Viaggio a Ramciel capitale del Sud Sudan

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Irene Panozzo

REPORTAGE. A due mesi dalla proclamazione dell’indipendenza il 9 luglio scorso l’ultimo nato tra gli Stati del mondo comincia a sperimentare la sua vita politica e amministrativa.

Ramciel è difficile da trovare, su qualsiasi mappa. Ma il nuovo governo della neonata Repubblica del Sud Sudan ha deciso che entro sei anni la capitale sarà trasferita lì, nel centro geografico dello stato, terra di pascoli e allevatori semi-nomadi, dove la terra non manca e sarà quindi possibile costruire una nuova città dal nulla o quasi.

Sud Sudan verso il voto per l’indipendenza

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Annalena Di Giovanni

AFRICA. Domenica i cittadini andranno alle urne per la scelta di autodeterminazione prevista
dagli accordi di pace del 2005. Scontata la vittoria del sì ma restano molte le incognite sul futuro.

Sono rientrati in massa nel loro Paese i sudanesi, carichi di speranze per il futuro, pronti a fare la fila pur di votare.  Dopo anni di conflitto civile, risoltosi solo temporaneamente nel 2005 grazie alla promessa di un referendum per la spartizione del Paese, e un genocidio tuttora in corso nelle aride regioni occidentali del Darfour, in Sudan dopodomani si voterà per la scissione del Sud dal Nord.
 

Sud Sudan, l'Onu denuncia oltre 100 morti

Paola Mirenda

AFRICA. Secondo le Nazioni Unite gli scontri tribali nello Stato del Warrap avrebbero causato 140 morti e 90 feriti. E le Ong avvertono: «Il 2010 sarà un anno cruciale per la pace». Dietro i conflitti tribali, le manovre politiche in vista delle elezioni di aprile.

“A rischio la pace in Sud Sudan”, è il titolo del rapporto presentato ieri da dieci organizzazioni umanitarie (tra cui Oxfam, Save the children, World vision), che arriva proprio in concomitanza con la denuncia, da parte delle Nazioni Unite, di nuovi massacri nel sud del Paese. Secondo l'Onu, nell'ultima settimana ci sarebbero stati almeno 140 morti e novanta feriti nella regione di Warrap, uno dei 26 Stati di cui si compone il Sudan, dominato dalla tribù Dinka.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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