Albano, una discarica stracolma di problemi

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Rossella Anitori

RIFIUTI. Il nuovo invaso per lo stoccaggio dell’immondizia in provincia di Roma è al vaglio dei giudici, ma i camion cominceranno a riempirlo di pattume da domani. Oggi sit-in di protesta.

Una buca grande come quattro campi da calcio, profonda trentacinque metri e una lista di problemi. Il nuovo invaso della discarica di Albano, in provincia di Roma, di proprietà del magnate dell’immondizia Manlio Cerroni, monopolista della gestione dei rifiuti nel Lazio, è pronto, o almeno si fa per dire. Le obiezioni sollevate dai comitati cittadini che hanno fatto luce sul progetto portato a termine dalla Pontina ambiente srl sono infatti al vaglio dei giudici. Che non si esprimeranno però prima di settembre.

La catastrofe delle ecoballe

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Giulio Finotti

EMERGENZA I siti di stoccaggio del casertano sono ancora in attesa di bonifica. E ora la Commissione Europea vuole conoscere la sorte dei 10 milioni di tonnellate d’immondizia impacchettata, rimasti lì a marcire da anni

Qual è la situazione attuale di quella che tutto il mondo ha conosciuto come l’emergenza rifiuti napoletana? Come stanno veramente le cose? è questo il quesito che tanti in questo periodo si pongono. Per provare a dare una risposta si deve passare obbligatoriamente per le campagne della provincia di Caserta. Terreni agricoli di pregio, sotto qualsiasi punto di vista. Scelti per la bellezza e la biodiversità durante l’impero romano, dai senatori, per trascorrevi periodi di vacanze, le terre casertane sono ricche di acque e fertilissime per le coltivazioni.

La Biennale, stoccaggio e recupero

Maria Fiano (Terra a Nordest; www.rebiennale.org)

STORIA. Nel 2008 il gruppo di re-biennale (architetti, studenti, artisti e artigiani) prepara la documentazione per la catalogazione dei materiali utilizzati.

Ci sono storie che per raccontarle e comprenderle meglio bisogna raccontarle dalla fine e poi procedere per flash-back, anticipazioni e ritorni altrimenti si rischiano di perdere intrecci, implicazioni e potenzialità. E’ così per il progetto di re-biennale. Bisogna partire dalla fine. Ad esempio sfogliando le pagine di Second Life: una sorta di catalogo in continuo aggiornamento delle seconde vite di un oggetto, più in generale di differenti materiali.

Metano, i rischi del gas naturale

Ylenia Sina

TERRITORIO. I comitati della provincia di Cremona si attivano contro la realizzazione di un’area di stoccaggio.

Bordolano. In questo paese a ridosso del fiume Oglio, a pochi chilometri da Cremona, sta per essere approvato un mega centro di stoccaggio di metano. E l’attivazione dei motocompressori dell’Area pozzi, in fase di avviamento, nonostante dichiarazioni ufficiali smentiscano siano propedeutiche all’inizio dei lavori della centrale, per la quale non è ancora stata concessa la Via, non rassicurano di certo la cittadinanza di fronte al progetto presentato dalla Stogit spa, società del gruppo Eni.
 

Ecco il Rapporto Enea. Crisi nera per il clima

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Simonetta Lombardo

ENERGIA Nel breve periodo crollano consumi e inquinamento, ma anche gli investimenti verdi sono destinati a una diminuzione. Più di quanto non succederà alle fonti fossili.

 

Nucleare e stoccaggio diventano tecnologie utili contro le emissioni

Simonetta Lombardo

IL DOSSIER Efficienza e rinnovabili pesano per il 70 per cento sulla ricetta per difendere il pianeta.

 

Arriva lo stoccaggio di carbonio

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Simonetta Lombardo

INNOVAZIONI.
— Se ne parla sempre più frequentemente nei summit internazionali; aziende e governi fanno a gara per sostenerla come soluzione al problema del cambiamento climatico. È la Carbon capture and storage (Ccs). —

Nei negoziati climatici in corso a Bonn se ne parla. Gli ambientalisti chiedono che le riduzioni di emissioni di gas che alterano il clima siano fatte senza ricorrervi. Come il leggendario coniglio dal cappello, la cattura e stoccaggio del carbonio è una tecnologia spuntata all’improvviso in testa alla lista di soluzioni al cambiamento climatico.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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