Hanno sfidato la mafia. Ma lo Stato li dimentica

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Vincenzo Mulè

FOCUS. Secondo l’ultima relazione al Parlamento italiano nel 2008, nel nostro Paese sono poco più di 70 i testimoni di giustizia. L’accusa di Angela Napoli: «Sono considerati dei pesi».

Sono poco più di 70 in tutta Italia, ma per lo Stato è come se non esistessero. A volte sopportati, a volte dimenticati del tutto: sono i testimoni di giustizia. Cittadini italiani che hanno scelto di combattere la criminalità senza esserne mai stati organici, al contrario dei collaboratori al quale è stato equiparato fino al 2001, quando una legge dello Stato ne ha riconosciuto lo status, prevedendo misure di tutela e assistenza. Si tratta di cittadini che hanno visto cambiare in maniera radicale la loro vita in seguito alla loro scelta.

In una lettera a Scalfaro le chiavi della trattativa

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Vincenzo Mulè

MAFIA. Nel 1993 i familiari di alcuni boss scrissero al Presidente della Repubblica per chiedere l’attenuazione del 41 bis. Tra i destinatari della missiva, però, si scorge anche altro.

Esiste una prima black list. È contenuta in una lettera dai contenuti minacciosi inviata nel febbraio del 1993 all’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. A scriverla sono i familiari di alcuni detenuti sottoposti al regime del 41 bis. Nella missiva si contestano i trattamenti inumani nel carcere nell’isola di Pianosa, pretendendo l’attenuazione del regime carcerario per i loro congiunti.

Ustica, tutte le prove dimenticate dallo Stato

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Vincenzo Mulè

INCHIESTA. «I generali dell’Aeronautica furono assolti» afferma Giovanardi. Quello che non dice è che intervenì la prescrizione. Lo ricorda l’atto alla base della sentenza di Palermo.

Esiste una giustizia buona ed è quella che sentenzia quello che piace ai diretti interessati. Però, esiste anche una giustizia cattiva, ossia quella che va contro le nostre convinzioni. Nella ricerca della verità sulla strage di Ustica, sembrerebbe essere questa la regola vigente.

La sentenza di Cagliari: Melis ucciso dallo Stato

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Marco De Vidi

URANIO IMPOVERITO. Il ministero della Difesa è stato condannato a risarcire 584mila euro alla famiglia del caporale morto nel 2004. Aveva fatto parte del contingente Nato in missione nei Balcani.

Ucciso da un linfoma a 27 anni per colpa dello Stato che rappresentava durante la missione Nato in Kosovo. La sentenza del Tribunale di Cagliari non lascia spazio a dubbi di sorta: Valery Melis, caporalmaggiore di Quartu Sant’Elena in provincia di Cagliari, contaminato dall’uranio impoverito utilizzato nei Balcani a fine anni Novanta, colpito dal linfoma di Hodkin e deceduto nel 2004 dopo una lunga agonia, è morto a causa della negligenza del ministero della Difesa.

Sotto attacco i beni confiscati alla camorra

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Vincenzo Mulè

CASERTA. Negli stessi giorni in cui si svolge il Festival dell’impegno civile, le cooperative che gestiscono i terreni sottratti alla criminalità denunciano le pressioni operate da Stato e mafia.

C'è un modello Caserta lontano da quello strombazzato dal governo. Di questo, e anche di altro. si discute in questi giorni in Campania, dove è in corso la quarta edizione del festival dell’impegno civile, rassegna che si svolge interamente in terreni confiscati alla camorra. Il modello Caserta in questione è quello che vede sotto attacco proprio i beni sottratti alla criminalità organizzata. Un’azione che ha visto in prima linea i rappresentanti locali delle istituzioni.

I Servizi, Ilaria e il filo rosso della nostra storia

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Vincenzo Mulè

MEMORIA. Un tratto comune attraversa gli eventi più dolorosi della nostra democrazia. E vede sempre parti deviate dello Stato recitare un ruolo da protagonista. A discapito della verità.

C'è un tratto comune che unisce molti dei misteri della nostra storia più recente. Ne sono convinti gli organizzatori del premio Ilaria Alpi, giunto quest’anno alla 17esima edizione. C’è da dire che la cronaca di strettissima attualità sembra dare ragione a questa ipotesi con l’arresto di Luigi Bisignani, l’uomo d’affari al centro di mille trame oscure. Un colloquio lungo e fitto, che potremmo far partire dal lontano 1974, e arrivato fino alla più stretta attualità.

Prove di dialogo tra Stato e Cosa nostra

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Norma Ferrara (libera informazione)

TRATTATIVA. Un documento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del 1994 spiega quando e perché vennero revocati i provvedimenti di carcere duro per i mafiosi nel biennio stragista.
 

Diciotto anni dopo dall’archivio ministeriali riemergono tracce di quei documenti che indirizzarono le politiche in materia di lotta alla mafia nel delicatissimo biennio delle stragi. Una relazione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria correlata all’azione di revoca del 41 bis è stata depositata presso il Tribunale di Firenze due settimane fa in merito alle decisioni prese fra il 1993 e il 1994.
 

Via Palestro, la verità secondo Spatuzza

Norma Ferrara (libera informazione)

STRAGI. Iscrizione nel registro degli indagati per l’ultimo responsabile dell’attentato a Milano. La procura di Caltanissetta: «Pronto fra quindici giorni un dossier su via d’Amelio».

Il summit che decise la strage di via Palestro si sarebbe tenuto in un’abitazione di corso dei Mille a Milano fra i boss Cosimo Lo Nigro, Francesco Giuliano, Giovanni Formoso e i fratelli Tutino. Lo racconta ai pm milanesi  Gaspare Spatuzza, collaboratore di giustizia che ha permesso con le sue dichiarazioni la riapertura delle indagini sulla strage di via D’Amelio.
 

Laicità sotto attacco

Federico Tulli

DIRITTI. Conto alla rovescia per la discussione della proposta di legge sul testamento biologico. Un testo fortemente ideologico che mette a dura prova uno dei principi fondanti dello Stato.

Il recente rapporto sullo stato della secolarizzazione in Italia redatto da Critica liberale in collaborazione con Cgil Nuovi diritti restituisce l’immagine di un Paese affetto da un «santo paradosso».

Trattativa Stato-Zagaria. Interviene il Parlamento

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Giorgio Mottola

RIFIUTI. Dopo le rivelazioni del Mattino e di Terra, anche il Copasir e la Commissione Antimafia si occuperanno a breve del “patto”. Raffaele Cantone: «La latitanza del boss è finora inspiegabile».

La Commissione Antimafia e il Copasir, il Comitato di controllo sui servizi segreti, saranno convocati d’urgenza per affrontare il tema della presunta trattativa tra Stato e camorra in Campania. Dopo le rivelazioni pubblicate dal Mattino e da Terra sul rapporto tra  servizi segreti e clan dei Casalesi nell’ambito dell’emergenza rifiuti, potrbbe quindi aprirsi un’indagine da parte delle commissioni parlamentari competenti.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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