terrorismo

Alba di sangue a Bagdad

Annalena Di Giovanni
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IRAQ. Nel caos politico post elettorale, i terroristi tornano a colpire in diverse città oltre alla capitale. Nel mirino un mercato, una moschea e molti posti di blocco. Il bilancio è di oltre 85 morti e almeno 243 feriti.

Almeno 85 morti e 243 feriti nella peggior giornata dell’Iraq post-elettorale, al punto che ancora ieri pomeriggio il conteggio degli attacchi ancora risultava impossibile; sarebbero stati 5 gli attentati dinamitardi a Baghdad – secondo la ricostruzione di al Jazeera, con altre nove sparatorie contro posti di blocco della polizia o dell’esercito iracheno, mentre a Mossul e Falluja altre tre esplosioni facevano sei ulteriori vittime.

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India-Pakistan, riprendono i colloqui tra le due potenze

Paolo Tosatti
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GEOPOLITICA. Gli alti funzionari dei ministeri degli Esteri di Nuova Delhi e Islamabad si incontrano a Mumbai per cercare di riavviare un dialogo interrotto 16 mesi fa. Al centro del confronto la questione del Kashmir e la lotta al terrorismo.

Dopo 16 mesi di interruzione i rappresentati di India e Pakistan tornano oggi a sedersi intorno a un tavolo per tentare di riavviare un dialogo pacifico tra i rispettivi governi. Sebbene non sia stata presentata un’agenda ufficiale, il vertice ha in programma incontri su tutte le questioni più importanti per le due potenze asiatiche: dalla sovranità sul Kashmir, storicamente conteso tra i due Paesi, alla stabilizzazione della regione, dal futuro dell’Afghanistan alla lotta al terrorismo.

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Coppa d’Africa, attentato al Togo. Il terrorismo insanguina il pallone

Jean Claude Mbede
CALCIO. Tre membri della delegazione rimasti uccisi dall’agguato a opera del Flec, il movimento separatista dell’Angola. Oggi il torneo partirà ugualmente ma appare certo il ritiro della squadra. Lo chiedono i club europei e i connazionali

Il male è fatto. La nazionale del Togo sicuramente non giocherà più l’edizione 2010 della Coppa d’Africa. Allora ce l’ha fatta il Flec, movimento separatista dell’Angola, che venerdì ha provato a far annullare la competizione, attaccando con armi l’autobus della nazionale togolese, uccidendo l’autista, l’allenatore in seconda e il capo ufficio stampa, e ferendo nove persone della delegazione, tra cui il secondo portiere, in grave condizioni.

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Chiusura diplomatica a Sana’a

Susan Dabbous
YEMEN. Dopo le ambasciate statunitense e britannica anche quelle giapponese, tedesca e francese hanno deciso di tenere le porte sigillate. L’Italia resta cauta e auspica una decisione europea. Intanto le truppe governative attaccano e uccidono due miliziani

Effetto domino diplomatico a Sana’a, capitale dello Yemen. Paese ormai bollato da tutta la stampa occidentale come «nuova frontiera del terrorismo jiadista». Dopo la decisione di Usa e Gran Bretagna di chiudere le sedi diplomatiche, hanno seguito ieri Giappone, Francia e Germania (al momento solo con la chiusura del consolato). Dimenticandosi, queste ultime, che esiste un’istituzione superiore chiamata Unione europea dotata ormai anche di un alto rappresentante della Politica estera: la neoeletta Catherine Ashton.
 

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La coppia di italiani rapiti nelle mani di un gruppo di al Qaeda

Pietro Orsatti
TERRORISMO. Il gruppo potrebbe essere lo stesso che ha sequestrato e ucciso a giugno scorso un cittadino britannico in Mali. Il ministro Frattini prima è cauto, poi mostra i muscoli: non vuole cercare contatti per una soluzione negoziata

Il ministro degli Esteri Frattini ancora definisce «verosimile» l’ipotesi che i due italiani rapiti in Mauritania siano effettivamente nelle mani di un gruppo affiliato ad al Qaeda. Prudenza, quindi, dalla Farnesina, nonostante le immagini trasmesse dal canale satellitare al Arabiya siano inequivocabili.

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«Il dolore e il lutto sono diventati impegno civile»

Pietro Nardiello
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MEMORIA. 23 dicembre 1984, una bomba sul rapido 904 Napoli-Milano esplode facendo una carneficina: 15 i morti e oltre 300 i feriti. Si toglie la vita anche un poliziotto accorso per prestare aiuto: i corpi martoriati sono per lui una visione inaccettabile. A colloquio con Antonio Celardo, presidente dell’Associazione che tutela la memoria di un episodio di terrorismo nero sul quale non si conosce tutta la verità relativa a mandanti ed esecutori.

Nel giorno del quarantesimo anniversario della strage di piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969, a Napoli l’Associazione che ricorda invece la strage del treno rapido 904 avvenuta il 23 dicembre 1984 riceve dal Comune una sede: un appartamento confiscato al clan camorristico dei Contini. Incontriamo Antonio Celardo, il terzo presidente in ordine di tempo dell’Associazione che raccoglie i sopravvissuti della strage, i parenti delle vittime e quanti chiedono giustizia.

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La missione Clinton

Annalena Di Giovanni
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PAKISTAN. Nel giorno in cui il segretario di Stato Usa arriva a Islamabad, un’autobomba esplode in un affollato mercato della città di Peshawar, nel Nordovest. Sono almeno 100 i morti. Il confronto tra Washington e al Qaeda non è affatto chiuso.

L’ultima volta che un Clinton aveva messo piede in Pakistan era stato Bill, nel marzo del 2000. L’aveva fatto in punta di piedi, con tanto di aereo civile, visite a porte chiuse e niente di ufficiale. Ad accoglierlo non c’era stato alcun attentato suicida con almeno 100 morti nel mezzo di un mercato centrale, come quello avvenuto ieri a Peshawar.

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Al Qaeda rivendica l’attentato in Iraq ma Kabul resta la priorità Usa

Annalena Di Giovanni
MEDIO ORIENTE. La rete terroristica dichiara di aver provocato le due esplosioni nel centro di Baghdad che domenica scorsa hanno ucciso 155 persone. Nel Paese del Golfo si avverte l’abbandono di Washington che punta tutto sull’Afghanistan.

Iraq sta precipitando di nuovo nel caos. Al Qaeda ha rivendicato l’attacco di domenica scorsa che ha provocato oltre 155 morti. Il premier iracheno ha temuto persino di presenziare alle esequie pubbliche delle vittime, il governo è spaccato su una legge elettorale che garantisca più trasparenza e sull’autonomia delle province curde. È questo l’Iraq “pacificato”, dal quale gli Stati Uniti vogliono scappare.

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La Base dei cani sciolti

Alessio Postiglione
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AL QAEDA Paura a Milano. Un libico ha fatto esplodere una bomba rudimentale ieri mattina nella zona di San Siro. I feriti sono due: un militare colpito lievemente da una scheggia e lo stesso attentatore che ha perso una mano.

Ancora una volta, di fronte alla brutalità di un attacco terrorista, le città europee si riscoprono fragili. è accaduto ieri, alla caserma Santa Barbara di Milano, zona San Siro, quando un libico di 35 anni, ha esploso un ordigno. Il bilancio è di due feriti: un militare ventenne, il caporale Guido La Veneziana, che ha riportato leggere ferite e lo stesso attentatore, Mohamed Game, che ha dovuto subire l’amputazione di un braccio a causa delle gravi lesioni riportate.

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«Il significato della parola terrorismo deve essere rivisto»

Enrico Campofreda
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INTERVISTA A colloquio con Ammar Al Moussavi, nuovo responsabile delle relazioni internazionali del Partito di Dio. Che chiede a tutta la comunità internazionale una presa di posizione univoca sulla definizione delle azioni di guerra.

Nella giornata dedicata ad Al Quds, mentre il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, concedeva al secondo incarico di Saad Hariri un’altra chance per la formazione di un esecutivo mancante in Libano da tre mesi, abbiamo incontrato il nuovo responsabile delle relazioni internazionali del Partito di Dio Ammar Al Moussawi. L’accoglienza nella sala conferenze dell’ospedale Al Rassoul Al Aazam, fiore all’occhiello del welfare sanitario sciita, è cordiale.

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