Stati Uniti, una donna su quattro subisce violenze

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Susan Dabbous

DOSSIER. Il Centro nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie Usa pubblica i dati sugli abusi: sono più di 12 milioni le persone oggetto di aggressioni fisiche e persecuzioni.

Botte, lividi, lacrime, paura, a volte stupro e persino la morte. Sono sempre di più le donne che negli Stati Uniti subiscono violenze e, come accade nel resto del mondo, l’incubo si consuma tra le mura domestiche. Una donna su quattro viene picchiata, presa a calci o aggredita in altri modi dal partner, Il 20 per cento ha persino subito uno stupro.È quanto emerge da un sondaggio telefonico sulla violenza domestica del Centro nazionale statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc).

Più lo mandi giù più ti salva la pelle

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Federico Tulli

MEDICINA. Bastano tre tazze di caffè al giorno per ridurre il rischio di tumori all’epidermide. Sono le conclusioni di uno studio ventennale condotto negli Stati Uniti su un campione di migliaia di persone.

Unica controindicazione: qualche notte insonni. Sembra proprio una classica scoperta sensazionale quanto è stato rilevato dai ricercatori del Brigham and Women Hospital e della Harvard Medical School statunitense nel mettere insieme i dati sul consumo di caffè e lo sviluppo delle più comuni forme di tumore alla pelle.

La guerra non dichiarata tra Pakistan e Stati uniti

Emanuele Giordana

GEOPOLITICA. L'approvazione di un pacchetto di aiuti economici per un miliardo di dollari che foraggia il Counter-Insurgency Capability Fund contiene una postilla che obbliga ad un atteggiamento più duro contro i talebani.

Al Senato americano è stato votato alcuni giorni fa un pacchetto di aiuti economici al Pakistan per un miliardo che foraggia il Pakistan Counter-insurgency Capability Fund. L’approvazione però contiene una postilla che condiziona l’aiuto a un più duro atteggiamento del Pakistan contro il cosiddetto Haqqani network, la fazione talebana più vicina ad Al Qaeda. Gli americani, che sul Pakistan hanno usato a volte il pungo di ferro, a volta il guanto di velluto, sembrano adesso molto intenzionati a privilegiare il primo.

Comincia la battaglia per lo Stato palestinese

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Gianna Pontecorboli

NAZIONI UNITE. L’Assemblea generale dell’Onu ha affrontato grandi temi globali, dalla salute all’ambiente. Ma l’attenzione è rivolta alla richiesta della Palestina. Osteggiata dagli Stati Uniti.

Un’Assemblea Generale a due facce. Una, ben nota e conosciuta, con la consueta parata di capi di Stato e premier impegnati a parlare dei problemi politici del giorno. Una seconda, meno seguita da cronisti e telecamere, ma voluta con costanza e con energia dal segretario generale Ban Ki-moon e altrettanto importante, in definitiva, per la popolazione del pianeta. Da quando si è aperta ufficialmente, lunedi, la grande riunione annuale dei rappresentanti di 193 paesi si è dimostrata, quest’anno, diversa dalle sue edizioni precedenti.

Il reality di Al Gore sul clima spiega la verità sulle catastrofi

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. Sul sito www.climaterealityproject.org il documentario prodotto dall’ex candidato alla Casa Bianca illustra i legami tra emergenze climatiche e ruolo dei gas serra.

Appena leggete questa notizia collegatevi subito a internet. Inizia un reality lungo 24 ore su scala globale. Protagonisti: la terra e la scienza climatica. Si chiama Climate Reality (la verità sul clima) ed è la nuova creazione dell’ex candidato presidenziale Al Gore, divenuto famoso per il suo documentario sui cambiamenti climatici, Una scomoda verità.

Soldi cinesi o è meglio il protezionismo?

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Luca Bonaccorsi

ECONOMIA. Il trasferimento delle fabbriche europee e americane è una delle cause fondamentali dietro la crisi del debito. Forse è ora di ripensare il modello che ha desertificato i distretti industriali occidentali.

Ha eccitato la fantasia dei cronisti l’indiscrezione del Financial Times di ieri, secondo la quale emissari del governo Tremonti sono andati a chiedere al Partito comunista cinese (in una delle sue emanazioni “rivoluzionarie”, tipo il fondo d’investimenti China Investment Corporation) di comprare un po’ di titoli di Stato per sostenerne le quotazioni. In fondo, avrà pensato qualcuno al governo, con tutte le fabbriche che abbiamo smontato e trasferito da voi ce lo meriteremo pure qualche prestito?

E se non fosse vero? L’America se lo chiede

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Alessio Nannini

INTERROGATIVI. La versione ufficiale non convince tutti. Breve viaggio nella teoria del complotto.

Quella dei cinque israeliani danzanti, già detta così, sembra una storiella da racconto giallo d’appendice. Siamo a Manhattan e il giorno è il famoso undici settembre. Una cameriera messicana fa caso a delle persone che in strada scattano fotografie con la tragedia quale sfondo; quelli però sorridono e fanno gesti così contrari al comune sentire del momento che la signora prende il numero di targa del loro furgone e lo comunica alla polizia. Il veicolo viene fermato. Appartiene a una ditta di trasporti, la Urban Moving Systems.

Gli Usa davanti al fantasma di Bin Laden e della recessione

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. Nel suo piano da 447 miliardi per l’occupazione Obama promette: «Con giusti incentivi costruiremo automobili efficienti». Cresce il timore per l’anniversario dell’11 settembre.

Un anniversario che al Qaeda potrebbe non farsi sfuggire. Per questo il livello d’allerta negli Stati Uniti è altissimo, soprattutto a Washington e a New York. A far alzare la guardia sono stati tre sospetti, tra cui un cittadino americano, arrivati dall’Afghanistan, che avrebbero potuto «porre in atto un attentato con un veicolo-bomba».

A New York in 5 milioni. Dieci anni da ricordare

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. L’America celebra le sue vittime. E mentre il presidente Obama ripercorre i luoghi simbolo dell’11 settembre nella Capitale e nelle grandi città s’inaspriscono le misure di sicurezza.

«Questo weekend ci riuniamo per il decimo anniversario dell’attacco dell’11 settembre. Ricorderemo le vite che abbiamo perso, quasi 3000 uomini, donne e bambini innocenti. E riaffermeremo il nostro impegno a preservare la loro memoria.» Obama nel suo messaggio solenne alla nazione di sabato appare commosso. «Onoreremo l’eroismo dei soccorritori che hanno messo a rischio – o perso – la propria vita per salvare altri cittadini. Voglio ringraziare i militari e le loro famiglie. Tutti membri della nostra straordinaria Generazione 9/11».

Traffici di uranio. Gli Usa contro le politiche italiane

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Alessandro De Pascale

WIKILEAKS. Per ben sei anni gli Stati Uniti hanno chiesto all’Italia di dotare i nostri porti di scanner per misurare la radioattività, preoccupati dall’attività delle ecomafie. Lo rivelano tre cable.

L'Italia al centro del contrabbando di rifiuti radioattivi. I traffici della nostra criminalità organizzata sono ritenuti una possibile minaccia dagli Stati Uniti. Lo rivelano numerosi cable «riservati», diffusi da Wikileaks, dai quali emerge il pressing di Washington per convincere il governo italiano a dotare i nostri porti di speciali scanner che possano controllare tutti i container in transito e rilevare eventuali radiazioni.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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