Sono cinque milioni. Tra arrivi e ritorni nell’irregolarità

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Dina Galano

IMMIGRATI. Invariato il numero di stranieri regolari presenti in Italia. Anche per colpa della crisi. Tutti i numeri del dossier Caritas-Migrantes.

Il numero degli stranieri regolari presenti in Italia è fermo a quota 5 milioni. Le piccole oscillazioni quantitative, dovute per lo più all’intensità di alcuni flussi migratori temporalmente circoscritti, non hanno modificato il quadro complessivo. Il 2010, svela l’undicesimo rapporto sull’immigrazione pubblicato ieri da Caritas e fondazione Migrantes, ha conosciuto lo stesso apporto in termini di arricchimento demografico, economico, pensionistico, sociale e culturale offerto dagli stranieri negli anni passati. Nonostante la crisi.

Niente pillole siamo migranti

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Federico Tulli

SANITA'. Secondo uno studio della Società italiana di farmacia ospedaliera, i cinque milioni di stranieri residenti in Italia pesano solo per il due per cento sulla spesa farmaceutica globale.

Lavoratori infaticabili e in buona salute, i migranti che vivono in Italia farebbero la felicità di qualsiasi ministro dell’Economia (e della Sanità) del pianeta. Producono l’11,1 per cento della ricchezza nazionale, pur essendo solo il 7,2 per cento dei cittadini residenti, e incidono solo per il due per cento sulla spesa farmacologica globale.

Braccia e cervelli cercasi. Il governo recluta gli stranieri

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Bruno Picozzi

GERMANIA. Con l’invecchiamento della forza lavoro interna e l’esodo dei laureati, l’esecutivo Merkel cerca di attirare i giovani che in Grecia, Spagna e Portogallo annaspano tra le onde della crisi.

La locomotiva Germania rallenta ma già lavora per assicurarsi il futuro. In crisi di manodopera specializzata, Berlino strizza l’occhiolino alla crisi finanziaria che lascia fuori dal mercato migliaia di giovani lavoratori in tutta Europa. Secondo la Bundesagentur für Arbeit, l’Agenzia federale tedesca per l’impiego, al ritmo attuale il Paese potrebbe perdere in due decenni ben 5 milioni di lavoratori, per una buona metà qualificati.

Tutti i voti perduti degli stranieri a Milano

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Dina Galano

ELEZIONI. Prosegue l’inchiesta nell’astensionismo degli stranieri alle amministrative. Su oltre 22 mila aventi diritto, solo 3.700 sono iscritti. Ma in pochissimi hanno votato e ora saltano i ballottaggi.

Nella Milano del ballottaggio Moratti-Pisapia i cittadini comunitari con diritto di voto sono 22.412. Oltre diecimila sono romeni, seguiti a lunga distanza da francesi (circa 2.600) e inglesi (1.500). In prossimità della consultazione da cui dipende - per ammissione della stessa Lega Nord - anche la tenuta del governo, ci si sarebbe aspettati una attenzione maggiore da entrambe le coalizioni a questo particolare bacino elettorale. Così non sembra se, degli oltre 22mila aventi diritto, nelle liste elettorali di Milano risultano iscritte appena 3.700 persone.

Quegli stranieri non attirati dall’urna

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Dina Galano

ELEZIONI. Appena lo 0,3% dei comunitari aventi diritto non si è iscritto nelle liste dei Comuni di residenza. Per il ballottaggio, però, qualche voto potrebbe essere recuperato.

Sono oltre un milione gli stranieri comunitari residenti in Italia con diritto di voto alle comunali. Si stima che circa mezzo milione sarebbe coinvolto in questa tornata elettorale. Ma a votare sono andati solo 37 mila. Rumeni, polacchi, e gli altri cittadini comunitari hanno il diritto fondamentale di esprimersi, potendo orientare sensibilmente il barometro politico delle città italiane, ma hanno disertato le urne. In totale non hanno scavalcato la soglia dello 0,3 per cento del corpo elettorale coinvolto.

Salute, quel diritto negato

Giulio Sensi (Comunicare il Sociale)

MILANO. L’associazione di volontariato Naga presenta un rapporto sugli ospedali cittadini: in molti casi ai sans papier non vengono assicurate le cure necessarie garantite dalla legge. «Una precisa volontà politica».

Negli ospedali milanesi spesso il diritto alle cure sanitarie è negato agli stranieri irregolari. Lo dimostra una ricerca del Naga, l’associazione di volontariato che fornisce assistenza sanitaria e legale gratuita ai “sans papier” del capoluogo lombardo. L’indagine è stata svolta fra 560 persone che si sono presentate agli sportelli del Naga.

Se gli stranieri non hanno un nome proprio

Adele Parrillo

L'OPINIONE. L’importanza delle parole restituisce il volto umano degli uomini e donne sbarcati a Lampedusa. Con Salah, Chadi, Samir l’immigrazione si trasforma in un’occasione di accoglienza.

Alberto Moravia aveva inventato un piccolo gioco semantico: aveva stilato un elenco di parole dividendole in sane e malate; le prime dotate di significato univoco, le altre di accezioni diverse. Io aggiungerei che le parole sane sono sempre anche parole di pace, perché non contengono alcun significante strategico. Come i nomi propri. Il responsabile sanitario di Lampedusa, Piero Bartolo, ci fa sapere che tra gli oltre 6.000 immigrati parcheggiati a Lampedusa, ci sono circa 350 minori di cui trenta neonati provenienti, con le loro mamme, dall’Etiopia e dall’Eritrea.

Sicurezza a senso unico

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Dina Galano

POLITICA. Il Consiglio dei ministri approva il secondo pacchetto sull’ordine pubblico dell’era Berlusconi. A farne le spese, prostitute e stranieri. Per Maroni, i nuovi limiti alla circolazione sono «in leale collaborazione con l’Ue».

Un decreto legge per le misure urgenti e un disegno legislativo per ciò che richiede il coinvolgimento attivo del Parlamento. Entrambe le strade porteranno alla definizione del secondo pacchetto sicurezza del governo Berlusconi, uno dei cinque capisaldi del programma in cinque punti che ieri è stato approvato dal Consiglio dei ministri.

I precari salva pratiche

Maurizio Torretti

DENUNCIA. A rischio licenziamento 650 lavoratori in servizio presso Prefetture e Questure. Così le procedure per gli stranieri rischiano l’abbandono. Il 29 ottobre una giornata di mobilitazione indetta dai sindacati.

Sembra un’odissea senza fine quella dei 650 lavoratori a tempo determinato, impiegati presso Questure e Prefetture di tutta Italia, iniziata otto anni fa con il reclutamento interinale e successivamente, nel 2008, con l’assunzione attraverso concorso pubblico e contratto a tre anni. Cgil, Cisl e Uil della funzione pubblica hanno denunciato al ministro Maroni la drammaticità della situazione, chiedendo l’avvio immediato delle procedure per la proroga dei contratti che scadono il prossimo 31 dicembre ed, in prospettiva, quelle per la stabilizzazione.

La ricchezza migrante

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Dina Galano

DOSSIER. La Caritas Migrantes diffonde il XX rapporto sull’immigrazione. Cinque milioni di stranieri incidono per l’11,1 per cento sul Pil italiano. Peccato che per i Paesi industrializzati «siano visti ancora come problema».

Cinque milioni di stranieri in Italia incidono per l’11,1 per cento sul nostro Pil. E costano poco. La fondazione Migrantes della Caritas, nel periodico rapporto presentato ieri a Roma, rafforza la propria vocazione statistica e va dritto al sodo, senza paternalismi. «Il rapporto tra spese pubbliche sostenute per gli immigrati e le tasse da loro pagate è tutto a vantaggio del sistema Italia», afferma in una solitaria operazione verità. Ieri, infatti, di fronte a un auditorium gremito, la politica ha fatto sentire la propria assenza.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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