La furia del tifone mette Mindanao in ginocchio

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Sonny Evangelista

FILIPPINE. Decine di migliaia di alluvionati e sfollati in 13 province. Polemiche sulla mancanza di sistemi di allerta urgente e sulle fosse comuni dove si ammucchiano cadaveri senza nome.

Le vittime sono ufficialmente oltre mille e la nazione è in “stato di calamità”. La forza del tifone Sendong, abbattutosi nottetempo nell’area Nordovest dell’isola di Mindanao (nelle Filippine Sud) non ha lasciato scampo: per 338mila alluvionati e 43mila profughi, ora accampati in grandi centri di evacuazione, il tifone è stata una vera furia. Una furia che ha spazzato via vite e speranze in 43 municipalità di 13 province, soprattutto nelle città di Cagayan de Oro e Iligan.

Thailandia sommersa dalle piogge monsoniche e dal tifone

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Paolo Affatato

ALLUVIONI. Colpite 60 province su 77. Il Paese è in ginocchio per la coincidenza dei due fenomeni meteo. Perso il raccolto di 1,6 milioni di ettari di terra. A chiudere sono anche 14mila fabbriche.

Bangkok resterà allagata per un mese». La previsione del ministro per le Scienze, Plodprasop Suraswadi, è di quelle che fanno accapponare la pelle agli oltre 9 milioni di cittadini della capitale, ritrovatasi sommersa da alluvioni che fino a pochi giorni fa erano state sottovalutate. Il ministro non è stato tenero neanche con il Premier Yingluck Shinawatra, invitandola a «un’operazione verità» per preparare la popolazione, fino a ieri non sufficientemente allertata.

Terremoto in Indonesia. Ancora morti in Asia

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Gloria Ravidà

CALAMITÀ Un sisma sconvolge l’isola di Sumatra. Dal Vietnam il tifone Ketsana raggiunge Cambogia e Laos, mentre si aggrava il tragico bilancio dello tsunami nel Pacifico.

La terra trema a Sumatra. Poco dopo le 12, ora italiana, una scossa d’intensità pari a 7,9 gradi della scala Richter è stata registrata al largo delle coste occidentali della più grande isola indonesiana. Le prime informazioni che giungono dal ministero della Salute, riferiscono di migliaia di persone intrappolate sotto le macerie, mentre il vicepresidente Jusuf Kalla ha parlato di almeno 75 morti. L’unità di crisi indonesiana sostiene invece che i morti potrebbero essere più di mille.

Ketsana continua a imperversare. Aumenta la paura in tutta l’Asia

Gloria Ravidà

CALAMITÀ La tempesta tropicale che ha messo in ginocchio le Filippine si è trasformata in tifone, colpendo il Vietnam. Nei giorni della conferenza di Bangkok, a quasi due mesi da Copenaghen, è sempre più impellente un accordo sul clima.

Ketsana, la tempesta tropicale che ha messo in ginocchio le Filippine, causando almeno 246 morti e quasi due milioni di sinistrati, è diventata un tifone, raggiungendo il Vietnam, dove il bilancio provvisorio è di 23 decessi. Il ciclone ha già messo in fuga molti abitanti di Hué, l’ex capitale imperiale, e sta avanzando verso Danang, la quarta città del Paese, e la vicina provincia di Quang Nam: le autorità locali hanno evacuato 170mila persone.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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