Un altro suicidio in cella. Rivolte in tutta Italia

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Dina Galano

CARCERE. Un giovane algerino si è impiccato ieri notte al Buoncammino di Cagliari, a poche ore dalla visita del ministro Severino. Da inizio anno, 62 detenuti hanno deciso di togliersi la vita.

F. C., un ragazzo algerino di 25 anni, è il 62esimo da inizio anno ad essersi tolto la vita nelle prigioni d’Italia. Ha deciso di impiccarsi ieri notte, nella cella clinica del carcere Buoncammino di Cagliari. Lo stesso penitenziario dove, appena qualche ora prima, la Guardasigilli Paola Severino aveva scelto di andare in visita, mossa dall’urgenza di dare una risposta all’ennesimo suicidio; allora, il 5 dicembre scorso, era stata M.

Killing me softly, la “buona morte”

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Alessia Mazzenga

CINEMA. All’Arena capitolina di Piazza Vittorio stasera si proietta il film del regista belga Olias Barco. Un’opera macabra e provocatoria sul tema del suicidio e dell’eutanasia che attacca l’ipocrisia della civiltà borghese.

Un’opera inconsueta, nera e raggelata come solo il cinema del Nord sa essere. Kill me please, il film vincitore del Marco Aurelio d’oro alla passata edizione del Festival di Roma stasera è in visione all’Arena capitolina di Piazza Vittorio. Olias Barco, regista belga alla sua opera seconda, realizza una pellicola macabra e grottesca, volutamente provocatoria e fortemente disturbante sul tema del suicidio.

Benessere e suicidio, il paradosso della felicità

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Alessio Nannini

 
USA. Chi abita alle Hawaii tende a togliersi la vita più di chi vive in luoghi meno incantati. Secondo gli studiosi è colpa dell’ambiente: vedere la soddisfazione degli altri ci renderebbe più fragili.

 

Più sei benestante, più tendi alla depressione. Al contrario, chi vive in condizioni di miseria ha un atteggiamento lontano da tristezza e ansia.

Suicidio in cella. Ora indaga la Procura

Dina Galano

CARCERE. Dopo quasi due anni dalla morte del giovane 19enne catanese Carmine Castro, trovato impiccato al letto della sua cella solo quattro giorni dopo il suo arresto avvenuto il 24 marzo 2009, la Procura ha deciso di riaprire le indagini.

Dopo quasi due anni dalla morte del giovane 19enne catanese Carmine Castro, trovato impiccato al letto della sua cella solo quattro giorni dopo il suo arresto avvenuto il 24 marzo 2009, la Procura ha deciso di riaprire le indagini. Più di una circostanza di quella morte, presto rubricata dalle autorità penitenziarie e poi archiviata dal giudice come “suicidio”, sono rimaste oscure. Terra, nelle rubrica settimanale a cura del Difensore civico di Antigone, lo aveva denunciato mesi addietro.

In Aula l’ultima polemica

Giorgio Frasca Polara

LE REAZIONI. Scontro alla Camera dopo il ricordo di Veltroni. La radicale Bernardini accenna all’eutanasia. Binetti (Udc): «Finiamola con gli spot». Napolitano: «Rispetto per la sua scelta».

La dura scelta di Monicelli – ricordata ieri tra polemiche alla Camera, e più tardi dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con assai ferme parole di rispetto – si è trasformata a Montecitorio in uno scontro, imbarazzante e strumentalmente creato dalla destra, tra scelta di morte e di “vita”. A ricordare l’ultimo grande regista, cui l’assemblea ha dedicato un commosso applauso, era stato Walter Veltroni, del Partito democratico: «Non gli piaceva l’Italia di oggi, la mortificazione della sua vita culturale.

Quella scelta di Monicelli interpella la laicità perduta

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Dina Galano

FINE VITA. Il gesto estremo del regista riapre il dibattito sulla libera volontà di sottrarsi alle sofferenze e alle cure coatte. Oltre la polemica, la riflessione. A confronto tre massimi esperti in materia di psichiatria, bioetica e filosofia politica.

Nel silenzio del rione Monti di Roma ieri risuonava la dignità dell’ultimo gesto del grande regista, Mario Monicelli. Nessun funerale pubblico «nel rispetto della sua volontà», come dichiarato dai familiari. Una folla ordinata e compita ha potuto comunque salutare il maestro per le strade dello storico quartiere romano prima, alla camera ardente presso la Casa del Cinema nel pomeriggio. La volontà che ha spinto il regista a interrompere la propria vita è stata rivendicata ieri per riaprire la discussione su eutanasia e biotestamento.

In morte di Mark Linkous, musicista senza etichette

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Nicola Mirenzi

MUSICA. Il cantante e compositore degli Sparklehorse si è ucciso sabato scorso con un colpo di pistola al cuore. Aveva quarantasette anni. Forse ha trovato finalmente il posto giusto per riposare. Tanti i messaggi che lo ricordano. Ha scritto per esempio Patti Smith: “Ci ha dato molte bellissime e scure canzoni. Erano come carbone compresso in diamanti e scintillavano nelle notti profonde come stelle impazzite nel mattino”

Era morto già una volta, Mark Linkous, qualche anno fa. Lui e la sua band - gli Sparklehorse - erano in tour con i Radiohead nel Regno Unito per presentare il loro primo album, Vivadixiesubmarinetransmissionplot, lavoro stupendo quanto incomprensibile nel titolo. Dopo un concerto, esagerò con l’alcol e gli antidepressivi e la vita si allontanò dal suo corpo per un po’. I medici riuscirono a riprenderla e a rimettergliela dentro. Ma le conseguenze di quell’incidente furono lunghissime.

Una pena insostenibile

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Dina Galano

CARCERE. Dall’ultimo viaggio nei penitenziari italiani, il bollettino dell’associazione Antigone: tassi di sovraffollamento del 200 per cento, personale medico e di polizia in sottorganico. L’appello: «Servono misure urgenti a tutela dei diritti umani»

Un kit per l’igiene personale composto da spazzolino, saponetta e bagnoschiuma. Questo il regalo di Natale che il direttore del carcere di Buoncammino di Cagliari ha promesso ai detenuti che hanno la famiglia lontana. Un piccolo dono che rappresenta anche una provocazione, con cui il dirigente Gianfranco Pala è deciso a denunciare lo stato di abbandono della sua struttura penitenziaria. Oltre la soglia di tollerabilità, infatti, la casa circondariale ospita 510 persone, per lo più tossicodipendenti, extracomunitari e giovani.

«Il dolore e il lutto sono diventati impegno civile»

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Pietro Nardiello

MEMORIA. 23 dicembre 1984, una bomba sul rapido 904 Napoli-Milano esplode facendo una carneficina: 15 i morti e oltre 300 i feriti. Si toglie la vita anche un poliziotto accorso per prestare aiuto: i corpi martoriati sono per lui una visione inaccettabile. A colloquio con Antonio Celardo, presidente dell’Associazione che tutela la memoria di un episodio di terrorismo nero sul quale non si conosce tutta la verità relativa a mandanti ed esecutori.

Nel giorno del quarantesimo anniversario della strage di piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969, a Napoli l’Associazione che ricorda invece la strage del treno rapido 904 avvenuta il 23 dicembre 1984 riceve dal Comune una sede: un appartamento confiscato al clan camorristico dei Contini. Incontriamo Antonio Celardo, il terzo presidente in ordine di tempo dell’Associazione che raccoglie i sopravvissuti della strage, i parenti delle vittime e quanti chiedono giustizia.

Le verità nascoste Riapre il caso Bergamini

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Alessio Nannini

INCHIESTE. Carlo Petrini, ex calciatore e scrittore, parla del centrocampista del Cosenza, trovato morto nel 1989 e subito archiviato come suicidio. Sulla vicenda l’ombra della mafia.

Donato Bergamini giocava nel centrocampo del Cosenza. La sera del 18 novembre 1989 il suo corpo fu ritrovato lungo la statale 106 nei pressi di Roseto Capo Spulico. Una disgrazia: la ragazza che era con lui raccontò di un gesto scellerato di Bergamini, che quando seppe da lei la fine del loro amore, si gettò sotto le ruote di un camion in transito. Una prima e frettolosa indagine confermò la versione della giovane e del camionista; poi si avanzò più che un dubbio.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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