Indonesia, dopo lo tsunami erutta il vulcano Merapi

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Paolo Tosatti

DISASTRI. A Sumatra sale di ora in ora il bilancio delle vittime. I soccorsi faticano a intervenire a causa del maltempo. Intanto a Giava le polveri uscite dal cratere hanno causato la morte di una neonata di tre mesi.

Un violento terremoto seguito da uno tsunami, un’eruzione vulcanica e un’ondata di piogge torrenziali. Mentre nella memoria dei suoi abitanti è ancora viva la tragedia causata dalla gigantesca onda anomala che sei anni fa si abbatté sulle coste dell’Oceano Indiano, causando oltre 220mila morti, l’arcipelago indonesiano si trova ancora una volta a fare i conti con una serie di disastri naturali di grandi proporzioni.
 

Il ruggito del Sinabung. Sumatra, torna la paura

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Alessio Nannini

INDONESIA. Il vulcano è tornato in attività venerdì scorso dopo oltre 400 anni e le autorità hanno deciso un massiccio esodo dalle zone più a rischio. Finora il bilancio è di due morti e 34mila sfollati. Il governo ha decretato lo stato di massima allerta.

Erano oltre quattrocento gli anni di sonnolenza del vulcano Sinabung, sul dorso dell’isola di Sumatra in Indonesia. E quando venerdì scorso un filo di fumo, poi divenuto una colonna, ha cominciato a uscire dalla cima a 2500 metri di altezza, è sembrato più uno spettacolo da vedere che un fenomeno di cui avere paura.

Terremoto in Indonesia. Ancora morti in Asia

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Gloria Ravidà

CALAMITÀ Un sisma sconvolge l’isola di Sumatra. Dal Vietnam il tifone Ketsana raggiunge Cambogia e Laos, mentre si aggrava il tragico bilancio dello tsunami nel Pacifico.

La terra trema a Sumatra. Poco dopo le 12, ora italiana, una scossa d’intensità pari a 7,9 gradi della scala Richter è stata registrata al largo delle coste occidentali della più grande isola indonesiana. Le prime informazioni che giungono dal ministero della Salute, riferiscono di migliaia di persone intrappolate sotto le macerie, mentre il vicepresidente Jusuf Kalla ha parlato di almeno 75 morti. L’unità di crisi indonesiana sostiene invece che i morti potrebbero essere più di mille.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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