Le cifre della biodiversità. Circa 8,7 milioni di specie

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Alessio Nannini

NATURA. Dopo dieci anni di studi, gli scienziati del progetto Census of Marine Life hanno prodotto una stima degli esseri viventi sul nostro pianeta. Un censimento che potrà favorire la tutela dell’ecosistema.

Conoscere se non l’esatto numero delle specie viventi sul pianeta almeno una stima ben approssimata è, oltre che una curiosità per gli amanti dell’aritmetica, un’esigenza paragonabile al censimento della popolazione: come per la vita di una nazione, sapere la totalità degli abitanti del nostro pianeta favorisce le condizioni per la tutela e il benessere dello stesso.

Cresce l’import illegale di specie in estinzione

Dina Galano

ANIMALI. Il commercio sommerso di esemplari protetti ha raggiunto nel 2010 il valore di tre miliardi di dollari. Ed è boom in Italia di flora e fauna destinate ad alimenti, cosmetici, pellicce e collezionismi.

Che sia per soddisfare semplici stravaganze da collezionisti o interessi imprenditoriali di grandi dimensioni, il commercio illegale di specie protette si conferma un business che non conosce crisi. Ma che, grazie all’implementazione dei mezzi investigativi e alla maggiore interconnessione tra le forze dell’ordine a livello internazionale, oggi è possibile intercettare e quantificare.

Gli elefanti in Africa? Due specie anziché una

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Alessio Nannini

ANIMALI. Uno studio internazionale ha dimostrato che i pachidermi di foresta e di savana hanno un patrimonio genetico diverso fra loro, tanto quanto gli esemplari asiatici e i preistorici mammut.

L'elefante africano di savana e quello di foresta non appartengono alla stessa specie, come si è sempre pensato finora nonostante la diversità nell’aspetto fisico (il primo pesa quasi il doppio del secondo), ma a due ben distinte. Lo afferma uno studio condotto dai ricercatori della Harvard Medical School, dell’Università dell’Illinois, e dell’Università di York in Gran Bretagna, finanziato dalla tedesca Max Planck Gesellschaft e pubblicato ieri dalla rivista internet Public Library of Science Biology..

Il Fratino da tutelare, un’altra specie a rischio di estinzione

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Loris Pietrelli*

BIODIVERSITA'. Questo piccolo uccello corre fra le dune e sulla battigia in cerca di insetti. Se disturbato, si invola solo all’ultimo momento. Ora rischia di scomparire perché l’uomo manomette selvaggiamente il territorio.

Sessantacinque sedie occupate ed in qualche momento della giornata qualcuno appoggiato alle pareti della sala, quaranta contributi scientifici provenienti da tutta l’Italia che lo ospita, due brevi filmati che lo ritraggono simpaticamente con la prole sulla sabbia. Questi sono i numeri che hanno caratterizzato la giornata dedicata a quarantacinque grammi coperti di penne e piume: il Fratino che rischia l’estinzione in molte regioni italiane. Il colore del piumaggio lo rende scarsamente distinguibile dal fondo sabbioso.
 

La nostra piccola Terra è sempre più malata

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Alessio Nannini

RAPPORTO. Il Wwf presenta il Living Planet Report. Peggiora lo stato di un terzo delle specie e l’impatto dell’uomo è raddoppiato rispetto a 100 anni fa. Per fronteggiare lo sviluppo servirebbe la capacità bioproduttiva di un pianeta e mezzo.

Un terzo circa delle specie animali e floreali hanno peggiorato il loro stato conservativo, alcune fra quelle tropicali e viventi nelle nazioni più povere addirittura del 60%; il sistema economico-sociale dei Paesi ricchi pesa sugli ecosistemi di quelli più fragili sempre più, e la pressione antropica, ossia l’impatto dell’uomo sulla natura, è raddoppiata rispetto a mezzo secolo fa.
 

Mediterraneo è biodiversità

Susan Dabbous

INTERVISTA. A colloquio con Roberto Danovaro, uno dei curatori italiani della ricerca: «Oltre alle aree marine protette ci vorrebbero “aree marine profonde”. Negli abissi c’è vita anche a 3.500 metri».

Roberto Danovaro, direttore del dipartimento di Scienze del Mare presso l’Università Politecnica delle Marche, è membro del Consiglio scientifico internazionale del Census of marine life e ha contribuito al censimento mondiale raccogliendo dati dalle acque italiane.

Cittadini degli abissi

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Susan Dabbous

AMBIENTE. Dopo 10 anni di ricerche ecco i risultati del censimento degli Oceani. Sono 230mila le specie. A prevalere sono i crostacei, che rappresentano ben il 19% del totale.

Sei miliardi di esseri umani sulla Terra. Ma sott’acqua quanti pesci ci sono? Alla difficilissima domanda cercherà di rispondere il primo censimento mondiale degli abissi che, dopo 10 anni di ricerche, è giunto alle prime conclusioni. Sono 230mila le diverse specie distribuite nelle 25 aree studiate, di cui solo un decimo sono state catalogate. Perché il lavoro del Census of marine Life (Coml), un progetto che ha visto impegnati 360 ricercatori di tutto il mondo, è solo all’inizio.

Sotto il segno della medusa. Mare Nostrum in pericolo

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Federico Tulli

BIODIVERSITA'. Anche quest’anno le coste del Mediterraneo sono invase da diverse specie voraci di uova e larve di pesce. A rischio l’intero ecosistema marino. Il biologo Silvio Greco: «Colpa di miopi politiche ittiche».

Anche quest’anno è allarme meduse nel Mediterraneo. La Mnemiopsis leidyi, vorace di larve e uova di pesce, è già stata avvistata nella Laguna di Orbetello dove potrebbe avere notevoli ripercussioni sulla pesca. E altre tre nuove specie, tra cui la temibile Pelagia, sono in arrivo risalendo lungo le coste tirreniche e adriatiche dal sud del Mediterraneo.

Lipu, allarme volatili. 190 specie in pericolo

EMERGENZA. Da un rapporto condotto dall’associazione ambientalista, il 12% delle specie mondiali rischia l’estinzione a causa di esemplari esotici, bonifiche di zone umide, inquinamento, distruzione dell’habitat.

Centonovanta specie nel mondo vivono con rischio di estinzione estremamente alto; 372 vivono un rischio molto elevato; 678 sono invece quelle “vulnerabili”. Nel complesso, il 12% delle specie mondiali rischia seriamente l’estinzione. Lo rende noto la LIPU-BirdLife Italia in base ai risultati della nuova Lista Rossa mondiale degli uccelli, redatta da BirdLife International per l’IUCN e resa nota oggi a livello internazionale.
 

Biodiversità incompresa

Mario Tozzi

IN FONDO. E' molto probabile che gli uomini si trovino nel corso della sesta grande estinzione di massa che ha interessato le specie viventi sul pianeta Terra.

E' molto probabile che gli uomini si trovino nel corso della sesta grande estinzione di massa che ha interessato le specie viventi sul pianeta Terra. Noi ricordiamo appena quella dei dinosauri, 65 milioni di anni fa, e delle altre non sappiamo granché.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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