Il Sud Sudan al voto stremato dalle epidemie

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Federico Tulli

SALUTE. Crisi umanitaria infinita nel grande Paese sub-sahariano. Medici senza frontiere “celebra”
il quarantennale della propria attività fronteggiando la più grave emergenza degli ultimi otto anni.

Alla vigilia del referendum sulla secessione tra Sud e Nord, in Sudan non si muore solo di guerra civile. C’è la malnutrizione, ci sono le epidemie. Il 40esimo anno di vita di Medici senza frontiere (fondata a Parigi nel 1971) si apre nel segno della lotta a una malattia praticamente sconosciuta nel resto del Pianeta, ma che a queste latitudini non ha mai cessato di mietere vittime. Si tratta della Kala azar e da oltre due mesi per gli operatori di Msf contenerne la peggiore epidemia degli ultimi otto anni è una sfida quotidiana.
 

Sudan, la piccola speranza

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Giuliana Covella (Comunicare il Sociale)

LA STORIA. Un villaggio, Mapuordit, un ospedale e tanti bambini da salvare. A pochi giorni dal referendum che deciderà le sorti del Paese, un giovane volontario racconta la sua esperienza. E lancia una raccolta fondi.

Le smorfie e i sorrisi dei bimbi di Mapuordit davanti all’obiettivo simboleggiano quasi la speranza di un mondo migliore, fatto di pace e convivenza civile tra etnie diverse. Una speranza che hanno trasmesso loro volontari come Francesco Esposito, 33 anni, napoletano, un giovane della Napoli” bene”.
 

Onu: «Pechino viola l’embargo in Darfur»

Paolo Tosatti

AFRICA. La maggior parte dei proiettili usati nel conflitto è di fabbricazione cinese. Lo afferma un rapporto della commissione del Consiglio di sicurezza che monitora l’applicazione delle sanzioni nei confronti del Sudan.

Un rapporto che non offre alcuna prova documentata, pieno di inesattezze e che si basa su semplici supposizioni senza precisare quale metodologia è stata seguita per la sua stesura. È dura la reazione di Pechino al documento presentato ieri durante la seduta della commissione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite che monitora l’applicazione delle sanzioni nei confronti del Sudan.

Niente di nuovo in Sudan. Bashir rieletto presidente

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Elena Dalla Massara

AFRICA. A due settimane dal voto, confermato il capo di Stato uscente. Ma gli osservatori internazionali denunciano il mancato rispetto degli standard democratici nelle prime elezioni multipartitiche dopo 24 anni.

Nessuna novità nelle elezioni presidenziali in Sudan. A vincere, come tutti si attendevano, è stato il presidente uscente Omar al Bashir, uscito a testa alta dalle prime elezioni multipartitiche nel Paese africano dopo quasi un quarto di secolo. Nel Sud del Paese invece si è registrata la vittoria schiacciante di Salva Kiir Mayardit, capo del Movimento popolare per la liberazione del Sudan.

Sudan, Bashir ci riprova simulando un voto libero

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Elena Dalla Massara

AFRICA. Il 2010 potrebbe rivelarsi cruciale per il futuro del Paese. L’11 aprile si terranno le elezioni presidenziali e legislative. In gioco la democrazia, e la pace, in uno degli Stati più grandi del continente.

Il 2010 è un anno importante per molti Paesi dell’Africa. Se 17 di loro festeggiano i 50 anni dall’indipendenza, 9 sono chiamati alle urne. L’appuntamento decisivo del Sudan è fissato dall’11 al 13 aprile, con le prime elezioni multi-partitiche dopo 24 anni.

In sette bloccano il patto

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Simonetta Lombardo da Copenaghen

COPENAGHEN. Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Costa Rica, Sudan e Tuvalu impediscono all’accordo di ricevere l’egida del’Onu. Nel day after della conclusione del vertice sul clima dominano ancora delusione e timori per il futuro.

Sette paesi, in buona parte piccoli, e tutti poveri (Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Costa Rica, Sudan e Tuvalu) hanno impedito ieri che il patto contrattato dai leader del mondo “a porte chiuse” diventasse di fatto il trattato di Copenaghen. Quello deciso nella notte di venerdì rimane un accordo politico deciso “in un evento collaterale di altissimo livello”, come ha sintetizzato durante l’assemblea plenaria il delegato russo.

«Serve una Corte africana per giudicare Omar Bashir»

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Ted Giachetti

SUDAN. L’Unione africana è chiamata oggi ad approvare un rapporto sulla crisi in Darfur. Il documento chiede la sospensione dell’immunità per il dittatore al governo di Karthum e la costituzione di un Tribunale locale più efficace dell’Aja.

L’Unione africana dovrebbe approvare oggi il documento redatto dall’High level panel on Darfur, il gruppo di esperti guidato dall’ex presidente sudafricano Thabo Mbeki, cui era stato affidato il compito di valutare le possibili soluzioni alla crisi sudanese, investigando tra tutte le parti in campo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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