«Mai più con il fucile». La svolta storica dell’Eta

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Andrea Pira

SPAGNA. Il gruppo basco che ha al suo attivo centinaia di attentati e quasi un migliaio di vittime sceglie una nuova strategia. «I tempi sono cambiati. è l’ora del dialogo e della speranza».

Per i baschi è il momento dell’unità. L’addio alle armi dato dall’Eta giovedì sera, con un video-messaggio consegnato al quotidiano Gara, ha messo fine a 43 anni di conflitto tra il separatismo militare e i governi di Spagna e Francia. Abbandonati bombe e omicidi mirati, la palla per una soluzione alle rivendicazioni dei Paesi Baschi è ora nel campo della politica.

Il futuro dei tori di Spagna dopo la scelta dei catalani

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Massimo Recchia*

BATTAGLIE. Dopo l’ultima corrida in Catalogna gli irriducibili delle banderillas premono sul Partito popolare perché la resusciti nel Parlamento nazionale. Ma i sondaggi danno loro torto.

Arena Monumental di Barcellona ha chiuso le porte al rito della corrida. Era l’ultima arena catalana a ospitare ancora le sanguinose tauromachie che hanno ispirato artisti del calibro di Ernest Hemingway, Pablo Picasso e Federico Garcìa Lorca. Per la cronaca, l’ultima corrida catalana si è tenuta domenica sera davanti a poco meno di 20mila spettatori, disposti a sborsare fino a 1.500 euro per un biglietto. A cimentarsi nell’agone sono stati il matador loco José Tomas, Juan Mora e  Serafin Marin.

Zapatero, una uscita di scena elegante

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Miguel Del Rio

ELEZIONI. Ha chiuso i battenti la scorsa settimana il Parlamento di Madrid. La Spagna va al voto anticipato il prossimo 20 novembre. Il socialista che ha guidato l’esecutivo per otto anni ha annunciato il suo ritiro dalla politica.

Si è chiusa nei giorni scorsi la seconda legislatura guidata dal socialista José Luis Rodríguez Zapatero. La Spagna va al voto anticipato il prossimo 20 novembre. Mariano Rajoy, candidato a premier del Pp (Partito popolare), ha la vittoria in tasca secondo i sondaggi che danno almeno 10 punti di vantaggio alla destra.

Braccia e cervelli cercasi. Il governo recluta gli stranieri

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Bruno Picozzi

GERMANIA. Con l’invecchiamento della forza lavoro interna e l’esodo dei laureati, l’esecutivo Merkel cerca di attirare i giovani che in Grecia, Spagna e Portogallo annaspano tra le onde della crisi.

La locomotiva Germania rallenta ma già lavora per assicurarsi il futuro. In crisi di manodopera specializzata, Berlino strizza l’occhiolino alla crisi finanziaria che lascia fuori dal mercato migliaia di giovani lavoratori in tutta Europa. Secondo la Bundesagentur für Arbeit, l’Agenzia federale tedesca per l’impiego, al ritmo attuale il Paese potrebbe perdere in due decenni ben 5 milioni di lavoratori, per una buona metà qualificati.

Un affare da 50 milioni. Tra gadget e pentimenti

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Eloisa Covelli

SPAGNA. Il vero costo della Giornata mondiale della gioventù di Madrid, finanziata per due terzi dai ragazzi e per un terzo dagli sponsor. Ma i contribuenti pagano la sicurezza e i trasporti.

In tempo di crisi, anche la critica alla morale cattolica si fa più soft per colpire la Chiesa direttamente al portafoglio. Mentre in Italia si chiede da più parti un contributo dell’Ente al piano lacrime e sangue di Tremonti, a Madrid gli “indignados” se la prendono con i costi della Giornata mondiale della gioventù. In Italia, politici e opinionisti ritirano fuori la vecchia polemica di far pagare l’Ici anche ai beni del Vaticano.

La Bce salva l’euro. Usa verso la recessione

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Luca Bonaccorsi

FINANZA. Trichet (Bce) s’è desto: acquistati sul mercato ingenti quantità di titoli italiani e spagnoli. Collassano gli spread sulla Germania. Le borse di tutto il mondo invece soffrono per le conseguenze economiche del declassamento Usa.

Tanto tuonò, che piovve. L’avevamo accusata tutti (giustamente) di star lì a guardare mentre l’euro si scioglieva al sole di questa indimenticabile estate 2011. E invece la Bce ieri è intervenuta, facendo la cosa giusta: acquistando titoli di Stato di Italia e Spagna, e annunciando che continuerà a farlo massicciamente.

Ora la Spagna punta sull’efficienza energetica

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Marco De Vidi

RINNOVABILI. Dopo la svolta tedesca, anche il governo di Zapatero ha approvato il Piano d’azione nazionale. Già criticato, però, per essere dettato soltanto dagli interessi dell’industria.

La Spagna ha approvato il Piano d’azione nazionale per il risparmio e l’efficienza energetica. L’obiettivo principale è la riduzione dei consumi: arrivare a un risparmio energetico del 20 per cento nel 2020, come chiede l’Unione europea. Finora la penisola iberica ha ottenuto buoni risultati in questo campo, avendo già raggiunto tra il 2004 e il 2010 una diminuzione del 9 per cento (target fissato dall’Ue per il 2016). Il governo spagnolo punta così a ridurre di un ulteriore 2 per cento l’anno l’uso di energia.

Elezioni il 20 novembre Zapatero anticipa l’addio

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Susan Dabbous

SPAGNA. Il Paese andrà al voto 4 mesi prima della conclusione naturale della seconda legislatura socialista. Il premier: «Una scelta responsabile per dare certezza politica ed economica ai mercati».

Con quattro mesi di anticipo rispetto alla fine prevista della legislatura, la Spagna andrà alle urne il prossimo 20 novembre. Lo ha comunicato ieri mattina il premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero al termine della riunione del Consiglio dei ministri. «Con l’anticipazione delle elezioni legislative - ha ironizzato - non ci sarà più la scusa di dibattere sulla tenuta del governo, d’ora in avanti lavoreremo sulle leggi da approvare per dare il via alle riforme già intraprese.

La monnezza di Caivano in viaggio per l’Europa

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Andrea Palladino

INCHIESTA. Nel sito di trattamento in provincia di Napoli, trentamila tonnellate di rifiuti attendono da anni lo smaltimento. La Spagna li ha respinti: «Quelle analisi non ci convincono».

Il nome della Germania come possibile meta dei resti della lavorazione dei rifiuti stipati da anni nello Stir in provincia di Napoli è stato annunciato nei giorni scorsi e confermato ieri dalla società incaricata dell’operazione dalla A2A. Ma se è chiaro il paese che dovrebbe accogliere le scorie di Caivano, un silenzio assoluto copre il nome dell’azienda tedesca che si occuperà- nella città di Brema - dello smaltimento.

La sfida di Rubalcaba, nuovo leader del Psoe

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Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MONDO. In Spagna è iniziata la campagna elettorale. Il candidato socialista, che parte sfavorito, ha tenuto il suo primo discorso programmatico che ha ruotato su occupazione, green economy, welfare e qualità della democrazia. Lo ha chiuso con una frase a effetto: «Se non vivi come pensi, finisci per pensare come vivi».

Alfredo Pérez Rubalcaba è da dieci giorni il candidato ufficiale del Partito socialista spagnolo (Psoe) per le elezioni politiche del marzo 2012. L’8 luglio si è dimesso dagli incarichi di ministro dell’Interno e di vicepresidente del Consiglio per impostare una campagna elettorale che per i socialisti assomiglia alla scalata dei Pirenei a bordo di una bicicletta. I sondaggi continuano infatti a dare Mariano Rajoy, candidato premier del Pp (Partito popolare), in testa di ben 10 punti su Rubalcaba.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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