastanti di elementi chimici generatori di tumori e di alterazioni del Dna.
 

Il mistero del Lambro

Alessandro De Pascale

INQUINAMENTO. Nel fiume potrebbero essere finite anche sostanze tossiche. La Lipu: «Nello stomaco degli uccelli non c’erano tracce di idrocarburi ma i volatili avevano emorragie agli organi e il fegato spappolato».

E' passato esattamente un mese dallo sversamento di idrocarburi nel fiume Lambro. Erano le tre e mezza di notte dello scorso 23 febbraio, quando dalle cisterne della Lombarda Petroli, migliaia di metri cubi di idrocarburi finiscono nel vicino corso d’acqua. La magistratura ipotizza un atto doloso, effettuato da persone esperte che sapevano dove mettere le mani. Perché le valvole andavano azionate in una precisa sequenza, da un apposito quadro elettrico in grado di attivare le pompe. Non si trattava quindi di aprire un semplice rubinetto.
 

Quell’enorme chiazza nera di petrolio che inquina l’Australia

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Roberto Tofani

DENUNCIA. Greggio e altre sostanze chimiche tossiche sono fuoriusciti da una piattaforma di trivellazione a 150 miglia al largo della regione del Kimberley. Per gli ambientalisti del Wwf è un disastro ecologico di proporzioni gigantesche.

Settantaquattro giorni. Due mesi e mezzo durante i quali petrolio greggio e altre sostanze chimiche tossiche sono fuoriusciti da una piattaforma di trivellazione situata nel Mare di Timor, a 150 miglia al largo della regione del Kimberley australiano. Un disastro ambientale di proporzioni gigantesche che, secondo il Wwf (World wildlife fund), avrà gravi ripercussioni anche negli anni a venire. Il 21 agosto scorso l’incidente.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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