L’attesa di Teheran nei siti nucleari minacciati

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Enrico Campofreda

IRAN. Gli impianti di Parkin e Arak rischiano un attacco da parte di Israele. Tel Aviv deciderà da sola se intervenire dopo la pubblicazione del dossier Onu sul programma atomico degli ayatollah.

 

Lo scandalo di Teheran lambisce Ahmadinejad

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Enrico Campofreda

REPUBBLICA ISLAMICA. Il Parlamento iraniano vuol saperne di più sulla truffa del secolo: documenti falsi per prestiti sino a 2,6 miliardi di dollari grazie all’abilità di un faccendiere locale.

Il presidente Mahmoud Ahmadinejad finisce in un intreccio bancario considerato la più grande frode della Repubblica islamica. Il suo ministro delle finanze Shamseddin Hosseini, il deputato Asqar Abolhassani e il manager Hamid Pourmohammadi sono accusati di aver agevolato un affarista locale, Amir Mahafarid Khosravi, in una losca operazione. Usando documenti falsi aveva ottenuto da due banche iraniane fino a 2,6 miliardi di dollari per acquistare alcune compagnie statali.

Teheran, il Parlamento protesta per la rimozione di Mottaki

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Annalena Di Giovanni

IRAN. Diversi deputati si sono detti sorpresi e hanno manifestato il loro malcontento per le modalità con cui presidente ha annunciato il licenziamento improvviso del ministro degli Esteri.

Ha fatto giusto in tempo a stringere la mano, lunedì sera, al presidente del Senegal Abloulaye Wade, e ad annuire mentre quest’ultimo gli chiedeva l’aiuto iraniano per ravvivare l’industria automobilistica nel proprio paese; dopodiché Manoucher Mottaki, ministro degli esteri a Tehran da ormai cinque anni, si è dovuto rassegnare a tornare in Iran da libero cittadino, consolato solo a metà da un ringraziamento ufficiale del presidente Mahmoud Ahmadinejad e dalla solidarietà di diversi deputati iraniani che si sono detti sorpresi e hanno man

Teheran alle Nazioni Unite: «Sull’atomo siete parziali»

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Annalena Di Giovanni

DIPLOMAZIA. Al via il vertice annuale dell’Agenzia atomica Onu. Tra gli argomenti: la mancata firma del Trattato di non proliferazione da parte di Israele, mentre per l’Iran l’organo è ormai «privo di autorevolezza».

Quest’anno non sarà facile a Vienna, la conferenza annuale apertasi ieri in Austria dell’AIEA, l’Agenzia atomica delle Nazioni Unite, ha tutta l’aria di chiudersi venerdì con pesanti tafferugli diplomatici. Perché quest’anno, per la prima volta, sulle minute dell’incontro figurerà anche Israele. Anzi, soprattutto Israele.

Teheran alla fine rompe gli indugi. Attiva la prima centrale nucleare

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Susan Dabbous

IRAN. L’annuncio viene dato da un portavoce dell’agenzia nucleare russa Rosatom, che ha curato la costruzione dell’impianto nella città di Bushehr. Il 21 agosto sarà caricato combustibile atomico anche se il reattore non sarà ancora operativo. Critiche dagli Usa.

Dopo anni di proclami e minacce è stato annunciato ieri l’avvio della prima centrale nucleare in Iran. A farlo non è stato il fieramente atomico presidente Mahmud Ahmadinejad né il ministro dell’energia, bensì il portavoce della Rosatom (l’agenzia nucleare russa) il signor Sergei Novikov.

Iran, l’Unione europea approva nuove sanzioni

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Dal Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Ue arriva un pacchetto di misure punitive nei confronti di Teheran. Colpiti soprattutto il settore energetico, quello finanziario e dei trasporti.

Severe. Anzi, senza precedenti. L’Unione europea ha deciso ieri di colpire duramente l’Iran, con sanzioni che oggi verranno pubblicate ufficialmente ma che, stando a quanto trapelato dopo l’incontro di ieri del consiglio dei ventisette ministri degli Esteri, saranno di gran lunga le più incisive misure punitive nei confronti della Repubblica Islamica prese sinora.

Obama firma le nuove sanzioni contro Teheran

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Paolo Tosatti

IRAN. La Casa Bianca dà il via libera definitivo ai provvedimenti decisi dal Congresso. Un altro passo avanti dell’offensiva di Washington contro la Repubblica Islamica. Il presidente Usa: «Le misure più dure di sempre».

«Colpiamo al cuore la capacità del governo iraniano di finanziare e perseguire i suoi programmi nucleari e mostriamo che le sue azioni hanno delle conseguenze e che se insisterà sulle sue posizioni la pressione internazionale non farà che aumentare, così come il suo isolamento».

L’Onu approva le nuove sanzioni contro Teheran

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Paolo Tosatti

NUCLEARE. Sì del Consiglio di sicurezza al quarto blocco di provvedimenti contro l’Iran. Turchia e Brasile votano no, il Libano si astiene. Si allarga la frattura tra la Repubblica Islamica e la Russia.

Ampliamento dell’embargo sulle armi; controlli sui carichi aerei e navali provenienti dall’Iran; blocco delle transazioni bancarie con gli istituti sospettati di essere in qualche modo collegati con le attività nucleari di Teheran; monitoraggio delle azioni e dei conti bancari di individui e compagnie che potrebbero operare in favore dello sviluppo dei progetti atomici della Repubblica Islamica.

Nucleare, l’Iran contro «il ricatto americano»

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. All’indomani del Nuclear security summit, Teheran ha presentato presso le Nazioni unite una protesta ufficiale per le “illegittime pressioni” sulle armi atomiche da parte degli Stati Uniti.

E’ in arrivo il contraccolpo iraniano. All’indomani del summit sulla sicurezza nucleare, l’evento voluto da Obama per discutere la messa in sicurezza dei materiali nucleari nel mondo a scanso di un possibile attacco terroristico, l’Iran ha presentato presso le Nazioni unite una protesta ufficiale per il «ricatto nucleare» da parte degli Stati Uniti.

«Teheran liberi subito Panahi»

APPELLO. La petizione, che verrà indirizzata ad Ahmadinejad, raccoglie molte iniziative come l’appello “Protestiamo per l’arresto di Jafar Panahi”, che ha già raccolto su facebook oltre 7.500 firme.

E' rinchiuso all’interno della cella numero 209 del carcere di Evin il regista iraniano Jafar Panahi. “Colpevole” di aver girato un documentario sulle manifestazioni contro la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad. Insignito a Venezia del Leone d’oro, Panahi è stato arrestato con moglie, la figlia e altre 15 persone, ospiti in casa sua, dopo la mezzanotte del primo marzo scorso nella sua residenza privata. «È la logica del colpirne uno per educarne cento» denuncia il regista Ugo Gregoretti.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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