Incuria e suicidi

Gennaro Santoro

DIFENSORE CIVICO. A.M., Solo, dimenticato, è andato in coma glicemico. Ed ora ha paura perché tra qualche giorno dovrà tornare in Sicilia, per il processo, salvo rinunciare al diritto di difesa.

A.M. è cardiopatico, ha diabete, angina pectoris, pressione alta, problemi di circolazione, nonchè incontinenza urinaria e fecale. Ha subito vari interventi (ben sette dal 2009) ai reni, alla bocca, alle emorroidi. è in attesa di giudizio e una volta, mentre lo conducevano da Rebibbia in Sicilia dove ha in corso il processo, si sono dimenticati i farmaci. E di lui. Solo, in un blindato, in compagnia dei suoi bisogni che non è riuscito a trattenere. Solo, dimenticato, è andato in coma glicemico.

La tragedia e la pantomima

Stefano Anastasia

DIFENSORE CIVICO. La rassegna stampa quotidiana di Ristretti orizzonti di martedì scorso (www.ristretti.org) ha messo in fila, una dietro l’altra, la denuncia di Riccardo Arena (www.radiocarcere.com) sulla settimana di morti in carcere.

La rassegna stampa quotidiana di Ristretti orizzonti di martedì scorso (www.ristretti.org) ha messo in fila, una dietro l’altra, la denuncia di Riccardo Arena (www.radiocarcere.com) sulla settimana di morti in carcere e l’aggiornamento delle agenzie di stampa sul disegno di legge per la detenzione domiciliare a fine pena.

In fuga dalla detenzione

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Dina Galano

CARCERE. A Pisa due albanesi srotolano un lenzuolo e lasciano la cella. «L’ennesima evasione beffa» per la polizia in sottorganico. Ma per fuggire dalla reclusione si sceglie ancora il suicidio. Il 39esimo, ieri, a Siracusa.

In una sola giornata si è consumato un suicidio, sventati due tentativi e riuscita un’evasione. L’ultima singolare impresa è stata compiuta da due cittadini albanesi che hanno lasciato la Casa circondariale Don Bosco di Pisa calandosi giù, come nel più classico degli immaginari, con un lenzuolo. Hanno così scavalcato il muro di cinta, convinto non troppo gentilmente una donna a lasciar loro la jeep sulla quale viaggiava e ripreso la via per la libertà.

Il carcere che ammala

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Dina Galano

DIRITTI. La relazione del Comitato nazionale di bioetica usa toni forti per condannare «le condizioni sociali e ambientali» dei penitenziari: aumentano i suicidi e «sono disattese incolumità, salute e risocializzazione».

La settima e la nona sezione dell’Ucciardone di Palermo da giovedì scorso non acquistano più i prodotti al sopravvitto. Per tre volte al giorno fino al 15 luglio tremano le sbarre delle finestre e delle celle della casa circondariale di Foggia, sotto i colpi di pentole, piatti e coperchi agitati dai detenuti. Già a giungo la protesta rumorosa aveva rovesciato l’ordine nel carcere di Bologna.

Drammatiche evasioni

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Dina Galano

CARCERE. Un detenuto si toglie la vita nell’istituto romano di Rebibbia, portando a 20 il numero dei suicidi nel 2010. Una situazione insostenibile anche per gli agenti di custodia, da ieri in sciopero della fame.

La lista va nuovamente aggiornata. Un nuovo suicidio, ieri, nel carcere di Rebibbia ricorda che il conteggio delle morti in carcere è necessariamente provvisorio. A togliersi la vita un detenuto siciliano di 31 anni recluso nella sezione dei collaboratori di giustizia da quando, recentemente, ha cominciato a rendere informazioni alle autorità inquirenti.
 

Soli dietro le sbarre

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Dina Galano

CARCERE. Dall’inizio dell’anno salgono a 54 i decessi nei penitenziari italiani. Diciotto i suicidi. L’ultimo, a Sulmona, è anche un atto d’accusa contro l’assenza di assistenza sanitaria e psicologica agli internati.

Nelle carceri italiane muore un detenuto ogni due giorni. Per precarie condizioni di salute, per tossicodipendenze croniche, per suicidio. Così spesso «perché negli ultimi venti anni le carceri sono diventate il ricettacolo di tutti i disagi umani e sociali, ma anche perché le condizioni detentive sono sempre più difficili», ha spiegato in un comunicato l’associazione Ristretti orizzonti che cura l’Osservatorio permanente sulle morti in carcere.
 

Suicidi in carcere. La conta sale a dodici

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Pino Di Maula

DIRITTI. L’ultimo caso, ieri, al Rebibbia di Roma. Maurizio Gubbiotti, candidato dei Verdi alla Regione Lazio: «È una popolazione disperata e come tale si esprime. Con gesti estremi».

Dodicesimo suicidio in carcere dall’inizio dell’anno. Roberto Giuliani, ieri notte, si è tolto la vita al Rebibbia di Roma, mentre un altro detenuto, a Siracusa, dopo essersi buttato dalla tromba delle scale del carcere dopo un colloquio, ora è in coma. È solo un take d’agenzia. Una “breve”, anonima. Scritta quasi per dovere professionale, sapendo che comunque incontrerà poco interesse nei politici, troppo presi dall’ansia per la campagna elettorale. Con qualche eccezione, però. Vediamo quali.

Dieci suicidi nel 2010. E il Dap corre ai ripari

Dina Galano

CARCERE. Superata la soglia dei 66mila reclusi. Aperto un tavolo con le organizzazioni. Coinvolti i volontari.

Due in un solo giorno. Aumenta così drammaticamente il bilancio dei suicidi verificatisi negli istituti di pena: dall’inizio dell’anno se ne contano dieci, con un andamento ancora più ritmato rispetto ai livelli, già da record, toccati nel 2009. I due detenuti si sono tolti la vita a poco tempo dalla carcerazione. Il primo, un cittadino tunisino, nel penitenziario di Padova. A poche ora di distanza, un italiano nell’istituto marchigiano di Fermo.
 

Le carceri della vergogna

Susan Dabbous

FRANCIA. La nazione si conferma di nuovo al primo posto in Europa per numero di suicidi negli istituti detentivi: 115 lo scorso anno e 12 solo nel primo mese del 2010. Il governo lancia un piano per rendere le «prigioni più umane».

Rendere le «prigioni più umane», questa la missione del ministro della Giustizia francese Michele Alliot-Marie, anziana conservatrice dell’Ump, fidatissima del presidente Nicolas Sarkozy. Una missione per cui la guardasigilli ha voluto a capo un ex detenuto, decisamente noto alla stampa, come Pierre Botton, un uomo d’affari che negli anni Novanta fu condannato due volte per aver finanziato illegalmente la campagna elettorale di suo suocero, l’ex sindaco gollista di Lione, Michel Noir.
 

Regime assassino

Franco Corleone

IDEE. L’anno che è appena finito è stato veramente orribile. Il record di morti e di suicidi nelle carceri sovraffollate come mai era accaduto obbligano a un rinnovato impegno contro la legge sulla droga, proibizionista e punitiva

L’anno che è appena finito è stato veramente orribile. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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