Le scuse non bastano a placare lo scandalo

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Pierpaolo De Lauro

INGHILTERRA. L’inchiesta sulle intercettazioni si allarga, nei guai anche il capo di Scotland Yard. Intanto Murdoch compra intere pagine sulla stampa britannica ed esprime tutto il suo dispiacere.

«We are sorry». Rupert Murdoch si cosparge il capo di cenere e, dopo aver incontrato i parenti di una delle vittime delle intercettazioni illegali, dalle pagine dei tabloid inglesi chiede scusa a tutta la nazione per lo scandalo che ha coinvolto News of the world e che rischia di creare serie conseguenze a tutto il suo impero mediatico. «Siamo spiacenti per tutti gli errori commessi - ha scritto Murdoch nella sua lettera -, per le sofferenze inflitte alle persone e ci scusiamo per non aver agito celermente per far emergere i fatti».
 

Ora cambiare la legge sulla stampa

Gaetano Liardo

INFORMAZIONE. L’ultima, in ordine di tempo, è la minaccia di querela da parte del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, contro Roberto Saviano per il suo monologo sulla ‘ndrangheta in Lombardia durante “Vieni via con me”.

L’ultima, in ordine di tempo, è la minaccia di querela da parte del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, contro Roberto Saviano per il suo monologo sulla ‘ndrangheta in Lombardia durante “Vieni via con me”. Diffamazione, risarcimento del danno, liti “temerarie” e querele costituiscono in Italia una sorta di cocktail che impedisce ai giornalisti di fare fino in fondo il proprio mestiere. Direttori, giuristi e avvocati ne hanno discusso ieri a Roma nel convegno promosso da Libera Informazione e dalla Federazione della stampa.

Morrione: basta veleni

Vincenzo Mulè

INTERVISTA. Dopo l’attacco di ieri da Il Giornale, Fini ha annunciato che della questione investirà l’ordine dei giornalisti. Per il direttore di Liberainformazione, è proprio la notizia la prima vittima dello scontro.

Veleni e dossier. A volte costruiti ad arte. A volte no. A volte veicolati attraverso la grande stampa (di famiglia) a volte affidati ad altri circuiti. Tutti però con l’intento di affossare il nemico di turno. In un ring in cui tutto è consentito e dove non esiste più la distinzione tra pubblico e privato.
 

L’Italia del silenzio stampa

Susan Dabbous

LEGGE BAVAGLIO. Niente giornali in edicola, siti non aggiornati ed edizioni essenziali nei telegiornali. Ecco tutte le motivazioni dello sciopero dei cronisti contro il ddl intercettazioni e i tagli della finanziaria.

Pochissimi giornali in edicola (cinque testate), servizi scarni e senza immagini nei principali telegiornali, scalette ridotte all’osso alla radio. Siti non aggiornati. È questa l’Italia del silenzio stampa che è andata in scena ieri. Una giornata all’insegna del “NO” al ddl intercettazioni, ormai ribattezzato legge bavaglio. Una partecipazione enorme, di cui ha ampiamente parlato la stampa estera (Bbc e Le monde) per far amplificare un silenzio assordante.
 

La legge bavaglio in Campania

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Francesco Iacotucci (Terra Campania)

ANALISI. Da Acerra a Terzigno sono tanti gli esempi di come nella nostra regione stampa e informazione sono state depotenziate.

In Campania, la regione principe in Italia per reati ambientali, la legge bavaglio impedirà l’uso delle intercettazioni nei casi di traffico illecito di rifiuti. Le già spuntate armi della giustizia per i reati ambientali così risulteranno ancora più inutili ed impotenti, c’è di buono che per i prossimi anni avremo meno reati ambientali individuati e, come si suol dire, occhio non vede, cuore non duole.

La protesta è in bianco e nero

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Dina Galano

INTERCETTAZIONI. Il giorno successivo al sì del Senato al disegno di legge, partiti e piazza sono in agitazione. Pagine vuote sui quotidiani, braccia fasciate in segno di lutto. Mentre si prepara una mobilitazione unitaria.

Invocato il dovere alla disobbedienza civile, si allarga la mobilitazione. L’approvazione del disegno di legge sulle intercettazioni da parte del Senato ha riacceso gli animi di tutte le categorie colpite aprendo una stagione di opposizione che coinvolgerà la piazza, assicurano tutti. L’obiettivo è mantenere alta la guardia, almeno fino alla discussione a Montecitorio del provvedimento che ora giace in commissione Giustizia alla Camera per un nuovo esame.

Bufale in prima pagina

Alberto Fiorillo (portavoce di Legambiente)

ANALISI. L’informazione ambientale in Italia se la passa male, gravata dagli stessi acciacchi di cui soffre l’informazione in generale. Tra conflitti di interesse, ricerca di scoop, pigrizia e superficialità, come guarire?

Quest’inverno Il Giornale ha utilizzato una pagina intera, firmata dal professor Franco Battaglia, per smentire le fesserie degli ambientalisti e assicurare che il global warming darà vita a un mondo migliore: meno cataclismi naturali, crollo delle morti per freddo, aumento della produzione agricola, riduzione della fame. E questo clima meno rigido – conclude Battaglia – metterà tutti di buonumore.

Anni bui per l’editoria

Alessandro De Pascale

RAPPORTO. La Fieg ha presentato i dati sul biennio 2007-2009. Torna d’attualità il conflitto di interessi. Attacco frontale al governo: «Misure punitive» e «impegni disattesi», con le riforme «rimaste lettera morta».

La stampa italiana sta attraversando, nell’ultimo biennio, una crisi «tra le più acute della sua lunga storia». Tutti gli indicatori sono in calo: pubblicità, fatturato e margine operativo lordo. Anche gli incassi complessivi hanno subito un «forte arretramento», a causa del crollo degli inserzionisti e delle vendite. A dirlo è la Federazione italiana degli editori di giornali (Fieg) che ieri mattina ha presentato alla Camera il rapporto sulla stampa in Italia.
 

Newspaper movie, se il cinema ama la denuncia

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Puck

CINEMA. Oggi che, in Italia, il giornalismo vive un momento drammatico e la volontà di sedarlo sta raggiungendo gli esiti di una disperante eutanasia, ci piace pensare a tutte le volte in cui l’argomento “stampa” è stato trattato dal cinema.

Oggi che, in Italia, il giornalismo vive un momento drammatico e la volontà di sedarlo sta raggiungendo gli esiti di una disperante eutanasia, ci piace pensare a tutte le volte in cui l’argomento “stampa” è stato trattato dal cinema.
 

Sospesi sul filo della proroga

Dina Galano

EDITORIA. Quell’emendamento, a firma bipartisan, che rinvia al 2012 i tagli al settore dell’editoria deve essere inserito nel “milleproroghe”. Questo è l’auspicio, o meglio l’ultimatum, formulato ieri dalla Federazione nazionale della stampa e da alcuni parlamentari di maggioranza e opposizione.

Quell’emendamento, a firma bipartisan, che rinvia al 2012 i tagli al settore dell’editoria deve essere inserito nel “milleproroghe”. Questo è l’auspicio, o meglio l’ultimatum, formulato ieri dalla Federazione nazionale della stampa e da alcuni parlamentari di maggioranza e opposizione.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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