Tangentopoli parmigiana e affari in Palestina

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Enrico Campofreda

GIUSTIZIA. Nell’affaire che ha decapitato la giunta Vignali, indagato anche il gruppo Pizzarotti. Nel mirino della Guardia di Finanza la commessa per i lavori di riqualificazione dell’Ospedale Vecchio.

Fra gli appalti dell’ormai ex giunta Vignali di Parma, disarcionata dalla sollevazione popolare e indagata dalla Procura della Repubblica quello relativo alla riqualificazione dell’Ospedale Vecchio trascina davanti ai giudici Pizzarotti spa, leader mondiale dell’edilizia e delle infrastrutture. Il cavalier Paolo, prosecutore dell’azienda di nonno Gino, e l’attuale amministratore delegato Aldo Butini sono iscritti sul registro degli indagati perché il gruppo sarebbe stato favorito nell’assegnazione della commessa.

La tangentopoli alla parmigiana

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Andrea Palladino

CORRUZIONE. Arrestato l’assessore Giovanni Paolo Bernini, accusato di tentata concussione. Il procuratore: «Scegliere meglio i politici».

«Grave, per non dire indecente». Il commento del procuratore di Parma Gerardo Laguardia sul caso delle tangenti di Parma supera il protocollo istituzionale. Non è la cifra che sarebbe stata intascata dall’assessore Giovanni Paolo Bernini – finito ieri agli arresti – pari, secondo l’accusa, a ottomila euro. Non sono gli iPad che sarebbero stati regalati dagli imprenditori coinvolti – un piacentino e un parmigiano – nel nuovo capitolo della tangentopoli di Parma.

Anche il Sisde coinvolto nell’inchiesta su Fitto

Giorgio Mottola

AFFARI&POLITICA. L’inchiesta sulla tangentopoli nella sanità pugliese getta ombre anche
sui servizi segreti. Secondo i magistrati, uno 007 avrebbe spiato i pm per favorire gli indagati.

«La Fiorita» in Puglia era molto più di una semplice cooperativa. Al ministro Raffaele Fitto è costata una richiesta di arresto. Invece, l’imprenditore Giampaolo Angelucci, anche lui coinvolto nell’inchiesta sulla tangentopoli nella sanità pugliese, qualche giorno di carcere è stato persino costretto a farselo.

«E' ancora tutto marcio»

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Giuliano Rosciarelli

GIUSTIZIA. Luca Magni, l’imprenditore che diede il via a Tangentopoli nel 1992 denunciando la corruzione nel Pio Albergo Trivulzio, commenta la relazione della Corte dei Conti: «Poco o niente è cambiato. Se non paghi non lavori».

Un paese affetto da una patologia grave nella pubblica amministrazione che si chiama corruzione. Questa è la penosa foto dell’Italia presentata dalla Corte dei Conti.

Il traforo delle Torricelle. «E' emergenza democratica»

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Riccardo Bottazzo (Terra a Nordest)

Il CASO. L’opera in discussione dovrebbe collegare la Serenissima con l’altra autostrada che corre intorno Verona, quella del Brennero. Di bucare le colline e attraversare la città si parla dagli anni 80. E quel progetto finì con Tangentopoli.

Un traforo, un raccordo autostradale e un’emergenza democratica. Tutto questo nella Verona del sindaco “lumbard” Flavio Tosi. Ma andiamo con ordine. Il raccordo è quello che dovrebbe collegare la Serenissima con l’altra autostrada che corre attorno alla città scaligera, quella del Brennero. Il traforo è quello da eseguire nelle colline delle Torricelle per farci passare detto raccordo.
 

Oltre i risentimenti Craxi, dieci anni dopo

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Marco Boato

RICORDO. A quasi vent’anni dall’esplosione di Tangentopoli, è giunto il momento di una riflessione più pacata, ‘sine ira ac studio’ avrebbero detto gli antichi romani, cioè ormai fuori dagli odi, che sembrano riprodurre sempre uno scenario immoto e desolante.

 

Brunetta candida un reduce di Tangentopoli. Nomina respinta

Giorgio Frasca Polara

IL CASO. Il ministro della Funzione pubblica mette a capo della DigitPa il suo stretto collaboratore Davide Giacalone, inquisito e arrestato negli anni di Mani pulite. Ma la commissione Affari costituzionali del Senato ha bocciato la scelta

Secca e severa sconfitta del ministro per la Funzione pubblica e l’Innovazione, Renato Brunetta, che si è visto bocciare in Senato il suo candidato alla testa di un ente da lui saldamente controllato.

Il riformista Craxi voleva modernizzare l’Italia e fu vittima di Tangentopoli

Rodolfo Ruocco (Inserto domenicale)

MEMORIA. Un profilo di Craxi, uno degli uomini più potenti degli anni '80, tendenzialmente comprensivo delle sue ragioni.

Socialista, autonomista, riformista. Bettino Craxi tra l’Est e l’Ovest, nella dura era della “guerra fredda” tra Stati Uniti e Unione Sovietica, scelse la democrazia e combatté le dittature comuniste. Ebbe un obiettivo strategico: modernizzare l’Italia e la sinistra italiana. Non si rassegnava a vivere nel Paese delle anomalie: in tutti i Paesi europei, tranne che in Italia, i socialisti erano il partito egemone a sinistra e i comunisti una forza minoritaria.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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