Mangiare sano, un privilegio per soli ricchi

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Camilla Minarelli

ALIMENTAZIONE. Uno studio americano stima i costi di una dieta salutare ed equilibrata. Per ottenerla servono 380 dollari in più l’anno.

Da qualche tempo l’alimentazione sana ed equilibrata sembrerebbe essere solo per ricchi. Una dieta salutare è costosa e, secondo uno studio recentemente pubblicato, potrebbe rendere difficile per gli americani soddisfare le nuove linee guida nutrizionali Usa. «Siamo bene informati sulla scienza della nutrizione, ma non siamo ancora stati in grado di spostare l’ago della bilancia sul mangiare sano» dichiara Pablo Monsivais, del dipartimento di Epidemiologia dell’Università di Washington. Ma mangiare sano è veramente un privilegio per pochi?

La scuola e la ricerca in difesa del futuro

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Marco Baravalle (Terra a Nordest)

TERRITORIO. Il 17 novembre è la giornata internazionale per il diritto allo studio. Tutto il mondo della formazione ha voluto lanciare al governo un messaggio, quello del rifiuto dei tagli ingiustificati.

Il 17 novembre è, per il mondo della formazione, una data simbolica: la giornata internazionale per il diritto allo studio.
Qui in Italia, la data da poco trascorsa, ben al di là di un generico simbolismo, è stata attraversata da una partecipata risposta al tentativo di smantellamento complessivo dell’istruzione pubblica. Padova, Venezia, Treviso, Verona, Vicenza, Roma, Napoli, Pisa, Rimini, Bologna, Parma, Alessandria, Reggio Emilia, Genova e Trento sono solo alcune delle città in cui il mondo della formazione è sceso in piazza,

Un progetto di riscatto

Stefano Anastasia

DIFENSORE CIVICO. Ce ne fossero di studenti come Alexander nelle università italiane! Per lui lo studio «rappresenta il principale progetto di riscatto» e, addirittura, gli stava aprendo «un concreto orizzonte di cambiamento».

Ce ne fossero di studenti come Alexander nelle università italiane! Per lui lo studio «rappresenta il principale progetto di riscatto» e, addirittura, gli stava aprendo «un concreto orizzonte di cambiamento». Senza nulla togliere ai tanti che si impegnano nei loro studi, qui c’è qualcosa di più, una tensione per il riscatto sociale che appartiene, ormai, alla storia dell’università italiana.

Scende in piazza il mondo accademico

Riccardo Bottazzo (Terra Nordest)

DIRITTI. Lettera dei docenti universitari in appoggio alla manifestazione. Per denunciare il clima xenofobo, ma anche la scandalosa difficoltà dei permessi di soggiorno a scopo di studio.

“Come può esistere chi non esiste” la domanda che si sono posti i lavoratori migranti di Rosarno è la questione centrale della giornata del primo marzo. Lo ha ribadito un folto gruppo di docenti delle università italiana che hanno sottoscritto una lunga lettera in appoggio alla manifestazione che fa seguito proprio ai fatti accaduti in Calabria.

Studiare all’estero. Se la truffa corre in Rete

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Bruno Picozzi

GIOVANI. Dagli anni Ottanta oltre 2 milioni di universitari europei hanno viaggiato per studio con il progetto Erasmus. Il problema maggiore è l’alloggio che spesso si cerca su internet. Come nel mondo reale, pieno di furbetti.

Quelli che hanno lasciato l’università italiana nei primi anni Novanta ricorderanno questo strano oggetto dei desideri chiamato progetto Erasmus. È un anno di studio all’estero con tante scartoffie da compilare e nessuna certezza da offrire. Allora se ne sapeva poco e le informazioni erano contraddittorie. Internet, del resto, era solo agli inizi. Chi partiva era un pioniere. Chi tornava, un eroe. Ora oltre 3.100 istituzioni universitarie sono affiliate al progetto in 31 Paesi differenti.

Quando i fiumi sono alle strette. Ecco i delta che sprofondano

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Paolo Tosatti

AMBIENTE Le foci di 24 tra i maggiori corsi d'acqua del pianeta stanno affondando. Nei prossimi 40 anni il numero di regioni soggette a inondazioni aumenterà del 50 per cento. A lanciare l'allarme uno studio della University of Colorado.

Non solo le navi ma anche i delta dei fiumi possono affondare. Un fenomeno che attualmente interessa ben 24 delle 33 più grandi foci del pianeta, e che rischia nei prossimi 40 anni di aumentare del 50 per cento il numero delle regioni e dei lembi di terra soggetti a inondazioni, mettendo a rischio la vita di mezzo miliardo di persone.

«Cosa farò da grande? Non ne ho proprio idea»

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Danilio Chirico

LUOGHI PRECARI Stefania Marino, 31 anni, una vita tra Reggio Calabria, Bologna, Amsterdam e Milano. Laureata in Scienze politiche, dottorato concluso, esperienze all’estero. Vorrebbe restare all’università a fare la ricercatrice. Ma i tagli alla ricerca pubblica e la crisi di quella privata rendono difficile realizzare i suoi desideri. «Voglio un’università che funzioni per il bene di tutti. E voglio avere la possibilità di essere messa alla prova», dice convinta e promettendo un’altra Onda.

Quest’inverno potevano vederla in piazza a parlare di contratti e precarietà o radunare persone in metropolitana per spiegare i diritti sindacali e il lavoro dei migranti. Faceva l’Onda. Era tra quelli che hanno messo in piedi quello straordinario movimento capace di far capire agli italiani cosa succede dentro le università e cosa potrebbe non accadere più a causa della riforma del ministro Gelmini.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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