Indignati: Israele si prepara alla grande marcia del Milione

istraele.jpg
Joseph Zarlingo (lettera 22)

MEDIO ORIENTE. Dagli affitti la protesta si è allargata ai salari, alle condizioni di lavoro, ai prezzi dei principali beni di consumo. La società israeliana si è scoperta più povera e divisa.

La grande piazza circolare Kikar HaMedina, all’incrocio tra viale Jabotinsky e viale Weizman, a Tel Aviv, sarà il centro di Israele, domani sera. Dopo la fine dello shabbat, gli «indignados» israeliani hanno convocato una manifestazione che vuole essere senza precedenti. L’hanno chiamata Marcia del milione, perché tanti sperano di essere. Fatte le proporzioni, è come se in Italia ci fossero in piazza 9 milioni di persone. Sarebbe un terremoto.

Israele bombarda Gaza. Tre poliziotti egiziani uccisi

content_662_1.jpg
Susan Dabbous

MEDIO ORIENTE. Dopo l’attentato di Eilat, Tel Aviv attacca la Striscia provocando almeno otto vittime. E in un raid sul Sinai colpisce a morte alcuni soldati de Il Cairo. Ancora razzi dalla Palestina.

Tre vittime egiziane e otto palestinesi. È pesante il bilancio delle rappresaglie israeliane sulla Striscia di Gaza, dopo i sanguinosi attentati in serie di giovedì scorso nei pressi della città turistica di Eilat, costati la vita a otto cittadini israeliani, tra cui due donne, e ai sette aggressori di cui non si conosce ancora l’origine. Altre 26 persone sono invece rimaste ferite.

Gaza: prigione a cielo aperto dove cresce l’odio

pagina 2.jpg
Enrico Campofreda

PALESTINA Nulla è cambiato nella Striscia dall’attacco al fosforo bianco del 27 dicembre 2008 dell'Istrael Defence Forces chiamato “Piombo fuso” che vide 1450 palestinesi uccisi e oltre cinquemila feriti

 

I quattro anni di Gilad

Annalena Di Giovanni

MEDIORIENTE Il soldato è stato fatto prigioniero il 25 giugno del 2006 ed è ancora al centro di trattative tra Israele e Palestina. La risposta di Netaniahu è sempre la stessa: «Niente di nuovo, stiamo facendo pressioni»

L’autodafè mediorientale

02.jpg
Annalena Di Giovanni

ISRAELE. Parole pesanti in Parlamento, politici minacciati di morte e intanto Hamas rifiuta gli aiuti. Tel Aviv non si è ancora ripresa dai postumi della Flottiglia. Ma il blocco non è messo in discussione.

«Trentotto anni e ancora zitella? Forse la Striscia di Gaza è il posto che fa per te». È questa l’ultima  stoccata da bar venuta fuori dal Parlamento israeliano, che da giorni sta vivendo ore di autentico tumulto. Che i parlamenti siano luogo di scontro fisico, pianismo, insulti e bassezze di ogni genere non è una novità, dall’Ungheria all’Italia.

Un apolide nel deserto

Annalena Di Giovanni

LA STORIA. Esce di prigione ma una legge di Tel Aviv lo inquadra come palestinese “infiltrato” in Cisgiordania. Ahmad è deportato a Gaza, qui il governo non lo accetta per denunciare il caso alle associazioni umanitarie.

Di tutti i sogni che poteva coltivare, questo era l’ultimo degli epiloghi per il giorno del suo rilascio. Nove anni di prigionia, di interrogatori, di pasti freddi, punizioni corporali e giornate interminabili a guardare gli scarafaggi che esploravano gli angoli della sua cella, per poi ritrovarsi con le dita infilate fra le maglie di una rete di sicurezza, a cielo aperto, con una tenda per dormire e nessuna notizia della famiglia. È successo a Ahmad Sabah.

Quella lunga mano del Mossad che lava i panni sporchi d’Israele

Mossad.jpg
Enrico Campofreda

FOCUS. Aumentano i sospetti sui servizi segreti di Tel Aviv quali artefici dell’assassinio di un comandante militare di Hamas compiuto lo scorso 20 gennaio. Solo l’ultimo capitolo di una spy story fatta di esecuzioni mirate, agguati e avvelenamenti.

Il governo di Tel Aviv fa scudo compatto intorno al capo del Mossad, il servizio segreto israeliano accusato dalla polizia di Dubai di aver organizzato l’omicidio del leader di Hamas Mahmud al-Mabhuh, ucciso nell’emirato lo scorso 20 gennaio in circostanze ancora da chiarire.

Testato il nuovo missile Sejil-2 Altre sanzioni da Washington

Sejil-2.png
Annalena Di Giovanni

IRAN. L’arma a lungo raggio è in grado di raggiungere Tel Aviv e le basi Usa nel Golfo. Preoccupazione dalla comunità internazionale. Intanto negli Stati Uniti la Camera dei rappresentanti approva l’ennesimo provvedimento contro Teheran.

Da un lato le nuove sanzioni americane contro Teheran, dall’altro il nuovo missile iraniano che potrebbe giungere fino a Tel Aviv. Un colpo al cerchio e uno alla botte. Hanno fatto il giro del mondo le immagini del Sejil-2, il nuovo missile terra-terra a combustibile solido in grado di raggiungere Israele. L’ultima arma testato solo pochi mesi fa dai pasdaran, lo Shahab-3, non garantiva una simile gittata; l’Iran dunque ha bruciato il proprio record nel giro di qualche settimana.

La Palestina muore di sete

Susan Dabbous

MEDIO ORIENTE. Un rapporto di Amnesty International punta il dito contro Israele che impedisce a Gaza e Cisgiordania di usare equamente la falda acquifera della montagna che le accomuna. Immediata la risposta di Tel Aviv: «Dossier di parte».

È spietato l’ultimo rapporto di Amnesty International che accusa Israele di privare delle risorse idriche gli abitanti della Cisgiordania e di Gaza. I 450mila coloni israeliani (inclusi quelli che abitano a Gerusalemme est) consumano una quantità d’acqua potabile uguale, se non maggiore, di quella disponibile per 2,3 milioni di palestinesi.

Israele, spari al confine

Israele.png
Annalena Di Giovani da Beirut

MEDIO ORIENTE Militari sionisti colpiscono e feriscono un soldato egiziano a pochi metri dalla frontiera. La tensione tra i due Paesi è altissima, Tel Aviv teme la presenza di Hezbollah nel Sinai. Il luogo di pellegrinaggio non è più sicuro

Sono tutti in attesa che, dal suo lettino nell’ospedale di Arish, a 50 km dal lato egiziano di Rafah, Abdel Salam Mohammed si riprenda. Quel tanto che basta per capire come sono andate le cose. Per ora, giace da ieri in stato di incoscienza con qualche pallottola sulla spalla.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31