Terremoto

Così si salvano le Eolie

Franco Ortolani*
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PREVENZIONE. Il sisma del 19 agosto scorso ha messo a nudo l’inadeguatezza del sistema di protezione civile per cittadini e turisti. Per scongiurare nuovi pericoli serve subito la “certificazione ambientale” dei luoghi.

ll 16 agosto scorso vi è stato un terremoto alle Isole Eolie avvenuto alle ore 14:54 italiane; il sisma è iniziato ad una profondità di 19 km circa (ipocentro), ed è stato caratterizzato da una magnitudo momento Mw = 4.5. La struttura sulla quale il terremoto si è verificato è presente nella mappatura delle zone sismogenetiche crostali che insistono a Nord della costa siciliana, in prossimità delle isole di Lipari e Vulcano.

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Il nuovo schiaffo agli abruzzesi

Sebastiano Venneri (vicepresidente Legambiente)
RICOSTRUZIONE. La decisione del premier di sottrarre la ricostruzione delle aree terremotate agli enti locali avocandola alla Presidenza del Consiglio e alla Protezione Civile è uno schiaffo agli abruzzesi, un vero e proprio insulto a chi è già stato provato da un sisma catastrofico.

La decisione del premier di sottrarre la ricostruzione delle aree terremotate agli enti locali avocandola alla Presidenza del Consiglio e alla Protezione Civile è uno schiaffo agli abruzzesi, un vero e proprio insulto a chi è già stato provato da un sisma catastrofico e poi oltraggiato da un anno e mezzo fatto di interventi d’emergenza, dirette televisive e meeting internazionali che non sono riusciti a spostare una sola carriola di macerie dal centro storico del capoluogo.

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La bisca del governo

Alessandro De Pascale
RICOSTRUZIONE. Berlusconi dopo il sisma aveva promesso «8 miliardi di euro da spendere nei prossimi tre anni per riportarlo in condizioni di normalità». Ma non vengono pagati nemmeno gli alberghi degli sfollati.

Mancano i soldi, la ricostruzione non è nemmeno cominciata», ha denunciato un manifestate abruzzese, ieri da piazza Venezia nel pieno centro di Roma. E come potrebbe essere iniziata? A L’Aquila non sono nemmeno state rimosse le macerie. Del resto i soldi per la ricostruzione vera e propria, arriveranno a rate, nei prossimi 24 anni (articolo 18, comma 1 del decreto Abruzzo, diventato legge il 24 giugno 2009).

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La profezia di Silone

Federico Raponi
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DOC. Partendo dal lavoro dello scrittore abruzzese, Gianfranco Pannone con "Immota manent" racconta L’Aquila del post terremoto e come col passare del tempo nulla cambi.

Un monito che viene dal passato dei corsi e ricorsi, insieme a una testimonianza di resistenza, nonostante la tragedia.

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Senza prevenzione

Federico Raponi
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DOC. Dal gruppo Zero arriva "Sangue e cemento", un documentario sul terremoto aquilano e sui trent’anni di malgoverno che l’hanno preceduto, e che hanno provocato un disastro.

Un altro tipo di ricerca e utilizzo delle notizie.

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Inadeguata la classificazione antisismica

Franco Ortolani*, Angelo Spizuoco**
GLI ESPERTI. Subito dopo il sisma del 6 aprile 2009 che devastò L’Aquila e dintorni effettuammo ricerche multidisciplinari sul campo al fine di verificare le reali cause dei notevoli danni che avevano distrutto molti edifici.

Subito dopo il sisma del 6 aprile 2009 che devastò L’Aquila e dintorni effettuammo ricerche multidisciplinari sul campo al fine di verificare le reali cause dei notevoli danni che avevano distrutto molti edifici.

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Ipotesi omicidio colposo

Manuele Bonaccorsi
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GIUSTIZIA. Avvisi di garanzia per sette componenti della commissione Grandi rischi, riunitisi a L’Aquila sei giorni prima del sisma. L’accusa è «mancato allarme» dovuto a «negligenza, imprudenza e imperizia».

Adesso diranno che «i terremoti non si possono prevedere». Dimenticando che se è impossibile predire un sisma catastrofico non si può, egualmente, esser certi che esso non avverrà.

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Gragnano, 30 anni dopo il sisma

Chiara Sautto - Il Gazzettino Vesuviano (Terra Campania)
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IL CASO. La ricostruzione sembra non essere mai avvenuta. Sono 28 gli stabili danneggiati o distrutti dal terremoto del 1980 mai ricostruiti.

Le ferite sono ancora aperte, sanguinanti, troppo ben visibili. Eppure sono passati 30 anni. Non si direbbe, ma a Gragnano la ricostruzione post-terremoto sembra non essere mai avvenuta. Dal centro alla periferia, sono 28 gli stabili danneggiati o distrutti dal sisma del 23 novembre 1980, ma mai sono stati ricostruiti. Scomparsa dei fondi, morte dei proprietari, fuga degli stessi, litigi tra gli eredi. Possono essere tanti i motivi che, tuttora, lasciano quei vuoti degradanti, spesso nel centro cittadino.

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La verità sull’Abruzzo

Pino Inglese
ARCI. Se c’era bisogno, la conferma è arrivata. In Abruzzo la situazione è ancora maledettamente drammatica.

Se c’era bisogno, la conferma è arrivata. In Abruzzo la situazione è ancora maledettamente drammatica. Nel corso della Terza giornata di lavori al congresso nazionale Arci, in corso a Chianciano, la presidente del circolo dell’Aquila Marcella Bendoni ha parlato con la forza dei numeri. E della disperazione: 8000 aquilani hanno chiesto residenza altrove; 14.000 vivono nelle new town; 6000 sono ancora ospitati in alberghi sulle coste; 4000 vivono nei map (moduli abitativi provvisori); 4000 sono ospiti di parenti.
 

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Dopo il terremoto rischia di crollare la diga di Cahgu

Annalena Di Giovanni
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SISMA. Il bacino idroelettrico nella regione di Yushu, colpita mercoledì scorso da una scossa di 7,1 gradi Richter, dovrebbe essere prosciugato. In caso di crollo il bilancio delle vittime potrebbe arrivare a 100mila.

Sono saliti a quota 930 i dispersi del terremoto di 7.1 gradi della scala Richter che martedì notte ha colpito la conte dello Yushu, nella provincia cinese di Qinghai. Delle quasi mille vittime, 617 i morti accertati sino a ora, almeno 66 sono studenti rimasti intrappolati durante il crollo di una scuola, mentre gli edifici ridotti in macerie sono almeno 15mila.

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