Radici, all’origine del nuovo Belpaese

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Pierpaolo De Lauro

TV. Su RaiTre quattro documentari firmati da Davide Demichelis, raccontano un lato diverso dell’immigrazione. Un viaggio a ritroso alla scoperta di Paesi, sogni e storie di chi cerca un futuro.

Nei palinsesti Rai si respira già aria di vacanza. Prima ancora dell’inizio dell’estate l’offerta latita e le repliche sembrano pronte a prendere il via prima di Agosto. Eppure qualche bagliore c’è ancora, seppur in seconda serata e, ovviamente, su Rai Tre. La bella scoperta di inizio estate si chiama Radici e va in onda il venerdì alla 23.35 su RaiTre. Solo quattro le puntate previste che hanno avuto il loro inizio lo scorso 10 giugno per concludersi il primo luglio.

I sogni di Anna, giovane romena senza speranza

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Vincenzo Ammaliato

ROMANIA. Un viaggio attraverso la vita d’ogni giorno di una ragazza di Timisoara. Tra desideri, disillusioni e difficoltà economiche, sceglie di non andarsene all’estero. In controtendenza con molti suoi connazionali.

Anna ha ventotto anni e vive in un piccolo appartamento al centro di Timisoara nei pressi di piazza Unirii. è carina, ben vestita, capelli biondi appena pettinati dal parrucchiere, e un make up deciso. Studia economia all’università cittadina, ma più che fare conti e analizzare indici di mercato le piacerebbe diventare una cantante di successo.

Abu Shadi, l’ultimo cantastorie di Damasco

Susan Dabbous da Damasco

CULTURA. Si agita da un trono di un caffè della città vecchia. Racconta le gesta del sultano Zaer Beybars e del guerriero poeta Antar. «Questo mestiere sparirà con me quando passerò a miglior vita».

«Un giorno un re chiese a un mercante di portagli la più bella storia del mondo. L’uomo mandò subito i suoi schiavi a cercare questa strana merce. Tra loro uno esaudì il suo desiderio trovando un vecchio seduto su un trono in un caffè di Damasco che raccontava vicende incredibili».

V.G.: trasferito transitorio

Simona Filippi

DIFENSORE CIVICO. A luglio vi avevamo raccontato della vicenda di V.G. e di tutti quei detenuti che come lui chiedono garantito il loro diritto a trascorrere il periodo di detenzione vicino ai familiari.

A luglio vi avevamo raccontato della vicenda di V.G. e di tutti quei detenuti che come lui chiedono garantito il loro diritto a trascorrere il periodo di detenzione vicino ai familiari. Sono più di dieci anni che V. gira per gli istituti penitenziari e mai, se non per periodi brevissimi, si è trovato in un carcere vicino alla famiglia. V. ha presentato decine di istanze di trasferimento, sempre rigettate con risposte spesso ricorrenti, offerte in poche righe di linguaggio burocratese di cui è difficile, a volte impossibile, comprenderne il senso.

Vivere e sopravvivere ai bordi della péripherique

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Bruno Picozzi

FRANCIA. Storie di ordinaria povertà a St Ouen, una delle zone più disagiate e meno conosciute di Parigi. Tra giovani attivisti, artisti squattrinati, studenti Erasmus ed immigrati provenienti dal Maghreb e dai Caraibi.

Il 105 di Boulevard Victor Hugo a St Ouen è null’altro che un cancello arrugginito infossato tra palazzi anonimi, su una strada anonima, poche centinaia di metri all’esterno della péripherique di Parigi. Anni fa fu Gabrielle, Gabi per gli amici, a scoprire il portone d’ingresso lasciato socchiuso dal passaggio dei ladri.

V. G.: trasferitelo

Simona Filippi

DIFENSORE CIVICO. Davanti alla emergenza sovraffollamento, è sempre più difficile occuparsi di quelle migliaia di detenuti che chiedono garantito il Principio di territorializzazione della pena.

Davanti alla emergenza sovraffollamento, è sempre più difficile occuparsi di quelle migliaia di detenuti che chiedono garantito il Principio di territorializzazione della pena. Nonostante quanto previsto dalla legge penitenziaria, il trasferimento per avvicinamento familiare è sempre più “privilegio” di pochi spesso utilizzato come strumento disciplinare e in ogni caso rimesso alla totale discrezionalità dell’amministrazione penitenziaria.

Ingiustizie di ieri e di oggi

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Francesco Iacotucci (Terra Campania)

IL CASO. Raccontiamo la storia di Camigliano e Pianura, due storie molto diverse tra loro ma unite dal silenzio in cui sono avvolte.

Nella provincia di Caserta in cui la Tarsu è la più alta d’Italia c’è un paesino, Camigliano che negli anni è diventato un esempio per una gestione virtuosa dei rifiuti, con percentuali di riciclo ragguardevoli (65%), ma anche favorendo progetti di riduzione dei rifiuti a monte e degli imballaggi, con il risultato incredibile per questa regione di mantenere inalterata la tarsu in questi ultimi 4 anni.
 

Non basta la pena?

Flavia Fornari

DIFENSORE CIVICO. Torniamo a scrivere di un caso già trattato, che con il passare dei mesi si fa sempre più drammatico e che rischia di avere conseguenze irreversibili.

Torniamo a scrivere di un caso già trattato, che con il passare dei mesi si fa sempre più drammatico e che rischia di avere conseguenze irreversibili. Alberto era già con un piede fuori dal carcere, lavorava all’esterno ex articolo 21 O.P. in un istituto del Nord Italia. Una sera, gravissimo errore di cui si pentirà amaramente, non rientra in istituto e si avvia un procedimento per evasione.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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