Stefano Cucchi

Morti sospette, in Senato l’appello delle famiglie

Dina Galano
carcere.jpg
CARCERE. I parenti dei detenuti chiedono l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta. Intanto in Aula inizia l’esame delle mozioni sull’emergenza penitenziaria.

Quando lo Stato sbaglia, deve anche ripagare i suoi errori. Su questa convinzione l’associazione “Il detenuto ignoto” ha riunito ieri al Senato i familiari delle vittime del carcere, proprio nel giorno in cui a Palazzo Madama è iniziata la discussione sulle mozioni sull’emergenza penitenziaria. I detenuti che hanno perso la vita in circostanze sospette durante la reclusione sono davvero troppi: negli ultimi dieci anni oltre 500 i suicidi e altrettanti i casi sui quali la magistratura ha aperto un’inchiesta.
 

Leggi tutto

La giustizia sotto terra

Vincenzo Mulè
stefano-cucchi.jpg
MORTE CUCCHI. Omicidio preterintenzionale è il capo di imputazione per i tre agenti di polizia penitenziaria che avrebbero pestato il ragazzo.

Pestato nei sotterranei del Tribunale di Roma prima dell’udienza di convalida dell’arresto. È questa la conclusione a cui sono giunti gli inquirenti circa la morte di Stefano Cucchi, l’uomo di 31 anni deceduto il 22 ottobre al Sandro Pertini, dopo essere stato arrestato per droga il 15 ottobre.

Leggi tutto

Caso Lonzi, le ferite riaperte fanno più male

Diego Carmignani
lonzi.jpg
GIUSTIZIA. Presente oggi al congresso dei Radicali di Chianciano, Maria Ciuffi chiede giustizia per il figlio Marcello, deceduto nel carcere di Livorno 6 anni fa. Dopo la vicenda Cucchi, la madre ha scritto ad Alfano. Senza successo

La seconda giornata del congresso dei Radicali italiani si arricchisce di una voce importante. Non di un politico, ma di una donna che rivolge alle istituzioni presenti un appello rimasto finora inascoltato. Maria Ciuffi è la madre di Marcello Lonzi, deceduto il 12 luglio 2003 nel carcere delle Sughere di Livorno. Agli arresti per tentato furto e a quattro mesi dal rilascio, il ventinovenne moriva in circostanze dubbie. La prima autopsia indicava in una aritmia maligna la causa più probabile.

Leggi tutto

Cucchi e i soliti sospetti

Rossella Anitori
CARCERE. Ogni anno nei penitenziari italiani muoiono in media 150 detenuti. Spesso sono decessi naturali per “cause da accertare” o suicidi.

Il caso Cucchi non è isolato. Di carcere si muore tutti i giorni e spesso le circostanze del decesso non appaiono chiare, le versioni ufficiali non corrispondono alla verità o la raccontano parzialmente. Morti per “infarto” con la testa spaccata o “suicidi” con il corpo ricoperto di ematomi, costole spezzate, lesioni ed emorragie interne. È quanto emerge dalle cronache, dalle perizie e dalle fotografie nei casi in cui è stato possibile documentare.
 

Leggi tutto

Cucchi: la versione di Giovanardi

Andrea Boraschi
stefano-cucchi.jpg
GIUSTIZIA. Secondo il sottosegretario alle politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile Carlo Giovanardi, Stefano Cucchi è morto perché anoressico.

Stefano Cucchi è morto perché anoressico. Lo ha spiegato il sottosegretario alle politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile Carlo Giovanardi.

Leggi tutto

Giustizia per Cucchi

Luigi Menichilli
cucchi.jpg
MANIFESTAZIONE. Oggi un corteo a Roma per chiedere «verità e giustizia» per il giovane deceduto nel reparto carcerario dell’ospedale Pertini, sei giorni dopo l’arresto per pochi grammi di droga.

A due settimane dalla morte di Stefano Cucchi sono ancora troppe le ombre che avvolgono la vicenda. Oggi un corteo a Roma per chiedere «verità e giustizia» per il giovane romano, deceduto il 22 ottobre nel reparto carcerario dell’ospedale Pertini, sei giorni dopo l’arresto per pochi grammi di hascisc.

Leggi tutto

Gli orrori dimenticati

Giacomo Russo Spena
carcere.jpg
DENUNCE. Solo negli ultimi anni sono decine i casi accertati di soprusi nelle nostre carceri. A Biella è stata scoperta una “cella liscia” dove i reclusi sarebbero stati colpiti con violenti getti d’acqua. Un ex medico: alle Vallette pestaggi organizzati.

«Mettiti in ginocchio, prega la Madonna e bacia la bandiera italiana». Sarebbero questi gli ordini diretti a B. M., detenuto marocchino, da otto agenti di polizia penitenziaria rinviati a giudizio per violenza privata. è il marzo 2006, casa circondariale di Nuoro. Non è un episodio isolato. Anzi. Analizzando la situazione penitenziaria degli ultimi anni si ottiene un dossier infinito che evidenzia testimonianze, accertate, di “maltrattamenti” e casi di tortura.

Leggi tutto

Carcere e malattia mentale Quelle parole impronunciabili

Luca Bonaccorsi
TABÙ. Stefano Cucchi e Diana Blefari erano malati e necessitavano di cure. Che sono colpevolmente mancate. Ma chi deve stare nelle carceri? Perché sono piene di poveracci e malati? Colpe e ambiguità della cultura progressista.

Dopo la morte, anzi l’omicidio, di Stefano Cucchi e il suicidio di Diana Blefari, l’Italia forse si ritrova (finalmente?) a guardare nelle sue galere. Non i soliti Radicali, che le prigioni le visitano dai tempi di Beccaria, ma l’Italia tutta. Per un attimo. E, come sulla vicenda Marrazzo, quando è toccato nelle viscere, il Paese reagisce visceralmente. In certa sinistra è già partito il riflesso tipo: «Se vedi un punto nero... ».

Leggi tutto

Il dovere della verità

Paolo Cento
cucchi.jpg
DIRITTI. Oggi il ministro Alfano riferirà in Senato sul caso della morte di Stefano Cucchi, avvenuta in circostanze ancora non chiarite. Un’occasione preziosa per fornire risposte certe e non fumose repliche burocratiche. Domani fiaccolata a Roma.

Il suicidio di Diana Blefari, la morte di Stefano Cucchi: due casi assolutamente diversi per la storia delle vittime e per le modalità in cui hanno perso la vita ma che sembrano essere uniti dall’incapacità dello Stato e delle sue istituzioni di garantire la vita e la salute delle persone di cui, per fatti giudiziari, ha piena potestà.

Leggi tutto

Massacrato di botte

Rossella Anitori
stefano-cucchi.jpg
DENUNCIA. Il caso di Stefano Cucchi arriva al Senato. Una conferenza stampa organizzata dall’associazione "A buon diritto" per far luce sulla morte del giovane entrato in carcere il 15 ottobre e uscito senza vita dopo una settimana.

Irriconoscibile. Il volto completamente tumefatto, lividi ovunque. L’occhio destro rientrato nell’orbita, l’arcata sopraccigliare sinistra gonfia, la mascella destra fratturata. Il cadavere di Stefano Cucchi mostra evidenti e inconfutabili segni di violenza. I familiari hanno scelto di divulgare le immagini che ritraggono il corpo del ragazzo com’era sette giorni dopo l’arresto.

Leggi tutto