La morsa dell’acqua fa tremare Bangkok

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Federico Tulli

THAILANDIA. Arriverano a novembre le prime schiarite dopo l’ondata alluvionale che ha sconvolto il Paese sommergendo un’area grande come il Lazio. La capitale semivuota stretta tra due fronti.

L'inondazione senza fine che sta mettendo in ginocchio la Thailandia non ha risparmiato nemmeno il Grande palazzo reale a Bangkok. Nella serata di sabato (ora locale) l’acqua ha raggiunto i quartieri della capitale lungo il fiume Chao Phraya, oltrepassando il metro di altezza e allagando il primo piano della prestigiosa residenza. Ma ieri, per la prima volta dopo settimane, si è cominciato a guardare le previsioni del tempo con meno apprensione.

Su Bangkok un miliardo di metri cubi d’acqua

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Andrea Pira

THAILANDIA. In difficoltà per l’alluvione che sommerge parte del centro della megalopoli e vaste aree della periferia il governo consiglia ai cittadini di lasciare la città. Infiltrazioni anche a casa del Re.

Per i cittadini di Bangkok non è una vacanza. In migliaia affollano le stazioni degli autobus in fuga dalla capitale tailandese sommersa dalla più grave alluvione degli ultimi cento anni. Completi anche i voli in partenza dall’aeroporto internazionale di Suvarnabhumim rimasto aperto, al contrario dello scalo di Don Muaeng, chiuso da martedì. Per spingere gli abitanti a lasciare la città il governo ha proclamato ieri cinque giorni di festività.

Bangkok sotto l’acqua. Oltre centomila dispersi

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Emanuele Bompan

THAILANDIA. Il gigantesco allagamento coinvolge una vasta area del Paese e i sobborghi della capitale minacciando il centro. Gli esperti lo mettono in relazione agli effetti del Climate change.

«Bangkok potrebbe rimanere allagata per almeno quattro settimane». L’annuncio di ieri della neoeletta premier tailandese, Yingluck Shinawatra ha gettato i 14,5 milioni abitanti della megalopoli del Sudest asiatico nel più totale panico. «C’è una possibilità su due che anche il centro città finisca sott’acqua» ha rincarato Shinawatra.

Thailandia sommersa dalle piogge monsoniche e dal tifone

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Paolo Affatato

ALLUVIONI. Colpite 60 province su 77. Il Paese è in ginocchio per la coincidenza dei due fenomeni meteo. Perso il raccolto di 1,6 milioni di ettari di terra. A chiudere sono anche 14mila fabbriche.

Bangkok resterà allagata per un mese». La previsione del ministro per le Scienze, Plodprasop Suraswadi, è di quelle che fanno accapponare la pelle agli oltre 9 milioni di cittadini della capitale, ritrovatasi sommersa da alluvioni che fino a pochi giorni fa erano state sottovalutate. Il ministro non è stato tenero neanche con il Premier Yingluck Shinawatra, invitandola a «un’operazione verità» per preparare la popolazione, fino a ieri non sufficientemente allertata.

L’amnistia ad personam per il Berlusconi tailandese

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Paolo Affatato

SUDEST ASIATICO. Thaksin Shinawatra, l’ex premier mandato a casa da un golpe di palazzo, vuole tornare a Bangkok. Dove governa sua sorella e i suoi sodali preparano il terreno legale.

E’ pronta l’amnistia per l’ex primo ministro Thaksin Shinawatra, il magnate che ha governato la Thailandia fra il 2001 e il 2006. Accusato di corruzione e rovesciato da un colpo di stato mentre si trovava all’estero, all’estero l’ormai ex premier era dovuto rimanere, eleggendo residenza ora a Londra ora in altre parti del mondo dove ha fatto da consulente.

Bangkok, blindati militari. I “rossi” dichiarano la resa

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Paolo Tosatti

THAILANDIA. Scontri nella mattinata. Almeno 6 morti e una ventina di feriti. Tra le vittime il fotoreporter italiano Fabio Polenghi, di 45 anni. È stato colpito al torace e all’addome ed è arrivato in ospedale già morto.

Blindati dell’esercito contro l’accampamento delle Camicie rosse. Dopo 6 giorni di guerriglia per le strade di Bangkok le forze di sicurezza hanno sferrato il loro attacco finale, con un’operazione scattata nella mattina di ieri per forzare le difese perimetrali del presidio dei “rossi” e ottenere la loro resa incondizionata.

Thailandia, nuove prove di dialogo tra “rossi” e governo

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Paolo Tosatti

ASIA. I manifestanti antigovernativi accettano di partecipare alla tavola rotonda proposta dal presidente del Senato per tentare di avvicinare le parti. Un gruppo di sessanta senatori porterà avanti la mediazione.

Nuovi spiragli di dialogo tra le Camicie rosse e l’esecutivo tailandese. Dopo cinque giorni di guerriglia e violenza per le strade della capitale i manifestanti antigovernativi hanno accettato ieri di partecipare ai colloqui proposti dal presidente del Senato, Prasobsuk Boondej, per tentare di avvicinare le parti. Le trattative dovrebbero essere condotte da un gruppo di 60 senatori, che si sono offerti di esercitare i loro buoni uffici per cercare di trovare una soluzione alla crisi politica che da oltre due mesi paralizza la politica e le istituzioni della Thailandia.

Bangkok, è guerriglia

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Paolo Tosatti

THAILANDIA Una nuova giornata di scontri nella capitale. L’esercito assedia l’accampamento delle Camicie rosse: almeno 7 i morti negli scontri, decine i feriti. I ribelli: «Combatteremo fino alla fine»

Aveva promesso di usare il pugno di ferro contro gli oppositori e così è stato. Scaduto l’ultimatum lanciato alle Camicie rosse il primo ministro tailandese Abhisit Vejjajiva non ha avuto esitazioni a impartire l’ordine di attacco alle forze dell’ordine che dopo aver circondato l’accampamento allestito dai ribelli nel quartiere finanziario della capitale hanno iniziato come previsto un “assedio” contro le barricate difensive innalzate intorno al bivacco.

Thailandia, pugno duro del governo contro la protesta

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Paolo Tosatti

ASIA. L’esercito circonda l’accampamento delle Camicie rosse a Bangkok. Il leader dei manifestanti Khattiya Sawasdipol colpito alla testa da un proiettile. Il governo estende lo stato d’emergenza in altre 15 province.

Una protesta di oltre due mesi. Un braccio di ferro granitico con i manifestanti con scontri e violenze sullo sfondo, costati morti e feriti. Sessanta giorni esatti di blocchi nelle strade e nelle piazze della capitale. Eppure le autorità tailandesi sembrano ancora lontane dal trovare una soluzione al blackout politico-istituzionale che paralizza il Paese. 

Thailandia, prove tecniche di riconciliazione nazionale

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Paolo Tosatti

ASIA. Le Camicie rosse sono pronte ad accettare la proposta del primo ministro per le elezioni anticipate. Ma in cambio chiedono che la data sia decisa dalla Commissione elettorale e garanzie per lo scioglimento delle Camere.

Prove tecniche di riconciliazione in Thailandia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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