Mantova, perdite dai serbatoi. Intanto in giunta è il caos

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Valerio Ceva Grimaldi

POLO CHIMICO. Il dirigente Asl Arvati aveva escluso sversamenti tuttora in corso dalla raffineria. Un nuovo sopralluogo lo smentisce. De Togni (Ambiente): «Preoccupa la lentezza dei miglioramenti». Il sindaco Sodano: «No, l’azienda collabora».

I veleni del Petrolchimico di Mantova continuano a inquinare. E a contaminare i terreni, l’acqua, l’aria. Uno stillicidio ambientale accompagnato da tassi d’insorgenza di malattie strettamente legate al rilascio di sostanze cancerogene. L’Asl locale da anni ha istituito un Osservatorio epidemiologico per valutare i rischi sulla salute e portare avanti studi promossi anche insieme a Istituti internazionali.

Lambro, una via crucis infinita

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Anna Pellizzone (Terra Milano)

INQUINAMENTO. Ancora sversamenti illegali nel fiume lombardo. Il Wwf chiede «un intervento unitario e di lungo termine».

Grigio-verde, nero, bianco-grigio, marroncino e poi di nuovo biancastro.

«Già nel 2006 il governo Berlusconi iniziò a depenalizzare gli ecoreati»

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Giulio Finotti

INTERVISTA. Il senatore del Pd Felice Casson, magistrato che avviò il processo al petrolchimico di Marghera, denuncia come «durante il precedente esecutivo di centrodestra furono fatte saltare le previsioni contenute nel decreto Ronchi».

 

Io, ambientalista per necessità

Antonio Marfella (Oncologo e tossicologo)

IN FONDO. Gli effetti delle decisioni prese per o contro la collettività (industria, trasporti, energia) hanno oggi peso e conseguenze sulla salute di tutti.

Da quando per la prima volta vidi i fusti di diossina aperti e sversati senza alcun rispetto nelle tombe vuote della necropoli sannita di Calabricito (Acerra), provo un autentico dolore quando vedo immagini come quelle del petrolio nel Lambro, o le ecoballe stoccate in Campania. Ho l’onore e l’orgoglio di lavorare in uno degli Istituti di eccellenza sanitaria per la cura del cancro in Italia, il “Pascale” di Napoli.

Il governo depenalizza gli scarichi. I Verdi denunciano l'ecovergogna

Simonetta Lombardo

IL CASO. Il 2 febbraio il Parlamento ha approvato una norma che prevede semplicemente una multa per chi sversa molte sostanze inquinanti nei fiumi. Bonelli: «In questo paese gli inquinatori come i criminali la fanno sempre franca».

Chi ha inquinato il Lambro pagherà? Forse, ma con maggiore difficoltà, a partire dall’inizio di febbraio. La magistratura indaga sulle colpe e sui colpevoli dello sversamento di idrocarburi che ha ucciso il fiume e messo a rischio l’agricoltura, gli ecosistemi e la stessa fornitura di acqua potabile di una parte della Lombardia e che tra poco arriverà in Adriatico.

Chiaiano, un buco nero

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Valerio Ceva Grimaldi

RIFIUTI A sette mesi dall’apertura, cala il silenzio sulla cava trasformata in discarica nella zona a nord di Napoli. I cittadini e i comitati però continuano a dare battaglia: «Nessuno sa cosa ci sversano». E c’è il timore di un allargamento.

Discarica di Chiaiano, atto secondo. La scelta di individuare uno sversatoio di rifiuti in un’area altamente urbanizzata a nord di Napoli, mesi fa, innescò durissime polemiche. Cortei di cittadini, collegamenti televisivi, cariche della polizia. Sette mesi fa, l’apertura. Poi, a parte il sopralluogo di qualche europarlamentare, tra cui Monica Frassoni dei Verdi, riflettori spenti e silenzio quasi assoluto. La cava è zona militare, e quindi nessuno può accedere al sito.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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