Monti, manovra e quell’asso nella manica

Luca Bonaccorsi

ECONOMIA. Con fatica ma ce l’ha fatta. Monti porta a casa i tagli, soffertissimi, che spediranno l’Italia dritta in recessione.

Con fatica ma ce l’ha fatta. Monti porta a casa i tagli, soffertissimi, che spediranno l’Italia dritta in recessione ma che hanno, con tutta probabilità, salvato il Paese dal default e l’euro dal tracollo. La maxi tassa che gli italiani pagheranno è parte di un accordo europeo che ha “comprato” all’Italia il sostegno della Bce e di Bruxelles: un fattore non secondario. Ma il vero bilancio del lavoro dei “tecnici” in realtà si dovrà fare più in là.

Manovra: lo slalom del professor Monti

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Emanuele Milanese

GOVERNO. Aumento del prelievo sui patrimoni scudati, tassa sugli estratti conto e sulle case all’estero, prelievo sulle pensioni d’oro, sconto sull’Imu per chi ha figli, farmaci liberalizzati.

Il governo di Mario Monti ha presentato ieri sera alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera i suoi emendamenti alla manovra economica mentre il voto in Aula è intanto slittato al 21 dicembre. Queste le principali voci della manovra. Un aumento dall’1,6 al 2% del prelievo sui patrimoni «scudati». Arriva la tassa dello 0,76% per gli immobili detenuti all’estero L’imposta, si spiega, «è dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso.

Costi della politica. Si può agire subito

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Valerio Ceva Grimaldi

INTERVISTA. Massimo Villone: «In Italia il ceto politico è fortemente degradato a causa della pessima legge elettorale. Stipendi dei parlamentari da ridurre, ma temo se ne farà poco o nulla».

«Il problema non è quanto costano ma cosa fanno, quanto valgono i parlamentari. Anche stavolta, però, temo si arriverà solo a un taglietto delle indennità da dare in pasto all’opinione pubblica». Il senatore Massimo Villone, un lungo cursus honorum nelle aule parlamentari e autore, insieme a Cesare Salvi, de Il costo della democrazia, arriva subito al nodo del problema: la qualità della politica italiana.
 

Così il governo ha distrutto il welfare

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Dina Galano

DOSSIER. Presentato da I diritti alzano la voce e Sbilanciamoci! il “Libro nero” sulle politiche sociali. Dopo i tagli, le proposte per uscire dalla crisi.

Il governo in carica ha del welfare «un’idea compassionevole e residuale» che ha trovato forma in misure una tantum come la social card, i bonus bebè o il credito per i nuovi nati. Per il resto, le politiche sociali sono state «annichilite».

Servizio civile senza fondi

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Giulio Sensi (Terra Sociale)

DENUNCIA. Nella manovra di Stabilità del governo sono contenuti tagli drammatici: solo negli ultimi tre anni le risorse sono diminuite del 400%. Le associazioni: «Ma i 15 miliardi per 131 cacciabombardieri nessuno li tocca».

Metterà in difficoltà molte associazioni di volontariato l’ulteriore taglio ai fondi per il servizio civile decretato dal governo: le risorse previste per il 2012 sono scese a 68 milioni di euro, che significa un taglio del 400% negli ultimi tre anni. Fondi che sostengono l’attività di 3.581 enti accreditati, considerando solo quelli del Servizio Civile Nazional, con un numero di volontari attualmente in servizio di 18.367.

Contro i tagli. In piazza gli agenti della Dia

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Vincenzo Mulè

SICUREZZA. Si fanno chiamare, tra l’ironico e il provocatore In-dia-gnados. Sono gli uomini che combattono la mafia. A mani ormai nude.

Senza soldi, senza benzina e ora anche senza scarpe. Diventa ogni giorno più difficile il lavoro degli uomini della Direzione investigativa antimafia (Dia), che ieri sono scesi in piazza a Montecitorio contro i probabili tagli economici alla struttura.

Maroni insiste: nuove leggi per la piazza

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Pietro Battistella

CAMERA. Il ministro degli Interni ieri in Parlamento ha riferito sugli incidenti di Roma. Le opposizioni rispondono: basta tagli alla sicurezza.

Condanna del «terrorismo urbano» scatenato dai tremila violenti lo scorso 15 ottobre a Roma, difesa dell’operato delle forze dell’ordine che hanno evitato il peggio e rilancio delle nuove misure per la sicurezza: il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, torna a riferire sugli scontri durante la manifestazione degli Indignati. Lo fa questa volta alla Camera, confermando la linea della scorsa settimana al Senato.

L’insicurezza tra i banchi. Dal governo solo tagli

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Dina Galano

SCUOLA. Legambiente denuncia l’abbandono delle strutture e l’arretratezza dei servizi scolastici. Il 36% degli edifici necessita di manutenzione urgente. Mancano certificati antisismici e di agibilità.

Dalla scuola di San Giuliano a quelle de L’Aquila, le tragedie non hanno finora determinato un significativo cambio di rotta. Gli edifici scolastici italiani sono in abbandono e, se non fosse per i monitoraggi curati da associazioni indipendenti, non conosceremmo la condizione attuale in cui versano le aule, le palestre, le scale dove i ragazzi italiani trascorrono la maggior parte della giornata. Dal crollo dell’istituto di Rivoli, quando il governo si impegnò a un’accelerazione, si continua a chiedere che l’anagrafe scolastica sia resa pubblica.

Lavorare gratis, il futuro è già qui

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Marco Piccinelli (Terra Lazio)

IL CASO. Ecco le contraddizioni provocate dai tagli di Stato e dalla drammatica crisi in cui versano il welfare romano e regionale.

Roma Capitale risparmierà 450 milioni di euro “grazie” alle varie manovre dell’estate più calda della legislatura Berlusconi. Tagli agli enti locali, tagli alle scuole, tagli ai lavoratori pubblici, tagli alle pensioni, tagli su tutto il tagliabile comprese, ovviamente, le cooperative che lavorano nel sociale. Ci sono tantissime cooperative nei vari municipi di Roma, tantissime che svolgono lavori di assistenza ai disabili, agli anziani anche solo per far loro la spesa o semplicemente compagnia.

Nel Vesuvio l’indignazione è verde

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Francesco Servino (Terra Napoli)

DENUNCIA. Una delegazione di ecologisti si è calata nel cratere per protestare contro i tagli all’ambiente. «Subito i fondi per le bonifiche».

Una delegazione di Verdi e indignati si è calata ieri nel cratere del Vesuvio per protestare contro i tagli imposti dal governo al ministero dell’Ambiente, che si ritrova di fatto senza fondi e nell’impossibilità di far partire le opere di bonifica dei territori inquinati, in particolar modo dell’area vesuviana, devastata dalle discariche abusive e di Stato.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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